vittime incidente castelmagno-2

MORIRE SOTTO LE STELLE - IL DEFENDER CON A BORDO I NOVE RAGAZZI È ANDATO DRITTO IN UNA CURVA MOLTO STRETTA SU STRADA STERRATA CHE INCIDE IL COSTONE DELLA MONTAGNA A CASTELMAGNO: C'È SOLTANTO UN FILO A DELIMITARE LA CARREGGIATA PRIMA DEL VUOTO – IL 24ENNE ALLA GUIDA L’AVEVA GIÀ PERCORSA E NON È CHIARO COSA SIA ACCADUTO – I PM: “STANCHEZZA, DISATTENZIONE, UN ATTIMO DI CONFUSIONE ALL'INTERNO DELL'ABITACOLO, UN GUASTO. VERIFICHEREMO TUTTO” – E IL SINDACO SI SENTE IN COLPA: “SE AVESSI AVUTO SOLDI AVREI MESSO I CARTELLI STRADALI…”

Niccolò Zancan per "La Stampa"

 

marco appendino

L'ultimo lampione è quello davanti al rifugio «Maraman», 1800 metri di quota. Da quel punto in avanti la strada diventa sterrata, la notte buia e l'unico rumore che si può sentire è quello dei campanacci delle bestie al pascolo. «Questo è sempre stato un posto di pace, non saprei trovare un altro modo per descriverlo, qui non avevamo altro che pace e natura», dice incredula la signora Daniela Aimar.

 

Alza lo sguardo e indica il segno deve c'è l'erba già mangiata dai vitelli e l'altra, più scura, ancora rigogliosa. «In quel punto, sotto il roccione - dice -, l'auto dei ragazzi, dopo essersi ribaltata tante volte, si è fermata lì, a venti metri dalla mia stalla». Le montagne segnano il confine con la Francia. Sono le ultime baite della Val Grana, famosa in Piemonte per le imprese ciclistiche del pirata Pantani, per il formaggio Castelmagno, che porta il nome del paese più vicino, e per quella pace di cui tutti parlano.

incidente a castelmagno 1

 

 Ancora adesso potrebbe sembrare così, qualcuno sale con lo zaino sulle spalle e le scarpe da trekking. Ma ieri notte qui sono morti cinque ragazzi. «Il 50 per cento dei nostri giovani», dice il sindaco Alberto Bianco. Era la notte di San Lorenzo e i ragazzi della borgata Chiatti volevano andare nel punto più alto della montagna a vedere le stelle.

marco appendino 1

 

Due giorni prima era stato il compleanno di Nicolò Martini, aveva compiuto 17 anni. Ancora non avevano festeggiato tutti insieme, quelli della compagnia. Dopo cena, sono saliti in nove sul Land Rover Defender guidato da Marco Appendino. È un fuoristrada fabbricato inizialmente per uso militare, molto alto e pesante. Un grosso cassone piazzato su quattro ruote quasi da trattore. È omologato per sei passeggeri, sono montati in nove.

 

Amici, amiche, fratelli. Qualcuno negli anni è andato ad abitare a fondovalle, ma tutti d'estate si ritrovano qui. Aiutano i genitori nelle malghe, fanno latte e formaggio. E la sera fra martedì 11 e mercoledì 12 agosto, verso le 22, insieme sono andati a vedere le stelle oltre l'ultimo lampione del rifugio Maraman. La strada sterrata è stretta: due auto insieme non passano.

incidente a castelmagno 2

 

È una via ripida. Lo si vede anche da giù: una serie di tornanti incide il costone della montagna. Sono linee chiare di terra fra strapiombi e creste. E c'è soltanto un filo teso, fra un picchetto e l'altro, a delimitare la carreggiata sul bordo, prima del vuoto. Marco Appendino, 24 anni, il più grande della compagnia, era alla guida. Amava quell'auto perché sembrava capace di inerpicarsi come una capra fino in cima alle vette. Lui conosceva la strada per andare a vedere le stelle.

