catania cocaina narcos

NON CONTIAMO PIU’ UN CAZZO PURE NELLA CRIMINALITÀ - IL CARTELLO DI SINALOA SI E’ MESSO IN PROPRIO E HA COMINCIATO A TRAFFICARE COCAINA IN ITALIA SENZA L’INTERMEDIAZIONE DELLE MAFIE LOCALI - IL CARICO CON 386 CHILI DI DROGA SEQUESTRATI A CATANIA È PARTITO DA BOGOTÀ SU UN VOLO MERCI DIRETTO A ROMA E POI HA PROSEGUITO PER LA SICILIA SU UN ALTRO AEREO…

Fabio Albanese per “la Stampa”

 

COLOMBIA - UN SOLDATO IN UN CAMPO DI PAPAVERI

Uno dei più potenti cartelli della droga aveva cominciato a trafficare cocaina in Italia senza l' intermediazione delle mafie locali. Lo sospettano gli investigatori della Finanza di Catania che, con le polizie colombiana e spagnola, hanno interrotto un business da 20 milioni di euro, sequestrando 386 chili di cocaina pura e arrestando 4 delle 7 persone coinvolte, quasi tutte «espressione diretta del potentissimo cartello messicano di Sinaloa».

Droga messicana ma prodotta nel dipartimento colombiano di Cauca.

 

Il carico, ufficialmente erano casse di libri, era arrivato a Catania l' 11 gennaio. Partito da Bogotà su un volo merci diretto a Roma, aveva proseguito per la Sicilia su un altro aereo.

Tutti movimenti che gli investigatori hanno seguito passo passo. Con mandato di cattura internazionale richiesto dalla Dda di Catania, sono stati arrestati due guatelmatechi, Daniel Esteban Ortega Ubeda detto "Tito", 35 anni, e Felix Ruben Villagran Lopez, detto "Felix", di 48; un italiano di Sanremo ma residente in Spagna, Mauro Da Fiume, 56 anni; uno spagnolo di 42, Sergio Garcia Riera.

PANETTI DI DROGA

 

Sono riusciti a far perdere le loro tracce i messicani Jose Angel Rivera Zazueta detto "El Flaco", 33 anni, considerato tra i capi del cartello di Sinaloa, e Salvador Ascencio Chavez, 53, "El Chava", e il guatelmateco Luis Fernando Morales Hernandez, 33, detto "El Suegro", parente di Felix. Il pesce grosso è proprio El Flaco, che gli investigatori hanno ascoltato in numerose intercettazioni mentre trattava partite di droga e di cui hanno seguito per mesi i movimenti in diverse città italiane, da Catania a Roma a Verona da Genova a Milano, ma anche in Cina e Taiwan.

 

DAMASO LOPEZ - CARTELLO DI SINALOA

«Collettori dei produttori di stupefacenti», li definisce il comandante della Guardia di finanza di Catania, Raffaele D' Angelo, secondo cui «Catania era una porta d' ingresso per l' Italia». Catania, dove le cosche mafiose controllano storicamente tutte le piazze di spaccio. Eppure, i messicani di "El Flaco" l' hanno ritenuta base ottimale per i loro traffici: «Nessun collegamento accertato con i clan locali, almeno in questa fase - dice Francesco Ruis che da comandante del nucleo di polizia economico-finanziaria ha guidato l' indagine con Gico e Goa -. D' altronde la droga era probabilmente destinata al Nord e all' estero».

 

nove membri del cartello di sinaloa 2010

 Documentata una delle spedizioni-provino, quella che ha consentito di arrestare 4 delle 7 persone coinvolte, quasi tutte «soggetti nuovi, incensurati e sconosciuti da questa parte del mondo ma che in Messico hanno un' importanza criminale - spiega Ruis -. L'organizzazione contava su di loro per gestire il traffico e ora dovrà ricominciare daccapo». Tito e Felix, sbarcati a Catania dopo l' arrivo della droga, avevano inviato 3 chili di cocaina ad Affi, nel Veronese, dove il 23 gennaio saranno poi arrestati. Al telefono, El Flaco chiede a Tito: «Ma avrete tutta la merce?».

 

el chapo e i ricercati del cartello di sinaloa

E lui: «No, no tutti in una volta possiamo dare i primi 20, e dopo, di 20 in 20 Quello basso, quello che non parla spagnolo, ha coordinato il tutto con "spaghetti"». Con El Chava, Tito e Felix incontrano ad Affi i destinatari del provino, Mauro Da Fiume e Sergio Garcia Riera. Da Fiume, sanremese in passato in affari (di droga) con le 'ndrine calabresi della provincia di Imperia e del Genovese, ha un ristorante in Costa Brava, a Carnet de Mar; Riera è un catalano di Barcellona.

 

operazione halcon catania 9

Li ha arrestati il 4 febbraio la polizia spagnola come «rappresentanti di organizzazioni criminali acquirenti». Quali, dovranno essere altre indagini delle Dda di diverse città italiane ad accertarlo. Tuttavia, pare certo che la coca di Catania non sia stata l' unica inviata in Italia dal cartello di Sinaloa perché i 20 chili sequestrati a novembre in un container arrivato dalla Colombia nel porto di Vado Ligure apparterrebbero alla stessa organizzazione.

daniel esteban ortega ubedaoperazione halcon catania 3operazione halcon catania 2operazione halcon catania 11operazione halcon catania 10operazione halcon catania 4operazione halcon catania 5operazione halcon catania 12operazione halcon catania 6operazione halcon catania 7operazione halcon catania

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?