nagorno karabakh vladimir putin erdogan

IL NAGORNO SI VEDE DAL MATTINO – VA A PUTTANE LA TREGUA NELLA REPUBBLICA AUTOPROCLAMATA DEL NAGORNO-KARABAKH E RICOMINCIANO I COMBATTIMENTI TRA ARMENIA E AZERBAIGIAN - NEGLI SCONTRI SONO MORTE UNA QUARANTINA DI PERSONE E DIETRO, SU SCHIERAMENTI OPPOSTI COME IN SIRIA E LIBIA, CI SONO ERDOGAN E PUTIN - LA TURCHIA STA CON GLI AZERI, MOSCA HA MANDATO CACCIA E ARMI AGLI ARMENI – VIDEO

 

 

 

1 – Armenia-Azerbaigian: Baku ordina la mobilitazione

scontri in nagorno karabakh

(ANSA) - Il presidente azero Ilham Aliyev ha dichiarato la mobilitazione parziale. L'ordine di Aliyev è stato pubblicato sul sito web presidenziale. Il presidente ha incaricato il Servizio di Stato azerbaigiano per la mobilitazione e la coscrizione di leva secondo il piano approvato.

 

"Scontri di varia intensità sono stati osservati durante la notte. La mattina presto, il nemico ha ripreso l'offensiva con sistemi di artiglieria, veicoli corazzati e un lanciafiamme pesante TOS", ha detto l'addetto stampa del ministero della Difesa armeno, Shushan Stepanyan, su Facebook, precisando che le forze armate armene stanno prendendo contromisure. "Il nemico ha perso molte truppe e mezzi", ha detto Stepanyan. Lo riporta Interfax. Yerevan ha inoltre affermato di aver riconquistato le posizioni prese domenica dalle forze azere ma Baku ha rivendicato ulteriori progressi.

 

militari in azerbaijan

 

2 – Armenia-Azerbaigian:morti almeno 32 separatisti armeni ++

(ANSA) - Proseguono i combattimenti tra Armenia e Azerbaigian. Almeno 32 separatisti armeni sono stati uccisi, secondo una nota ufficiale. Almeno 15 soldati separatisti della regione del Nagorno-Karabakh sono stati uccisi oggi nei combattimenti con l'Azerbaigian, ha riferito questa mattina il ministero della Difesa della provincia secessionista sostenuta dall'Armenia. Questo porta a 32 il totale dei soldati uccisi dall'inizio dei combattimenti, ieri mattina. Secondo quanto comunicato, sono morti anche cinque civili azerbaigiani e due civili armeni del Karabakh, portando il bilancio ufficiale delle vittime a 39. L'Azerbaigian non ha dato notizie sulle sue perdite militari.

militari azeri a baku

 

 

3 –  Bombe tra Armenia e Azerbaigian Si riaccende il conflitto nel Caucaso

Giuseppe Agliastro per “la Stampa”

 

Armeni e azeri sono tornati a combattersi nel Nagorno-Karabakh. Gli scontri si sono riaccesi ieri mattina e con essi i timori che il conflitto in questa martoriata regione del Caucaso possa degenerare in una guerra più ampia. Le fazioni in lotta riferiscono di vittime sia tra i civili sia tra i combattenti.

 

scontri in nagorno karabakh 3

Non c'è un bilancio chiaro di morti e feriti ma, stando alle diverse fonti, almeno 23 persone avrebbero perso la vita ieri: l'autoproclamata repubblica del Nagorno-Karabakh, appoggiata dall'Armenia, sostiene infatti che siano morti 16 dei suoi miliziani e almeno due civili, «una donna e un bambino», mentre l'Azerbaigian denuncia l'uccisione di una famiglia di cinque persone in un bombardamento.

