no vax

NO VAX, CHI LI HA VISTI? “DOVRÒ VACCINARMI, SENNÒ CHI MI ASSUME?”, LA FRASE DEL DISOCCUPATO AL SIT-IN DEI "NO PASS" ALLA STAZIONE GARIBALDI DI MILANO DIMOSTRA L’INCONSISTENZA DELLA PROTESTA CONTRO LA CARTA VERDE. I NUMERI DELLE MANIFESTAZIONI IN TUTTA ITALIA SONO RISIBILI E L’ADUNATA PER IL BLOCCO DEI TRENI DIVENTA UN BOOMERANG. A ROMA È FORZA NUOVA A GUIDARE I CORTEI - PALAZZO CHIGI: “È UN ESERCITO SOLO VIRTUALE”

Cesare Giuzzi per corriere.it

 

no vax stazione milano

La truppa dei giornalisti supera e doppia quella dei No green pass. Davanti a tutti ci sono polizia e carabinieri che blindano l’accesso alla stazione di Porta Garibaldi. Si passa solo con il biglietto, la protesta resta fuori e di fatto neppure inizia. La sintesi la fa Lorenzo, 49 anni, ex lavoratore turistico disoccupato da fine 2019: «Siamo a Milano, è una città che lavora.

 

Se fai una manifestazione di mercoledì pomeriggio è ovvio che non ci viene nessuno...». Bermuda, occhialini, Lorenzo snocciola teorie complottiste e cospirazioniste. «Sono venuto perché avevo tempo, non per bloccare i treni. Non sono d’accordo sull’assaltare le stazioni. Però bisogna farsi sentire, noi non vaccinati non siamo una minoranza». Rassegnato, prima di andarsene, dice che alla fine per trovare lavoro sarà costretto a «farlo» altrimenti «chi mi assume?».

 

 

no vax stazione milano

Il flop di Milano è ancora più doloroso quando via Telegram arrivano gli aggiornamenti dalle altre piazze d’Italia. I No green pass, dopo aver sfasciato un gazebo di Cinque Stelle ai Navigli e aggredito giornalisti durante l’ultimo sabato di protesta, hanno alzato il tiro. Decisamente troppo visti i numeri: sessanta persone come punta massima a Porta Garibaldi, un solo No vax in Centrale, contro i 3 mila dello scorso weekend e i 12 mila di inizio agosto. L’adunata per il blocco dei treni nel giorno di introduzione del certificato verde per i passeggeri è un boomerang. «Un conto è scendere in piazza, un altro è andare a cercarsi una denuncia per interruzione di pubblico servizio».

 

 

 

La Digos ferma uno ad uno i partecipanti. Appena si forma un capannello gli agenti si avvicinano, chiedono e fotografano i documenti. Il «censimento» serve anche a capire chi sono questi No green pass milanesi. Personaggi sconosciuti alla piazza, non legati a movimenti e partiti, né centri social né ultrà. La polizia filma, ferma e identifica. In diversi arrivano, annusano l’aria e se ne vanno. Come una decina di anarchici legati ai circoli di via Gola e del Corvetto:

 

no vax stazione milano

«È da dieci anni che ci proviamo e non siamo mai riusciti a bloccare una stazione, volevamo vedere se questi ce la facevano...». Non è una battuta ma il senso della loro presenza in piazza, già vista durante i cortei di fine luglio: osservare senza guidare la manifestazione, soffiare sul fuoco al momento giusto e unirsi in caso di disordini. Anche loro levano le tende dopo poco più di un’ora. Niente guerriglia, non oggi.

 

La destra è invece la grande assente delle manifestazioni milanesi. A Roma è Forza nuova a guidare i cortei, qui s’è visto solo un manipolo di fuoriusciti capeggiati da Alfredo Durantini e sotto la sigla «Rete dei patrioti». C’erano al corteo di sabato scorso ma hanno lasciato il percorso prima che i manifestanti No vax si scagliassero contro lo stand del Movimento 5 Stelle (3 indagati). Ieri non si sono proprio fatti vedere. Il solo «destrorso» è un ragazzo calvo con la scritta «Marcia su Roma» sulla maglietta nera. Raduna un muro di telecamere, parte in un’invettiva che tra insulti e offese alla stampa, arriva al presidente Mattarella, passando per l’Oms, la tutela della Costituzione, i diritti dell’uomo e perfino il trasferimento di Leo Messi al Paris Saint Germain.