 

IL land rover defender di marco appendino

 Finisce dove i genitori di Nicolò ed Elia Martini hanno appena costruito un piccolo riparo per le bestie e per gli uomini. E così tutti sono arrivati proprio in quel punto, all'ultima casa. Il punto più alto raggiungibile in auto sull'Alpe Chastlar, così in alto che certe volte nelle giornate di brutto tempo puoi toccare le nuvole semplicemente alzando le braccia. Ma la sera di San Lorenzo c'era stato un acquazzone, che aveva pulito completamente il cielo.

 

La volta celeste era limpida, e così le stelle si vedevano bene. Mancavano pochi minuti a mezzanotte, quando i ragazzi erano già sulla strada del ritorno. In corrispondenza di una curva molto stretta il Defender è andato dritto, precipitando per una trentina di metri, fino al tornante sottostante. C'è come il segno di una slavina nell'erba. E poi ancora, sbalzando e rotolando, il fuoristrada ha proseguito la sua caduta, fino quasi alla stalla della signora Aimar.

 

samuele gribaudo

Tutti i ragazzi a bordo sono stati sbalzati fuori. La sequenza in cui è successo, probabilmente, ha sparigliato i destini: Marco Appendino, i fratelli Nicolò e Elia Martini di 17 e 14 anni, Camilla Bessone e Samuele Gribaudo di 16 e 14 anni, sono morti. Altri due amici sono ricoverati in gravi condizioni. Altre due ragazzine sono state dimesse ieri pomeriggio dall'ospedale di Cuneo, praticamente illese. «Ma dovremo aspettare qualche giorno prima di poterle sentire, affiancate dagli psicologi, perché adesso sono sotto choc», dice il procuratore aggiunto di Cuneo Gabriella Viglione. Sono state le sopravvissute a chiamare i soccorsi.

 

Ambulanze e vigili del fuoco sono arrivati in alta quota. Con gruppi elettrogeni hanno illuminato la montagna. «Ci siamo resi conto subito dell'età delle vittime», dice il comandante di Cuneo Vincenzo Bennardo. «Avevamo notizie confuse, sapevamo soltanto di un'auto finita fuori strada. È stato un intervento tragico». Più di cento metri di caduta. Alla fine il Defender era vuoto. Distrutto. Ieri il sindaco di Castelmagno si sentiva in colpa: «Sono dei bravissimi ragazzi.

nicolo ed elia martini

 

I carabinieri mi hanno assicurato che non avevano bevuto, è stata una distrazione. Io mi sento responsabile, ma anche impotente. Perché qui rappresento lo Stato, ma non abbiamo fondi. Siamo un comune di 54 abitanti con 30 chilometri di strade da tenere in ordine e le casse sono vuote, non arrivano i trasferimenti. Se fossi ricco, metterei cartelli di tasca mia, ma sono un insegnante e faccio il sindaco gratuitamente. Però c'è un fatto: in quel punto la segnaletica era carente.

 

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Bastava un cartello che segnalasse la curva e forse non sarebbe successo». In realtà, la strada era buia. Ed era anche conosciuta da quei ragazzi, in particolare dal guidatore. Marco Appendino ha pubblicato diverse foto del suo Defender in cima alla montagna, era già stato lì.

 

«Adesso, sull'onda dell'emotività, tutti avanzano ipotesi per provare a spiegare il motivo dell'incidente - dice il procuratore Viglione -. Ma la verità è che ancora non sappiamo perché quell'auto sia uscita di strada. Possono esserci profili diversi. Stanchezza, disattenzione, un attimo di confusione all'interno dell'abitacolo, un guasto. Faremo delle verifiche sul veicolo e anche sul guidatore, come è doveroso. Ma quello che dicono tutti è che il Defender aveva già percorso la strada altre volte.

 

incidente a castelmagno 3

E il contesto in cui si è verificata questa tragedia è di amicizia e di fiducia, tutti si conoscevano». Una scena di guerra in un contesto di pace. Di pace e di natura. La vittima più giovane si chiamava Elia Martini, 14 anni, a giugno aveva finito il primo anno all'Istituto superiore Vallauri di Fossano, amava pescare e camminare in montagna. D'estate aiutava i suoi genitori all'alpeggio, c'è una foto in cui sorride abbracciando al petto un cucciolo di cane pastore.

i fratelli nicolo ed elia martini samuele gribaudo copiaincidente a castelmagno 4vittime incidente castelmagno 1

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