 

Il presidente azero Ilham Aliyev parla inoltre di «perdite tra le nostre forze armate e la popolazione civile» ma senza fornire dati precisi. Dall'Onu all'Ue, da Parigi alla Farnesina, numerosi attori internazionali hanno esortato i governi di Baku e Yerevan a mettere fine alle ostilità, e Papa Francesco in Piazza San Pietro ha detto di pregare per la pace e ha chiesto «gesti concreti di buona volontà e di fratellanza».

scontri in nagorno karabakh 1

 

Anche la Russia, legata all'Armenia da un'alleanza militare, ha chiesto di far tacere i cannoni e Putin ha detto al premier armeno Pashinyan che «è importante fare tutti gli sforzi necessari per evitare un'escalation del conflitto». La Turchia si è invece schierata apertamente dalla parte dell'Azerbaigian, ha definito l'Armenia «la più grande minaccia alla pace nella regione» e ha promesso a Baku «pieno appoggio» e «con tutti i mezzi».

 

PUTIN ERDOGAN

Parole pesanti, a cui Pashinyan ha reagito chiedendo alle potenze mondiali di impedire ad Ankara di intromettersi nel conflitto. C'è chi teme che la situazione sfugga di mano e trascini dentro anche Russia e Turchia, che però negli ultimi anni hanno migliorato notevolmente i loro rapporti e non è detto che vogliano metterli a repentaglio proprio ora. Il Nagorno-Karabakh è una regione formalmente azera, ma di fatto controllata dagli indipendentisti armeni.

 

Qui tra il 1988 e il 1994 si è combattuta una guerra in cui si stima che siano morte circa 30.000 persone. Ma Usa, Francia e Russia - che guidano la mediazione del gruppo di Minsk dell'Osce - non sono mai riusciti a portare la pace tra Baku e Yerevan. La tregua siglata 26 anni fa viene così spesso infranta e il conflitto torna periodicamente a riaccendersi e a far scorrere il sangue in questo angolo del Caucaso.

 

scontri in nagorno karabakh 9

Come sempre, anche ieri azeri e armeni si sono accusati a vicenda di aver iniziato i combattimenti. La guerra si fa anche a colpi di propaganda. L'Armenia ha puntato il dito contro l'Azerbaigian accusandolo di aver attaccato a colpi d'artiglieria e con missili e mezzi aerei alcuni centri abitati della regione e ha annunciato di aver risposto al fuoco abbattendo due elicotteri e tre droni e distruggendo tre carri armati nemici.

 

Un soldato armeno a guardia del confine nel Nagorno Karabah

Gli azeri però smentiscono la notizia, sostengono che siano stati gli armeni ad aprire il fuoco per primi e che loro abbiano lanciato una controffensiva solo dopo che le loro postazioni sono state prese di mira dal nemico. L'Azerbaigian poi fornisce un bilancio dei combattimenti a proprio favore: dice di aver distrutto 12 batterie antiaeree e di aver conquistato la vetta del monte Murov e sette villaggi prima in mano agli armeni, i quali però negano di aver perso il controllo di centri abitati e ribattono di aver ucciso addirittura «200 soldati azeri».

 

erdogan putin

Sia l'Azerbaigian sia l'Armenia e i separatisti del Nagorno-Karabakh hanno deciso di introdurre la legge marziale. Ma Yerevan ha anche annunciato la mobilitazione militare. «Siate pronti a difendere la sacra patria», ha dichiarato il premier armeno Pashinyan. «La nostra causa è giusta e vinceremo», gli ha risposto il presidente azero Aliyev citando Stalin in un'escalation di retorica militarista.

 

4 – CONSIGLIERI, MERCENARI E ARMI LA NUOVA GUERRA PER PROCURA COMBATTUTA DA ERDOGAN E PUTIN

Giordano Stabile per “la Stampa”

 

Che le cose si mettessero male lo si era capito due giorni fa, quando il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva accusato l'Armenia di reclutare «terroristi del Pkk» e di prepararsi ad attaccare l'Azerbaigian suo alleato. Ankara ha subito promesso «ogni tipo di aiuto» a Baku e le tensioni sul fronte del Nagorno-Karabakh sono diventate incandescenti.

scontri in nagorno karabakh 2

 

Media greci e siriani filo-russi hanno replicato che erano i turchi ad addestrare «centinaia di mercenari siriani», già pronti a essere inviati nel Caucaso, sulla falsariga di quanto accaduto a gennaio in Libia. Il preludio di un'altra guerra per procura fra Turchia e Russia, gli amici-nemici dell'ultimo decennio in Medio Oriente.