 

no vax stazione milano

I No vax hanno imparato le regole della comunicazione: cercano e ammiccano alle telecamere, quando la folla si raduna partono con i monologhi citando studi (para)scientifici e attaccando i virologi. Una ragazzina 18enne con lunghe treccine di due nuance di azzurro è tra le più scatenate. Cerca di entrare «perché ho il biglietto», gli agenti la bloccano e inizia un lungo tira e molla. Parte il coro «No green pass, libertà». Alla fine viene denunciata per resistenza.

 

 

NO GREEN PASS

Monica Guerzoni per corriere.it

A sera, quando la giornata cruciale è alle spalle e il fallimento della protesta no vax rimbalza sui social, il sollievo nel governo è evidente. La ministra Luciana Lamorgese ringrazia le forze di polizia per l’impegno con cui hanno presidiato stazioni e piazze in una giornata «particolarmente complessa». E Mariastella Gelmini riconosce che «gli italiani sono ragionevoli, hanno capito che il green pass non è un elemento di costrizione, ma uno strumento per difendere spazi di libertà faticosamente conquistati».

no vax 3

 

La Lega non è d’accordo e continua a dare battaglia. Ieri in commissione alla Camera ha votato per la soppressione del green pass, mossa che ha fatto (molto) arrabbiare Enrico Letta. La maggioranza dunque resta divisa sulla lotta al Covid. Ma a Palazzo Chigi c’è soddisfazione, perché il debutto della certificazione verde anche per treni, aerei, navi e per il personale della scuola è filato via senza incidenti. Segno che l’esercito dei «no green pass» è più virtuale che reale, si muove molto sul web e, per fortuna, poco nelle piazze. La ministra Lamorgese, che esce rafforzata da questo avvio di settembre, ha comunque chiesto di non abbassare la guardia: se fomentati politicamente, anche i leoni da tastiera possono essere pericolosi.

 

I cittadini però sembrano aver compreso lo spirito e l’importanza del provvedimento e ora nel governo si può guardare con ragionata fiducia alla ripresa di settembre. Mario Draghi lo dirà oggi nella prima conferenza stampa dopo la breve pausa estiva, segnata dalla drammatica crisi in Afghanistan. Prima di raggiungere a Marsiglia il presidente francese Macron, il premier italiano risponderà ai giornalisti assieme ai ministri Bianchi, Giovannini e Speranza, che due giorni fa si sono visti per fare il punto su scuola e trasporti. La conferenza stampa è stata pensata per segnare la ripartenza dell’azione di governo, anche se, rivendica un ministro, «il governo non si è fermato nemmeno ad agosto».

no vax

 

Al centro dei pensieri del premier c’è sempre la scuola e il primo giorno di green pass obbligatorio è stato vissuto un po’ come la prova generale del 13 settembre, quando suonerà la prima campanella e dieci milioni di persone si metteranno in movimento. Numeri da brivido, che inevitabilmente avranno un impatto sulla diffusione del virus. Speranza è preoccupato e si prepara a lanciare nuovi appelli agli italiani: «Il vaccino è l’arma fondamentale. Il 70% delle persone sopra i 12 anni hanno fatto la doppia dose ed è un dato straordinario, ma se vogliamo reggere dobbiamo continuare a far salire quel numero».

 

mario draghi intervista tg1 2

Anche Draghi è in ansia per la riapertura delle scuole, ma al tempo stesso convinto che il governo abbia fatto «tutto il possibile, in modo molto scrupoloso», per non fallire la scommessa del ritorno in classe. Bisogna ripartire in sicurezza, ripete il presidente nelle riunioni riservate, non solo per garantire qualità di insegnamento, ma anche per restituire ai ragazzi la socializzazione perduta nei lunghi mesi della Dad. Il piano per affrontare l’autunno e il calo delle temperature è pronto: protocolli, monitoraggi, confronto serrato con le regioni. E la (cauta) fiducia con cui si guarda alla riapertura delle scuole deriva anche dai numeri delle vaccinazioni. Nel governo fanno notare che l’obiettivo fissato dal commissario Figliuolo è stato centrato e c’è stato un forte ricorso alla vaccinazione tra gli insegnanti e nella fascia più vulnerabile in questa fase: i giovani.

luciana lamorgese

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