evasione fiscale casa di carta

NOMI FARLOCCHI PER SOLDI VERI - MAXI OPERAZIONE DELLA PROCURA EUROPEA CHE HA STANATO UN’ORGANIZZAZIONE CRIMINALE CHE USAVA COME PSEUDONIMI I SOPRANNOMI UTILIZZATI NELLA SERIE “LA CASA DI CARTA” (UNO SI FACEVA CHIAMARE "RIO" E L'ALTRO "BERLINO") - LA RETE, CHE AVEVA LEGAMI CON LA MAFIA DI BRANCACCIO E CON I CLAN CAMORRISTICI DEI DI LAURO E DEI NUVOLETTA, HA EVASO L’IVA PER OLTRE 500 MILIONI DI EURO: 34 PERSONE SONO FINITE IN CARCERE, 9 AGLI ARRESTI DOMICILIARI…

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1. MAXIEVASIONE IVA:USATI IN CODICE NOMI DELLA SERIE CASA DI CARTA

(ANSA) - Usavano, come pseudonimi, i soprannomi utilizzati nella serie La Casa di Carta alcuni degli indagati dalla Procura Europea coinvolti in un'inchiesta che ha portato alla luce una organizzazione criminale, con legami con la mafia di Brancaccio e con i clan camorristici dei Di Lauro e dei Nuvoletta, finalizzata a frodi dell'Iva per oltre 500mln. Due delle persone coinvolte si facevano infatti chiamare Rio e Berlino.

 

la casa di carta 1

2. PALERMO, PROCURA EUROPEA: SCOPERTA MAXI FRODE ALL’UE

Estratto dell’articolo di www.gds.it

Un'operazione senza precedenti, condotta dalla Procura Europea (EPPO) e dalle forze di polizia italiane, ha portato alla scoperta di una complessa frode fiscale transnazionale che ha messo in luce l'uso di schemi di evasione Iva noti come frodi carosello nel commercio di prodotti informatici e elettronici. Le indagini hanno portato a 47 misure restrittive, 34 in carcere, 9 agli arresti domiciliari e 4 interdittive, nei confronti di altrettanti indagati accusati di associazione a delinquere finalizzata all'evasione dell'Iva intracomunitaria e al riciclaggio dei proventi illeciti.

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Sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di oltre 520 milioni di euro, corrispondenti all'ammontare dell'evasione e oltre 10 milioni di euro in immobili, tra cui complessi residenziali a Cefalù e altre proprietà in diverse località italiane. Oltre 160 le perquisizioni in 30 province italiane, con il supporto di unità specializzate, alla ricerca di ulteriori prove e fondi nascosti.

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Le frodi carosello vengono realizzate sfruttando il regime di non imponibilità ai fini Iva previsto per le operazioni commerciali intracomunitarie, inserendo in un’operazione tra imprese di Paesi diversi un soggetto economico fittizio, la cosiddetta «cartiera» (o società fantasma o missing trader), che acquista la merce dal fornitore comunitario senza l’applicazione dell’Iva per poi rivenderla ad un’impresa nazionale (anch’essa coinvolta nella frode) con l’applicazione dell’Iva ordinaria italiana.

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È in questa fase si realizza la condotta fraudolenta, in quanto la società «cartiera», invece di vendere la merce maggiorata del proprio utile e versare l’Iva incassata dalla sua cessione, la vende sottocosto senza versare all’Erario l’imposta indicata nella relativa fattura ma ripartendola tra i complici della frode.

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Mafia e camorra, hanno partecipato attivamente a questo schema, investendo i profitti delle frodi in altre attività illecite e riciclando il denaro attraverso operazioni immobiliari e altri settori economici: tra gli esponenti coinvolti Tony Lo Manto, vicino ai clan di Brancaccio, che, intravedendo gli enormi guadagni del business, ne sono entrati a far parte fornendo provviste finanziarie e riciclando così il denaro sporco intascato con altre attività criminali.

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