rupert murdoch con i figli

NON ESISTONO FIGLI E FIGLIASTRI. NEMMENO SE TI CHIAMI RUPERT MURDOCH – “LO SQUALO” HA PERSO LA BATTAGLIA LEGALE PER MODIFICARE IL TRUST DI FAMIGLIA E LASCIARE IL CONTROLLO DELL’IMPERO DEI MEDIA NELLE MANI DI LACHLAN, IL FIGLIO MAGGIORE CONSERVATORE E PIÙ VICINO IDEOLOGICAMENTE A LUI: IL COMMISSARIO PER LA SUCCESSIONE HA STABILITO CHE IL 93ENNE HA AGITO IN “MALAFEDE” NEL TENTATIVO DI CAMBIARE IL TRUST CON CUI SI STABILIVA CHE I QUATTRO FIGLI PIÙ GRANDI AVREBBERO CONTROLLATO IN MODO EQUO FOX NEWS E NEWS CORPORATION E...

rupert murdoch con i figli

(ANSA) - Rupert Murdoch perde la sua battaglia per modificare il trust di famiglia e consolidare il controllo del suo impero mediatico nella mani di Lachlan, il figlio maggiore e quello più vicino ideologicamente al padre. In un finale alla 'Succession' - la serie tv ispirata alla famiglia del tycoon -, il commissario per la successione Edmund J. Gorman Jr ha stabilito che il 93enne Murdoch ha agito in "malafede" nel tentativo di modificare il trust irrevocabile che ha sottoscritto nel 1999 e che divide equamente il controllo dell'azienda di famiglia fra i quattro figli più grandi, Lachlan, James, Elizabeth e Prudence.

 

rupert murdoch con i figli

Nelle 96 pagine in cui è contenuta la decisione, Gorman - secondo quanto riporta il New York Times - ha notato come Murdoch ha messo in atto una "farsa attentamente elaborata" per "cementare in modo permanente i ruoli esecutivi di Lachlan" nelle aziende di famiglia "indipendentemente dall'impatto che tale controllo avrebbe avuto sui beneficiari" del trust.

 

rupert murdoch con i figli

Una mossa che, però, non ha avuto successo. "Accogliamo con favore la decisione e speriamo di poter andare oltre questo contenzioso per concentrarci sul rafforzamento e la ricostruzione dei rapporti fra i membri della nostra famiglia", hanno commentato James, Prudence ed Elizabeth Murdoch. Nello scontro interno alla famiglia Murdoch in gioco non c'erano i soldi ma il potere sotto forma del controllo dell'impero conservatore del tycoon, di cui fanno parte Fox News, il Wall Street Journal, il New York Post e altri network tv e quotidiani in Australia e nel Regno Unito.

rupert murdoch e i figli 1

 

Una forza politica conservatrice che Murdoch vuole preservare a tutti i costi dopo la sua morte. Proprio per questo, alla fine dello scorso anno, senza alcun preavviso, il tycoon ha modificato a sorpresa le regole del trust di famiglia per assicurare che Lachlan continuasse ad avere il controllo sui network televisivi e i quotidiani di famiglia. Murdoch è infatti convinto che dare maggiori poteri a Lachlan per gestire l'azienda senza le interferenze dei fratelli più politicamente moderati servirà a preservarne l'inclinazione editoriale conservatrice e, quindi, a proteggerne il valore commerciale per tutti gli eredi.

 

Una spiegazione che ha mandato su tutte le furie James, Elizabeth e Prudence, spingendoli a unirsi e combattere contro la volontà del padre, fino ad arrivare allo scontro finale. La partita però non è definitivamente chiusa. I legali del tycoon e Lachlan si sono detti delusi e si sono impegnati a presentare ricorso prolungando la saga per la successione di Murdoch che da decenni attira l'attenzione.

Rupert Murdoch nel 1977 con la seconda moglie Anna e i figli Elisabeth, Lachlan e James

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?