radar swg 25 aprile bozzolo

NON TUTTI RIMPIANGERANNO IL LOCKDOWN: IL COSIDDETTO “BOZZOLO PANDEMICO” MANCHERÀ A SEI ITALIANI SU DIECI. IN PARTICOLARE IN MOLTI SOSTENGONO CHE AVRANNO NOSTAGLIA PER IL TEMPO CHE SONO RIUSCITI A DEDICARE AGLI AFFETTI E ALLE POSSIBILITÀ DI POTERSI ESIMERE DA INCONTRI SCOMODI - UN’ITALIANO SU TRE PROVA EMOZIONI NEGATIVE ALL’IDEA DI TORNARE A UNA VITA “NORMALE”, MA SETTE SU DIECI NON PARTECIPEREBBERO A UNA FESTA CON “ASSEMBRAMENTO” - IL CONFLITTO PIÙ SENTITO? APERTURISTI CONTRO RIGORISTI - IL “RADAR” DI SWG

 

 

 

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(ANSA) - ROMA, 27 APR - L'isolamento sociale a cui ci ha costretto il Covid non è visto da tutti come una gabbia da cui fuggire. A sei italiani su dieci mancherà qualcosa del "bozzolo pandemico": in particolare, il tempo per gli affetti, ma anche la possibilità di potersi esimere da incontri scomodi e necessità organizzative, e perfino la mascherina, diventata una "coperta di Linus".

 

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È quanto emerge dal Radar Swg, che ha sondato le opinioni degli italiani nella settimana tra il 19 e il 25 aprile. La metà degli italiani prova emozioni positive all'idea di dover tornare ad avere una vita senza particolari regole e restrizioni, ma un italiano su tre prova almeno un'emozione negativa, e il 12% non riesce addirittura a provare alcuna emozione positiva. L'ansia è l'emozione negativa più presente (17%) nell'animo di quanti lasceranno con qualche difficoltà questo nuovo stile di vita pandemico.

 

BOZZOLO PANDEMICO

Quasi sette italiani su dieci oggi non prenderebbero parte a una festa con molti partecipanti, neanche se fosse consentita dalla legge: per il 50% si tratterebbe comunque di un comportamento socialmente irresponsabile, mentre il 20% dichiara di non sentirsi ancora pronto a tornare alla vita sociale di prima.

 

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Il sondaggio ha chiesto anche "quali sono a suo avviso oggi i principali poli di conflitto?", dando la possibilità di fornire fino a cinque risposte. I più sentiti dagli italiani sono legati all'emergenza: per il 38% è lo scontro tra aperturisti e rigoristi, per il 34% quello tra chi può lavorare e chi non può lavorare. Ma rimangono marcate anche le fratture centrali già prima della pandemia: nel rispondere alla domanda, il 34% guarda alla tensione tra "onesti" e "disonesti", e alla divisione tra ricchi e poveri (32%). Perde invece slancio il conflitto tra europeismo e sovranismo (16%).

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Secondo le opinioni degli intervistati, tra le categorie favorite dai governi durante la pandemia spiccano dipendenti pubblici e grandi imprese, mentre tra i più penalizzati vengono citati i giovani, le Pmi, i lavoratori autonomi e i commercianti, seguiti dalle donne. L'idea di tassare i dipendenti che non hanno subito decurtazioni divide l'opinione pubblica: il 35% la ritiene giusta, ma il 45% si oppone. Il 38% tasserebbe le imprese in crescita, mentre il 36% rifiuta l'idea.

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