don albino bizzotto sinti

NON PROPRIO DEGLI STINCHI DI SINTI - MARIO GIORDANO STRAPPA LA TONACA A DON ALBINO BIZZOTTO, IL "PRETE DEGLI ULTIMI" CHE HA DENUNCIATO SEI SINTI CHE LO HANNO TRUFFATO: "COME È POSSIBILE? I SINTI NON ERANO TUTTI BUONI? ONESTI? LAVORATORI? NON ERANO UN POPOLO DA COMPRENDERE? DA CONOSCERE? DA ACCOGLIERE SENZA DIFFIDENZA?" - IL PARROCO SBORSAVA A OGNI RICHIESTA: "ABBIAMO UN'AUTO DA COMPRARE", "UN PROBLEMA CON L'AVVOCATO", "C'È BISOGNO DI MEDICINE". POI QUANDO È ARRIVATO IL MOMENTO DI RESTITUIRE I PRESTITI...

Mario Giordano per “La Verità

 

don albino bizzotto 9

Ma davvero? Li ha denunciati? Don Albino Bizzotto: proprio lei? Ha denunciato sei sinti? L'avrebbero truffata? Per 370.000 euro? Addirittura? E come è possibile? I sinti non erano tutti buoni? Onesti? Lavoratori? Non erano un popolo da comprendere? Da conoscere? Da accogliere senza diffidenza?

 

Non è stato proprio lei, padre Bizzotto, prete degli ultimi, costruttore di pace, a farci una testa così per decenni sulla nobiltà d'animo di chi vive nei campi nomadi? Non andava in tv a bollare ogni notizia sui «i sinti che rubano» o sui «sinti che truffano» come segno di discriminazione razzista?

 

SINTI

Non era lei uno di quelli che insorgeva contro ogni minima accusa nei confronti dei rom, spacciandola per un progrom nazista? E adesso che fa? Si mette ad accusare i sinti? Che truffano? Che rubano? Solo perché hanno derubato lei?

 

È un po' come se Toro Seduto s'alzasse in piedi a denunciare gli Sioux: i pellerossa sono dei criminali. O come se Sandokan alla fine buttasse a mare i tigrotti di Mompracem: dei pirati non ti puoi fidare. Ecco: don Albino Bizzotto che denuncia i sinti come truffatori è un film che all'improvviso regala un finale a sorpresa.

 

don albino bizzotto 8

Il prete degli ultimi, il costruttore di pace, un'intera vita passata a difendere la cultura dei nomadi, si accorge a 81 anni che la cultura dei nomadi gli ha appena sottratto fraudolentemente 370.000 euro.

 

Somma, per altro, non propriamente pauperistica. Colpisce, infatti, che tutto quel denaro fosse a disposizione del prete degli ultimi: da Beati i Costruttori di Pace a Beati gli Incassatori di Oboli, insomma. A patto, però, che gli incassatori non si fidino troppo dei loro beniamini dei campi rom. Altrimenti gli unici beati sono i truffatori.

 

don albino bizzotto

I quali truffatori, nella circostanza, si sono impossessati del denaro nei modi più diversi. «Ho un problema con l'avvocato», diceva un sinti. E don Albino sborsava. «Ho un'auto da comprare», diceva un altro sinti. E don Albino sborsava. «Ma poi me li restituisci, vero»?, chiedeva il prete. E loro lo rassicuravano: «Ma certo, si fidi di noi».

 

Don Albino, ovviamente, si fidava. Del resto: perché non fidarsi dei sinti? Non si può mica essere razzisti. Si capisce. Alcuni fra i sinti, per altro, avevano una lista di precedenti lunga come la quaresima, molti anche per furti e truffe.

 

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Il don costruttore di pace lo sapeva, ma non essendo razzista, non lo diceva a nessuno. Nemmeno a se stesso. E così continuava a prestare loro soldi. A un certo punto, per la verità, un piccolo sospetto gli era venuto. Infatti a un sinti che chiedeva una quantità ingente di denaro per comprare medicine, in un sussulto di preoccupante diffidenza, don Albino aveva proposto: «Anziché darti i soldi, ti compro direttamente le medicine». Ma guarda caso, d'incanto, il bisogno farmacologico si era improvvisamente dissolto nel nulla.

 

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Il prete degli ultimi con un lampo di lucidità si dev'essere reso conto che quel denaro non serviva davvero per curarsi. Ma, per non diventare razzista, ha continuato a far finta di nulla. E a sborsare. Così, minaccia dopo minaccia, telefonata dopo telefonata (gliene hanno fatte ben 14.000, pare), gli hanno sottratto 370.000 euro. Tutti soldi di donazioni, oboli, lasciti, cinque per mille, otto per mille, denari cioè che generosi benefattori affidavano al sacerdote convinti di aiutare i costruttori di pace.

 

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Non i costruttori di truffe. E ci si potrebbe chiedere anche come sia possibile che somme così ingenti siano lasciate nella disponibilità di un prete ultraottantenne che le gestisce come se fossero i resti del bar dell' oratorio.

 

Non a caso il vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla, dopo essersi detto addolorato per la vicenda e dopo aver ringraziato la Guardia di finanza per l'intervento, ha sottolineato la «necessità di trasparenza nella gestione economica dei bilanci» e la necessità di «un maggior controllo amministrativo». Come a dire: caro don Albino, i sinti saranno dei truffatori.

 

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Ma tu sei stato ciula. E in effetti a ben pensarci questa volta riesce difficile prendersela con i sinti. I quali, non hanno fatto altro che comportarsi secondo i loro costumi. Il prete costruttore di pace non diceva sempre che li voleva aiutare? E loro si sono fatti aiutare. Hanno approfittato di tanta generosa disponibilità, che il sacerdote esibiva ad ogni occasione.

 

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Ricordate nell'ottobre 2019, quando un sinti di 32 anni mise incinta una dodicenne? Tutta l'Italia si indignò e lo chiamò pedofilo, ma don Albino lo difese: «È la loro cultura, va compresa». E vi ricordate quando nel 2014 il Comune di Padova cercò di ripulire le strade dai bivacchi di mendicanti e di borseggiatori, fra cui molti sinti? Don Albino insorse: «Non possiamo essere senza cuore».

 

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E allora, siccome la loro cultura va compresa e noi non possiamo essere senza cuore, non riusciamo proprio a capire come mai adesso lei, caro don Bizzotto, abbia denunciato quei sinti che le hanno sottratto 370.000 euro.

 

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Non avrà mica scoperto, alla bella età di 81 anni, che ci sono dei sinti che rubano? E che denunciarlo non è da razzisti? Possibile? E come la mettiamo con tutto quello che è andato in giro dicendo per anni? Quant'è dura accorgersi che erano balle piene di retorica? Quanto è doloroso? Più o meno che perdere tutti quei soldi dei benefattori?

sintidon bizzotto

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