mutande in fiamme

MUTANDE PAZZE! – A PESARO, UNA DONNA SI APPARTA PER UNA SCAPPATELLA CON IL COMPAGNO NELLO SCANTINATO DI UNA PALAZZINA, MA A UN CERTO PUNTO SCOPPIA UNA LITE TRA I DUE E LEI, IN PREDA ALLA RABBIA, DÀ FUOCO ALLE SUE MUTANDE, FACENDO SCOPPIARE UN INCENDIO IN TUTTO IL PALAZZO CHE COSTRINGE SEI FAMIGLIE A EVACUARE LO STABILE – LE FIAMME HANNO PRIMA RAGGIUNTO IL DIVANO DELLO “SCANNATOIO” E POI...

Ottavio Cappellani per “La Sicilia”

 

MUTANDE IN FIAMME

Quando si dice che la cosa finisce nel penale: per sfuggire alle richieste pesanti adesso una donna rischia pene. Scenario: Pesaro, due giorni fa. Una coppia si intrattiene nello scantinato di una palazzina a tre piani. Saranno le feste, sarà lo scantinato con quell’atmosfera, come si dice adesso, “kinky”, fatto sta che gli animi si surriscaldano (probabilmente lo scantinato era anche attiguo al locale caldaia).

 

E togliti ‘a cammisetta, a cammisetta gnornò gnornò, una cosa tira l’altra, all’uomo viene un’idea un po’ estrema che le cronache e i verbali di polizia non ci riportano per pudore e buona creanza (anche se noi adesso siamo curiosi). Il “gnornò” della donna stavolta è definitivo. Ma lui insiste. La donna persiste nel suo rifiuto. L’uomo insiste ancora. La donna si offende. Inizia la lite.

 

MUTANDE IN FIAMME

Volano gli insulti. Al che, la donna, in preda alla furia iraconda della risolutezza onorabile cosa fa? Prende le proprie mutandine e gli dà a fuoco. Risultato: sei famiglie evacuate. Perché il fuoco (della passione non corrisposta) si è propagato, indifferente al… alle pene, al divano. Sì, c’era un divano nello scantinato. Ai bei tempi antichi gli scantinati con il divano si chiamavano “scannatoi”, ma oggi siamo personcine woke e “scannatoio” non lo diciamo più perché evoca un maschilismo tossico e patriarcale e poi Chiara Valerio chi la sente.

 

MUTANDE IN FIAMME

Dal divano il fuoco (penale) è passato “alle altre cose presenti nel locale”, immaginiamo cose di plastica, facilmente infiammabili, o il peluche infiammabile delle manette, insomma cose così. Scrive Il Resto del Carlino (al quale tributiamo una standing ovation e una hola con gli accendini accesi in una mano e un paio di slip nell’altra): “La polizia, intervenuta sul posto con due volanti, insieme a tre mezzi dei vigili del fuoco e il nucleo biologico chimico e radiologico, l’ambulanza del 118 e l’unità cinofila della guardia di finanza”.

 

MUTANDE IN FIAMME

Minchia! (Scusatemi ma quando ci vuole ci vuole). E insomma le forze dell’ordine fanno le indagini e si scopre l’origine dell’incendio. Domanda fondamentale: cosa avranno annusato le unità cinofile? Dove avranno poggiato le loro nari sospettose? Per quanto riguarda il nucleo chimico probabilmente avranno fatto le analisi alle urine, mentre che c’erano. Il nucleo radiologico invece, immaginiamo, con gli occhiali a raggi X che vendevano una volta per corrispondenza, avranno individuato la colpevole scoprendo che era l’unica senza le mutandine.

MUTANDE IN FIAMME

 

Adesso, la donna, ovviamente, come si dice, rischia pene pesanti. Una beffa del destino: rischiare pene per difendere la propria onorabilità. Immaginiamo che la donna abbia cercato di spiegare l’incendio dal proprio punto di vista. E immaginiamo che le forze dell’ordine abbiano fatto “no, no, non ci siamo” con la testa e abbiano ribadito: “E ci dispiace signora, ma adesso lei rischia pene”. Le sei famiglie evacuate annuivano: “Non c’è dubbio. Rischia pene”.

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?