 

E' l'elemento nuovo, e preoccupante, di un conflitto trentennale, finora "intra-sovietico", frutto dei confini arbitrari tracciati da Stalin in nome del "divide et impera". L'enclave armena all'interno del territorio azero sembrava un problema irrisolvibile ma tutto sommato circoscritto a quel contesto.

 

scontri in nagorno karabakh 10

Ma adesso oltre agli eserciti armeno e azero si fronteggiano centinaia di consiglieri militari russi da una parte e turchi dall'altra, e presto forse anche miliziani con alle spalle uno dei peggiori conflitti civili della storia. L'Azerbaigian ha ricevuto dalla Turchia anche una flotta di droni, compresi alcuni ad alte prestazioni come i Bayraktar, già capaci di cambiare le sorti della battaglia di Tripoli e acquistati da Baku in estate, dopo i primi scontri di quest' anno.

 

Gli azeri erano rimasti delusi dai velivoli forniti in precedenza da Israele e hanno cominciato a riarmarsi a ritmi sostenuti. L'Armenia ha chiesto aiuto alla Russia. Ad agosto sono arrivate 400 tonnellate di materiale, e in questo momento è in corso un ponte aereo con giganteschi cargo Antonov e Ilyushin Il-76.

 

scontri in nagorno karabakh 7

Per evitare di sorvolare sia l'Azerbaigian che la Georgia volano sul Caspio e poi arrivano in territorio armeno dall'Iran. Mosca ha fornito soprattutto difese anti-aeree e anti-droni a corto e medio raggio ma pure i potenti caccia Sukhoi Su-30. È evidente che Vladimir Putin è deciso a impedire che Baku si riprenda l'enclave ribelle ma non è chiaro fino a che punto alzerà il livello dello scontro con Erdogan. In Libia e in Siria i due sono arrivati a un compromesso, sia pur precario.

 

L'Azerbaigian è però un «Paese fratello» della Turchia, un pezzo di quella «patria del cuore» citata da Erdogan e che comprende ex territori dell'Impero ottomano e le terre musulmane turcofone in generale. Sull'altro fronte l'Armenia, Paese cristiano legato al mondo ortodosso slavo, è molto più vicina ai cuori e agli interessi strategici dei russi rispetto alla Libia o persino la Siria.

scontri in nagorno karabakh 4

 

E fa parte della Collective Security Treaty Organization, conosciuta con l'acronimo Csto, una specie di Nato che raggruppa nazioni ex sovietiche rimaste nell'orbita di Mosca. Se il suo territorio fosse invaso avrebbe diritto a far scattare il meccanismo di «difesa collettiva», sul modello dell'Articolo 5 dell'Alleanza atlantica, come fa notare Michaël Tanchum, docente all'università della Navarra.

 

scontri in nagorno karabakh 11

E a quel punto lo stesso potrebbe fare Ankara con i suoi alleati europei e americani. Mosca e Washington, come Bruxelles, si ritroverebbero a chiedersi se vale la pena «morire per Stepanakert», il principale centro armeno nel Nagorno-Karabakh. Anche Erdogan però deve fare i conti con i rischi strategici di un'offensiva a tutto campo e i limiti del suo apparato militare e industriale.

 

Nonostante la tregua con la Grecia, dopo un'estate di fuoco, è ancora impegnato nel Nord della Siria, nel Kurdistan iracheno, a Cipro e in Libia. In tutto sono decine di migliaia di soldati dispiegati e mezzi logistici notevoli. Soltanto un anno fa, il 9 ottobre 2019, ha lanciato l'operazione nel Rojava, una doppia sfida agli Stati Uniti, che alla fine gli hanno dato semaforo verde, e alla Russia alleata di Bashar al-Assad e garante dell'integrità territoriale siriana.

PUTIN ERDOGAN

 

In quel caso il leader turco ha constatato l'efficacia di una fanteria di miliziani arabi sostenuti dai droni. Lo schema è stato ripetuto in Libia e adesso, secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, duecento jihadisti della provincia di Idlib sono stati addestrati e portati in Turchia a bordo di pullman, pronti a essere inviati in Azerbaigian.

scontri in nagorno karabakh 8scontri in nagorno karabakh 6

 

Ultimi Dagoreport

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)