aurelio visalli

MORIRE DA EROE PER SALVARE DUE STRONZI - AURELIO VISALLI ANNEGA PER SOCCORRERE DUE ADOLESCENTI CHE SI ERANO BUTTATI IN ACQUA NONOSTANTE IL MARE IN TEMPESTA A MILAZZO, E QUELLI LA PRIMA COSA CHE FANNO È PRENDERE LE DISTANZE: ''NESSUNO SI È BUTTATO PER SALVARMI, CAZZATE. VI DICO IO LA VERITÀ…'' - LA FAMIGLIA DEL MOTORISTA DELLA CAPITANERIA DI PORTO È FURIOSA, PER GLI INSULTI DEI RAGAZZINI E ANCHE PERCHÉ È STATO MANDATO ALLO SBARAGLIO, SENZA SALVAGENTE

 

1. ANNEGA PER SALVARE DUE RAGAZZINI

Dal ''Corriere della Sera''

 

aurelio visalli annega per salvare due ragazzini

L'hanno ripescato senza vita i suoi colleghi della Capitaneria, a poche bracciate dalla spiaggia di Milazzo. Con la stessa motovedetta sulla quale Aurelio Visalli faceva il motorista, pronto ad andare ben oltre i suoi compiti per soccorrere chiunque ne avesse bisogno. Come ha fatto sabato quando è scattato l'allarme per due 15enni che non riuscivano a tornare a riva per le onde alte 7 metri. Uno dei due adolescenti, il più vicino alla costa, infine ce l'ha fatta. Ma l'altro, trascinato dalla corrente, rischiava d'affogare e si è aggrappato a una boa.

 

Aurelio Visalli, giunto sul posto da terra dopo l'allarme con altri due sottufficiali, gli ha lanciato un salvagente che s' erano portati dalla Capitaneria. Solo quello. In costume, senza nemmeno un giubbotto salvagente, riferiscono i parenti che si chiedono se questa tragedia si poteva evitare. I due ragazzi sono tornati a casa. Visalli no. Un'onda altissima s' è abbattuta su di lui, scomparso in un lampo alla vista. Se ne è andato così, a 40 anni, il sottufficiale inghiottito dalla sua generosità, come adesso dicono con rabbia i colleghi. Rabbia anche per quel gesto sconsiderato dei due ragazzini che ha reso necessario l'intervento di Visalli.

 

«Dovrebbero essere portati ad osservare il risultato delle loro gesta sconsiderate», dice un amico della vittima. Da vent' anni nella Guardia costiera, secondo capo, motorista, viveva con la moglie Tindara e i due figli piccoli a Venetico, piccolo centro del Messinese da agosto in prima pagina perché da una casa vicina partì Viviana Parisi con il piccolo Gioele. In tanti ora rendono onore al sacrificio del sottufficiale. Tanti anche i dettagli da chiarire sulla morte di «quest' uomo buono, innamorato del suo lavoro e dei suoi figli», dice il cognato Antonio Crea. Un uomo che amici e colleghi commossi ricordano come «generoso e disponibile».

aurelio visalli annegato per salvare due ragazzini

 

Dettagli da chiarire anche per la polemica sui soccorsi che sfocia stamane in un esposto affidato dalla moglie agli avvocati Tommaso Calderone e Sebastiano Campanella, pronti a porre domande sui tanti dubbi dei familiari, compresi quelli relativi al tempismo delle ricerche. Dalla politica il cordoglio è unanime. Il premier Giuseppe Conte «rende merito» al coraggio di Visalli, la ministra degli Interni Luciana Lamorgese ha rimarcato «il sacrificio e l'altruismo», il collega degli Esteri, Luigi Di Maio, ha annullato la sua visita in zona e sottolineato come il militare «ci lascia da eroe».

 

 

2. IL RAGAZZINO SALVATO SPUTA SUL SUO SOCCORRITORE

Dall'articolo di Berté-Palazzolo per ''la Repubblica''

 

La prima cosa che ha fatto il ragazzino quando i medici l’hanno dimesso dal pronto soccorso è stato un post su Facebook e Instagram. Ma non per ringraziare chi aveva sacrificato la propria vita per salvarlo, piuttosto per prenderne le distanze. Ecco cosa ha scritto il quindicenne: “Ragazzi apposto, sono sano e salvo. Mentre facevo le capriole in spiaggia, a me e al mio amico ci prende in pieno un’onda e mi trascina al largo, nessuno si è buttato, quindi prima di dire che qualcuno è morto per salvare me, cazzate”.

aurelio visalli annegato per salvare due ragazzini

 

La famiglia di Visalli è indignata. “È un messaggio ignobile, che non ha rispetto della morte di un eroe”, dice il cognato del sottufficiale (…) “Li denunceremo quei ragazzini, per omicidio colposo”, ripete (…) “Non si possono scrivere quelle parole”. Sui social, si è scatenato un tam tam di polemiche contro quel post, subito cancellato. Ma, intanto, anche un amico del ragazzo, che di anni ne ha 13, pure lui rimasto fra le onde sabato mattina, rilanciava su Instagram: “Sono vivo, merde”.

