mughini selvaggia

MUGHINI: ''SELVAGGIA LUCARELLI MI HA QUERELATO PER UN ARTICOLO APPARSO SU DAGOSPIA. FORTE DEL SUO NOTEVOLISSIMO CURRICULUM INTELLETTUALE, HA CONFUSO PER DIFFAMAZIONE IL MIO GIUDIZIO SUL SUO ARTICOLO. MA NON AVEVA CAPITO NULLA DI CIO' CHE AVEVO DETTO SU  DESIRÉE MARIOTTINI, MARTORIATA DA UNA GANG DI DELINQUENTI E ASSASSINI'' 

Giampiero Mughini per Dagospia

mughini e dago foto di bacco

 

 

Caro Dago, succede che al mio caro amico e avvocato di fiducia Enzo Paolini arrivi una comunicazione giudiziaria da cui risulta che la giornalista Selvaggia Lucarelli mi querela accusandomi di diffamazione nei suoi confronti per un articolo apparso sul tuo sito.

 

I fatti. Un anno fa mi invitano a una puntata domenicale della trasmissione condotta da Mara Venier. L’argomento principe ne è la sorte della povera Desirée Mariottini, la ragazza romana martoriata da una gang di delinquenti che prima l’hanno stuprata e poi l’hanno lasciata morire. Il talk parte da una scheda redazionale pronunciata da una voce femminile dove quella sventurata ragazza viene descritta come “una principessa guerriera”.

 

selvaggia lucarelli su corona

Allibisco, o per lo meno mi si legge in faccia che allibisco ad ascoltare una tale assurdità e una tale bugia tanto che Mara Venier mi dà subito la parola. Come accade in televisione dove non è che uno pronunci chissà quale orazione princeps e bensì interloquisce con quello che stanno dicendo quelli che gli stanno accanto. In quella definizione di “principessa guerriera” sento una tale deformazione della verità da costituire un’offesa alla memoria e alla verità della povera ragazza assassinata.

DESIREE MARIOTTINI E LA MADRE

 

E dunque dico che non si trattava di “una principessa guerriera” e bensì di una ragazza per mille ragioni fragile e indifesa. Il suo retroterra familiare era a dir poco debole, quando Desirée andava a scorrazzare per le notti di Roma, era alla nonna che diceva che non sarebbe tornata per tempo e non alla madre più lontana. Era una ragazza che non aveva una lira e che però tossicodipendeva dall’uso della droga, il che vuol dire che avrebbe fatto di tutto pur di averla.

 

Inutile dire che una volta entrata nel reame della sua tossicodipendenza, lei poteva cadere nelle mani del primo delinquente di turno: in parole povere era “una predestinata”, esattamente la parola che ricordo di avere usato. Una parola drammatica.

DESIREE MARIOTTINI - LO STABILE DI VIA DEI LUCANI

 

All’indomani, sulla prima pagina di un quotidiano che compro ogni giorno appare il seguente titolo “Ovvio, tutta colpa di Desirée” e relativo occhiello “Come far sparire lo stupro e condannarla”. Sotto queste due leccornie giornalistiche sta un articolo di Selvaggia Lucarelli che spiega come ci siano “Ricostruzioni che fanno male ai morti e fanno male ai vivi. Fanno male ai morti perché sono ingiuste e fanno male ai vivi perché sono false”.

 

Agli occhi della Lucarelli un esempio palmare di queste “ricostruzioni” era per l’appunto il mio intervento alla tv domenicale: “Chi scomoda la droga e il presunto allarme sociale della serie ‘signora mia, questi giovani d’oggi’, chi come Mughini a Domenica in afferma ‘Si drogava, era nata e cresciuta in un reame di droga, dove non puoi trovare carmelitani scalzi’ ”.

giampiero mughini

 

Lessi l’articolo incredulo che mi si potessero attribuire simili porcate, ovverossia che in definitiva la povera Desirée se l’era cercata. No, assolutamente no, nemmeno per l’anticamera del cervello poteva essermi passata per la testa una tale boiata, di “dimenticare lo stupro” e pensare che fosse tutta colpa di Desirée com’era indicato in quel titolo cialtronesco.

OMICIDIO DI DESIREE MARIOTTINI - BRIAN MINTEH UNO DEI SENEGALESI ARRESTATI

 

Avevo detto quale era la terribile condizione oggettiva di quella ragazzina pressoché inerme, essere una tossicodipendente e dunque trovarsi a portata di mano di delinquenti e assassini. Nessuno del salotto televisivo presieduto da Mara Venier aveva avuto un soprassalto o aveva obiettato alcunché alle mie osservazioni, atte al comprendonio di uno che avesse fatto la terza elementare.

 

Per l’appunto - e non era una diffamazione, ma un giudizio morale e intellettuale - mi veniva da dubitare che la Lucarelli l’avesse superata la terza elementare. Il giudizio di un gentiluomo. Giudizio che ho espresso in un articolo su Dagospia.

SELVAGGIA LUCARELLI FABRIZIO CORONA

 

Solo che c’era un antefatto, necessarissimo a comprendere lo scambio polemico di cui sto dicendo. Qualche mese prima la Lucarelli, sempre dalla prima pagina, forte del suo notevolissimo curriculum intellettuale aveva puntato il dito contro quanti avevamo partecipato a una sciagurata puntata di “Non è l’Arena” sulla 7.

 

Secondo la Lucarelli, eravamo tutti in ginocchio innanzi a un Fabrizio Corona che sproloquiava alla sua maniera. Non rispondo degli altri ospiti della puntata. Solo che io e Corona ce n’eravamo dette e ridette di tutti i colori, o meglio era lui che insultava me perché io a prendermela con un tale “semianalfabeta” sentivo di sporcarmi la bocca. Insulti e insulti e insulti.

 

corona mughini

Ebbene la Lucarelli scriveva che ero riuscito a farmi “dileggiare per il mio aspetto” e si riferiva al fatto che Corona mi aveva tacciato di vestire “come un pagliaccio”. (Avevo indosso quella volta una giacca di Yoshij Yamamoto e un paio di scarpe di Martin Margiela, stilisti cui i musei dedicano delle mostre.) E dire che a un certo punto a Corona che insultava la Lucarelli, gli avevo obiettato che lei era “un’ottima giornalista”.

 

Solo che la Lucarelli non aveva visto nulla di nulla di quella puntata. Era in vacanza, probabilmente qualcuno gli aveva riferito qualcosa . Lei, forte ancora una volta del suo formidabile curriculum intellettuale, si era messa a menare fendenti a dimostrare che se ci fosse stata lei, Corona lo avrebbe fatto a pezzi. (Non sto qui a dire che cosa Corona dice di lei, solo che la parola di un semianalfabeta per me non conta nulla.)

 

OMICIDIO DI DESIREE MARIOTTINI - MAMADOU GARA UNO DEI SENEGALESI ARRESTATI

Allibito com’ero, scrissi subito al “Fatto” una lettera di rettifica che venne immediatamente pubblicata il 20 giugno 2018. La Lucarelli rispose così: “Caro Giampiero, mi scuso per averti inserito a torto nel gruppo misto di chi non ha tentato di arginare l’arroganza dell’ospite”. S’era sbagliata. Solo che qualche mese dopo purtroppo ci ha riprovato.

 

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