droga spaccio

IL NUOVO SISTEMA DI SPACCIO A DOMICILIO A ROMA SI CHIAMA “SPEEDY PEZZO” - LA DROGA VIENE CONSEGNATA A CASA USANDO I RIDER – LA PANDEMIA HA CAMBIATO IL MERCATO, MENO STRADA, PIU’ PORTA A PORTA - COME E’ CAMBIATA DOPO LA MORTE DI DIABOLIK LA GEOGRAFIA DEI CLAN DELLA CAPITALE: I GRUPPI NON SI FANNO PIU’ LA GUERRA. “ROMA È UNA BANCA DI SOLDI PER TUTTI I GRUPPI CRIMINALI QUINDI SI SA BENISSIMO CHE I MORTI MENO SE NE FANNO E MEGLIO È”

 

Camilla Mozzetti per il Messaggero

 

DROGA SPACCIO

A Villalba, un quartiere tra Roma e Guidonia, lo chiamavano il fortino del calabrese: una vera piazza di spaccio nascosta in un appartamento protetto da telecamere e circondato da stradine a senso unico alternato con cavalli e vedette piazzate agli angoli. Gli acquirenti arrivavano a tutte le ore del giorno, parcheggiavano, citofonavano ed ecco che veniva consegnata loro la dose. In una mezza giornata questa piazza domestica faceva fruttare non meno di 2.050 euro.
 
Tanti sono stati i soldi recuperati dagli agenti di polizia della Squadra Mobile che dopo un appostamento hanno fatto irruzione sequestrando droga, armi, denaro e recuperando parte dello stupefacente nelle fogne perché se nelle piazze a cielo aperto la droga viene gettata nei cassonetti o nei bracieri in quelle chiuse viene scaricata nei wc. Una nuova realtà che va ad aggiungersi alle piazze tradizionali che non passano mai di moda ma che, al contrario, si moltiplicano.
 

SPACCIO AL FERRO DI CAVALLO DI ROMA

Come nel caso di Santa Palomba, quartiere a sud di Roma. Qui i carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci insieme ai militari della compagnia di Pomezia hanno arrestato a gennaio 20 persone che «in un comprensorio chiuso, circondato da fossi con un sistema di vedette - spiega il capitano Marcello Pezzi, comandante della compagnia dei carabinieri di Pomezia - avevano allestito due piazze di spaccio perfettamente equilibrate». A servire la droga ad entrambi gli schieramenti era Fabiola Moretti, l'ex primula rossa della Banda della Magliana.
 

SPACCIO AL FERRO DI CAVALLO DI ROMA

IL SISTEMA Cinque lettere: tre consonanti, due vocali e un fiume di denaro che scorre tra i rivoli della Capitale. La droga, che fa fruttare milioni di euro e che arriva in città nei modi più disparati - come l'ultima operazione della Guardia di Finanza ha dimostrato bloccando lo scorso gennaio a Monterotondo Scalo un tir proveniente dalla Slovenia con 680 chili di cocaina pura al 70% - porta sempre una firma. O meglio, più firme che hanno sottoscritto in tempi ormai lontani un patto chiaro: «Roma è una banca di soldi per tutti i gruppi criminali - metteva a verbale qualche anno fa il collaboratore Massimiliano Fazzari - quindi si sa benissimo che i morti meno se ne fanno e meglio è, e se non se ne fanno proprio tanto di guadagnato». Ma l'imprevisto si deve mettere in conto se in quel groviglio di criminalità (pure equilibrato), che per anni ha dato da mangiare a tutti senza lasciare nessuno a digiuno, c'è chi punta poi alla scalata. IL RIASSETTO Febbraio 2022: è ancora il tempo della riorganizzazione benché siano passati due anni e mezzo da quel 7 agosto 2019 quando, al parco degli Acquedotti, Fabrizio Diabolik Piscitelli, l'uomo che più o meno consapevolmente aveva tentato la scalata al sistema dopo esser cresciuto all'ombra di un boss - lucidamente pazzo - ha fatto la fine di un traditore: ucciso alle spalle con un solo colpo di pistola. In audizione davanti alla Commissione antimafia, l'ex procuratore capo Michele Prestipino disse: «L'omicidio Piscitelli è un omicidio strategico, è stato funzionale al riassetto di alcuni equilibri criminali non soltanto della città di Roma».

