maurizio di marzio ex terroristi

NE RIMANE SOLO UNO – MAURIZIO DI MARZIO È L’UNICO EX TERRORISTA ITALIANO "ESULE" IN FRANCIA ANCORA LATITANTE: SE RIUSCIRÀ A RIMANERE NASCOSTO PER ALTRI DIECI GIORNI SARÀ LIBERO. IL 10 MAGGIO INFATTI LA CONDANNA A 5 ANNI E 9 MESI PER BANDA ARMATA, ASSOCIAZIONE SOVVERSIVA, SARÀ PRESCRITTA – FU ARRESTATO IN FRANCIA GIÀ UNA VOLTA: NEL 1994, MA NON FU MAI FIRMATO IL DECRETO DI ESTRADIZIONE E LUI TORNÒ LIBERO. DA ALLORA SI È SPOSATO E HA APERTO UN RISTORANTE…

ex terroristi maurizio di marzio

(ANSA) - ROMA, 29 APR - E' l'unico ancora libero e se riuscirà a sfuggire all'antiterrorismo e a rimanere nascosto per altri dieci giorni lo sarà per il resto della vita: sui 5 anni e 9 mesi di reclusione che ancora deve scontare per banda armata, associazione sovversiva, sequestro di persona e rapina, il 10 maggio piomberà la prescrizione e a quel punto non sarà più perseguibile dalla giustizia italiana.

 

E' una corsa contro il tempo quella degli investigatori francesi e italiani per localizzare Maurizio Di Marzio, l'unico degli ex terroristi rifugiati in Francia ancora latitante dopo che Luigi Bergamin e Raffaele Ventura si sono costituiti. I contatti tra l'antiterrorismo dei due Paesi sono costanti, con un continuo scambio di informazioni e il monitoraggio di tutte le persone in Francia e in Italia che in qualche modo possano aver avuto o avere ancora oggi legami con lui.

ex terroristi

 

Romano, appartenente all'ala militarista delle bierre, per Di Marzio sarebbe il secondo arresto in Francia: lo presero già una volta nell'agosto del 1994, sempre su richiesta dell'Italia, e l'anno dopo la Corte d'Appello espresse parere favorevole all'estradizione.

 

brigate rosse

Ma il decreto governativo non fu mai firmato e l'ex terrorista tornò libero. Negli anni successivi, ricordano gli investigatori che non hanno mai mollato la caccia agli ex terroristi, si è sposato, ha aperto il ristorante 'Baraonda' e ha partecipato a diverse iniziative in favore dei rifugiati in Francia.

 

Negli archivi di polizia, il suo nome è legato all'attentato al dirigente dell'ufficio provinciale del collocamento di Roma Enzo Retrosi, nel 1981, e soprattutto al tentato sequestro del vicecapo della Digos della capitale Nicola Simone il giorno della Befana del 1982.

 

ANNI DI PIOMBO

"Un brigatista travestito da postino, con divisa e blocchetto delle ricevute in mano, bussò verso le 15 - scriveva il quotidiano L'Unità una settimana dopo -. Simone guardò prima attraverso lo spioncino poi aprì, ma in pugno aveva la sua 38 special perché non si fidava. Secondo la prima ricostruzione il terrorista avrebbe sparato contro il funzionario di polizia, il quale avrebbe avuto la forza di reagire esplodendo a sua volta due colpi.

 

marina petrella

Stando alla nuova versione, invece, altri componenti del commando Br erano appostati sul pianerottolo e avrebbero cercato di aggredire Simone per immobilizzarlo e rapinarlo. Allora il vicecapo della Digos avrebbe aperto il fuoco per primo, ferendo con due colpi uno dei terroristi e poi sarebbe caduto a terra ferito a sua volta da tre proiettili al volto". Tra i rifugiati a Parigi quell'agguato è contestato oltre che a Di Marzio anche a Giovanni Alimonti, Roberta Cappelli e Marina Petrella.

 

A Nicola Simone - che dopo la lotta alla Br è stato il primo direttore dell'Interpol Italia, del Servizio centrale operativo e a capo della missione interforze in Albania alla fine degli anni Novanta - lo Stato italiano ha conferito la medaglia d'oro al valore civile: "Vittima di un tentativo di sequestro da parte di alcuni terroristi armati penetrati con inganno nella sua abitazione - si legge nella motivazione - con estremo coraggio e decisione reagiva prontamente con l'arma in dotazione. Sebbene gravemente ferito, colpiva a sua volta un criminale, e messi in fuga gli altri aggressori ne consentiva poi l'individuazione e l'arresto". Il vicequestore, diventato poi prefetto, è morto poco più di un mese fa ad Avezzano. Dieci giorni dopo l'attentato, gli investigatori individuarono a Marino, vicino Roma, una villetta che doveva essere la prigione del popolo, come via Montalcini fu per Moro: all'interno c'era una tenda canadese, una branda, catene, lucchetti, armi, munizioni, targhe e documenti.

ATTENTATO Enzo RetrosiMARINA PETRELLAANNI DI PIOMBO

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…