diego maradona e corrado ferlaino

NAPOLI, CORNA E JETTATORI - IL RACCONTO DI LUCA FERLAINO, FIGLIO DELL’EX PRESIDENTE DEL NAPOLI DI MARADONA: “MIO PADRE ALLA FINE DEL PRIMO TEMPO LASCIAVA LO STADIO. PER ANNI ABBIAMO PENSATO CHE ANDASSE A PREGARE SULLA TOMBA DI NOSTRO NONNO. ALLA FINE SCOPRIMMO CHE SI TRATTENEVA A CASA DI UN'AMICA ALLA QUALE ERA MOLTO AFFEZIONATO PER SCARAMANZIA. MIO PADRE VIVEVA TRA RITI, AMULETI, MALOCCHIO...E SI ERA CONVINTO CHE LA SUA AMICA…”

Maria Chiara Aulisio per www.ilmattino.it

 

luca ferlaino

Luca Ferlaino aveva solo 14 anni quando Maradona arrivò in Italia, ma ricorda ancora il primo incontro. «Fu una trattativa assai lunga. Poi venne fuori che tutto era saltato, e anche mio padre cominciò a credere che fosse finito il nostro grande sogno. Invece, dopo la più lunga - e trepidante - delle notti, mi telefonò: Vieni qui, Luca, devo presentarti una persona».

 

Diego Armando?

«Eravamo a Capri, in vacanza. Per la verità, proprio quel giorno mi trovavo a Positano da mia madre, loro erano già separati. Pensai che mi volesse a Capri per fare compagnia al figlio, quasi sempre un po' noioso, di qualche amico suo».

 

Invece le aveva riservato una bella sorpresa.

«Fu un momento incredibile».

 

Un pezzo di storia del calcio mondiale.

corrado ferlaino maradona

«Entrai al Quisisana e lo vidi seduto su un divano nella hall dell'albergo: Oddio, Maradona in carne e ossa. Quando poi ci fu la presentazione ufficiale, tutti pensavano che fosse arrivato direttamente da Barcellona. E invece era a Capri con noi».

 

Ha parlato di un sogno.

«E insieme di un lampo di genio senza il quale quel sogno probabilmente si sarebbe infranto».

 

Racconti.

«Per la verità lo raccontò proprio mio padre, qualche anno fa: è un episodio noto, ma straordinario. Una trovata pazzesca. Quel 30 giugno il calciomercato era agli sgoccioli e mancava ancora il contratto firmato da Maradona».

ferlaino maradona

 

Bisognava fare presto.

«Purtroppo non c'era più tempo. Senza dire niente a nessuno mio padre partì per Milano, andò alla Lega Calcio e consegnò una busta vuota, lasciando immaginare di aver depositato il contratto firmato».

 

Non era vero?

«Non era ancora vero».

 

Quindi?

«Volò a Barcellona, raccolse la firma di Diego e in nottata tornò a Milano. A quel punto con un escamotage si fece accompagnare dalla guardia giurata negli uffici e riuscì a sostituire la busta vuota con quella piena».

 

LUCA FERLAINO

Possibile?

«Ancora me lo domando. Non posso nascondere che non so più se è leggenda o verità. In ogni caso erano altri tempi, un altro mondo, e va bene lo stesso: Maradona arrivò a Napoli e fu sufficiente per tutti».

 

Allo stadio con papà Ferlaino. Quanto si divertiva?

«Molto meno che con i miei amici. Avevo sempre il biglietto tribuna autorità e ogni volta litigavo con i controllori ai varchi dello stadio perché non volevano farmi accedere in Curva dove invece avevo appuntamento con i compagni».

 

Non poteva farsi dare direttamente il biglietto di Curva?

corrado ferlaino e diego armando maradona

«No, perché mio padre avrebbe voluto vedere la partita con me. Ci provava sempre. Qualche volta per accontentarlo assistevo al primo tempo con lui e all'altro con gli amici. Tanto lo sapevo: papà all'inizio del secondo tempo spariva».

 

Il presidente, dunque, allo stadio assisteva solo al primo tempo?

«Sempre. Poi si vaporizzava letteralmente».

 

Una curiosità: dove andava?

«Mai capito fino in fondo. Per anni abbiamo pensato che andasse a pregare sulla tomba di nostro nonno, poi qualcuno ci disse che invece si rintanava nell'ex cinema Ambasciatori, quando abitavamo a via Crispi, a due passi da casa. Alla fine scoprimmo che, in realtà, si tratteneva a casa di un'amica alla quale era molto affezionato».

 

C'era una ragione in particolare?

DIEGO MARADONA E CORRADO FERLAINO

«Solo scaramanzia. Mio padre viveva tra riti, amuleti, malocchio... In questo caso si era convinto che la sua amica portasse bene alla squadra e durante il secondo tempo doveva stare assolutamente con lei altrimenti la sconfitta sarebbe stata garantita».

 

Guai a finire nella categoria iettatori, insomma.

«Per carità. E io, benché fossi il figlio, ci sono andato molto vicino».

 

Suo padre pensava che portasse male?

«Lui no, ma ci hanno provato a farglielo credere».

 

In che modo?

CORRADO FERLAINO E DIEGO MARADONA

«Quando, dopo essermi laureato, iniziai a lavorare nel Calcio Napoli - e mi occupavo di marketing - devo ritenere che qualcuno non mi vedesse di buon occhio. Lo sapevano tutti che papà era fissato con la scaramanzia e, con una buona dose di perfidia, decisero di provare a convincerlo che ero una ciucciuettola».

 

Non lo era, ovviamente.

«Certo che no. E però accadde che in quell'anno il Napoli cominciò a non andare troppo bene, ricordo che era l'epoca di Gigi Simoni. E così abbinavano le sconfitte della squadra a qualche evento che, se pur vagamente, mi coinvolgeva. Gli scrissero perfino una lettera anonima per dirgli che il menagramo ero io».

CORRADO FERLAINO E DIEGO MARADONA

 

Tutto sempre collegato al Napoli, manco a dirlo.

«Per intenderci: papà era tutta una cosa con il Napoli, una vera e propria simbiosi, non concepiva altro e aveva un solo obiettivo, quello di vincere ogni domenica. La partita persa si trasformava in un dramma familiare, un lutto, un evento catastrofico. Rimaneva un giorno intero in pigiama ma senza dormire. Mangiava solamente».

 

Pure di notte?

«Sempre. Per evitare che esagerasse piazzammo in frigorifero un maialino di plastica che - grazie a luci e sensori - grugniva a più non posso ogni volta che si apriva la porta. E grugniva così forte da svegliare tutta la famiglia. All'inizio protestò, poi non disse più nulla. Aveva scoperto la dispensa».

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?