 

E un altro messaggio ancora per difendere il compagno: “Ve la racconto io la verità, facevamo le capriole sul bagnasciuga e un’onda ci ha trascinato al largo. Io sono riuscito ad uscire e a chiamare il 118, il mio amico si è aggrappato ad una boa”. Altri insulti del popolo del web, fino a quando ieri pomeriggio è apparso un messaggio che ha tutto il sapore di essere stato suggerito: “Nessuno è più dispiaciuto di me per quello che è successo, ho pregato fino adesso per quel soccorritore”»

 

 

«MIO MARITO MANDATO ALLO SBARAGLIO TRA LE ONDE SOLO CON UN SALVAGENTE»

Felice Cavallaro per il ''Corriere della Sera''

 

Abbraccia la bara avvolta nel tricolore e sussurra la sua rabbia dicendo che il marito, Aurelio Visalli, «non è morto per una fatalità, ma per l'incompetenza di chi l'ha mandato a salvare due ragazzi senza un giubbotto, senza funi, senza mezzi...». È questa la verità di Tindara Grosso, avvilita perché si sente tradita da quella Patria che il marito citava ogni mattina, uscendo da casa. Che cosa diceva? «Un bacio a me, uno al piccolo e, nella sua divisa bianca, ripeteva ogni mattina a Riccardo, il grande: "Papà va a difendere la Patria"... Ma la Patria non l'ha difeso, l'ha mandato allo sbaraglio e nessuno ha avuto il pensiero di fare nemmeno una telefonata a me che ho scoperto di avere perso il mio eroe solo da una tv privata, correndo su Internet, chiamando io la Capitaneria... No, basta, parli con mia sorella Francesca...».

 

E parla la cognata del motorista travolto da un'onda anomala quando i due ragazzi da soccorrere erano già in salvo. Parla Francesca Grosso, accanto al marito Antonio Crea, comandante dei vigili nella loro Venetico, da dove hanno deciso di rivolgersi agli avvocati Tommaso Calderone e Sebastiano Campanella dopo essere stati chiamati per primi a riconoscere il corpo del cognato. Anche in un esposto alla Procura ponete quindi l'accento sull'incompetenza?

 

«Mio cognato, uomo razionale, conosceva il pericolo. Sulle motovedette, da Lampedusa alla Maddalena, ha partecipato a centinaia di salvataggi. Ha recuperato corpi in alto mare. Non è possibile che sia stato inghiottito da un'onda a riva. Ecco perché vorremmo parlare con i due testimoni». Si riferisce agli altri due sottufficiali mandati per il soccorso sulla spiaggia di Milazzo?

aurelio visalli annegato per salvare due ragazzini.

 

«Due colleghi che non ci fanno incontrare. Arrivano ufficiali con alti gradi e facce compunte. Ma quando chiediamo di parlare con i due militari si chiudono le porte. Li hanno mandati tutti e tre a salvare gli scampati in mutande, lasciando le divise sulla sabbia, senza attrezzi, senza funi o giubbotti. Cosa sia veramente accaduto non vogliono dirlo». Coglie imbarazzi? «Enormi. Anche quando rimproveriamo i vertici della Capitaneria di non avere avvertito casa. Ma soprattutto per avere organizzato un soccorso con un ciambellone. Ogni lavoratore va messo in condizioni di sicurezza. Figurarsi quando dei militari vengono chiamati per ruoli diversi dal proprio. Aurelio era motorista di una motovedetta. Coinvolto invece in un'operazione di terra, senza gli attrezzi che anche un bagnino ha».

 

La camera ardente allestita in Municipio però è il segno di un'attenzione generale. «La camera ardente c'è perché l'abbiamo chiesta io e mio marito. Dieci minuti dopo il riconoscimento, ci hanno detto di portare la salma a casa. Per loro dovevamo pure sbrigarci. No, Aurelio merita l'attenzione di tutti perché è caduto da eroe. E adesso cominciano a dirlo in tanti...». Dai vertici della Difesa e delle capitanerie è arrivata massima solidarietà.

 

«A noi serve quella concreta. L'unica cosa che chiediamo è di vedere i due ragazzi che erano con Aurelio. Anche se il loro comandante s' è lasciato sfuggire che "non potevano rischiare la vita per lui, facevano gli amministrativi". A conferma dell'incompetenza. E sicuramente delle lacune anche sul piano delle ricerche andranno spiegate». Ritenete che anche le ricerche siano state lente? «Usiamo pure questo eufemismo, come dicono gli avvocati. Sabato pomeriggio chi c'era in spiaggia e in acqua a cercare Aurelio? Tanti non hanno visto nessuno. Inaccettabile. Ecco perché pensiamo all'autopsia. Per capire se c'era invece la possibilità di salvarlo».

 

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…