spaccio droga

 
Ma nella Capitale i nomi di chi è al comando dello spaccio si rincorrono da anni: criminali autoctoni - Gambacurta, Sgambati, Sterlicchio, Casamonica -, napoletani (Senese, Moccia, Nastasi, Licciardi) e calabresi, dai Bellocco ai Filippone fino agli Strangio. In mezzo ci sono entrati anche gli albanesi che non disdegnano niente e nessuno e gli affari li fanno con tutti. Nell'agosto del 2019 la Squadra Mobile firmò l'operazione Aquila Nera che pose fine ad un traffico internazionale di droga tra l'Olanda e la Capitale - gestito da un albanese, Lulzim Daiu - per le piazze di Tor Bella Monaca e San Basilio.

spaccio droga

 
La droga passava il confine in auto, nascosta in doppifondi creati ad hoc. Un mese più tardi dall'inchiesta Vento dell'Est della Guardia di finanza emerse come i Bellocco, storica ndrina di Rosarno, entrarono in affari con il gruppo degli albanesi di Arben Zogu, per un periodo socio anche di Piscitelli, mentre un altro albanese - Doran Petroku proverà ad organizzare insieme a Salvatore Casamonica ed esponenti della criminalità montenegrina un'importazione su Roma di sette tonnellate di coca.
 
IL CAMBIO Sotto questa costellazione si muove lo spaccio. Che pure è cambiato anche a causa della pandemia da Covid. Il sistema delle piazze cosiddette aperte resiste ma crescono anche le piazze chiuse. «A partire dal lockdown spiega Antonello Giugliano, dirigente della VI Sezione della Squadra Mobile il sistema si è riorganizzato per l'impossibilità di uscire. La droga viene consegnata a domicilio partendo sempre dalle piazze tradizionali, usando i cosiddetti rider». Gli investigatori hanno ribattezzato il fenomeno in speedy pezzo. Ma c'è anche lo spaccio negli appartamenti: da Guidonia al Trullo, da Ponte Mammolo a San Lorenzo, dal Tiburtino III all'Albuccione: «Veri e propri fortini conclude il dirigente della VI Sezione della Mobile creati negli appartamenti, nelle cantine, nei garage. Più sono inseriti in contesti urbani particolari con strade e vie che formano dei labirinti più il sistema lavora e incassa». Nelle piazze tradizionali invece lo spaccio segue sempre il solito schema.

RIDER

 
«A Tor Bella Monaca spiega il Tenente Colonnello Alberto Raucci, a capo della compagnia dei carabinieri di Frascati esistono 13 piazze di spaccio e la maggior parte si concentra in via dell'Archeologia». Nessuno si ostacola e tutti fanno affari: «Dopo ogni operazione i gruppi si riorganizzano - prosegue Raucci - negli ultimi sei anni le misure cautelari emesse sono state più di 140 ma qui l'approvvigionamento avviene sempre o dai napoletani o dai calabresi» che sono poi quelli che sovrintendono il giro.
 

OMICIDIO DI DIABOLIK PISCITELLI

Giusto per dare un'idea della ripartizione attiva sul territorio tra i civici 38 e 106 di via dell'Archeologia le piazze sono tenute in mano dai Vallente, dai Nastasi, dal clan Mazzullo imparentato con i Moccia, dai Longo. E poi la piazza di via Camassei in mano ai Maruca o quella di San Biago Platani dove operano i Careddu. A chiarire meglio come il sistema del traffico di stupefacenti sia cambiato o abbia potuto ricomporre un proprio assetto anche dopo l'omicidio di Piscitelli, potrebbero tornare utilissime le chat Sky ecc recuperate dagli investigatori francesi ed olandesi all'incirca un anno fa quando nel corso di un'inchiesta internazionale è stato bucato il server sul quale passavano le conversazione di Giuseppe Molisso, boss di Roma Ovest legato ai Senese.
 

FABRIZIO PISCITELLI DIABOLIK

Molisso aveva commissionato a Raul Esteban Calderon, accusato dell'omicidio di Piscitelli, l'uccisione dei figli di un suo rivale. L'agguato avvenuto a luglio 2021 non andò in porto ma con quelle conversazioni trasmesse a Roma si potrebbero cristallizzare ruoli e posizioni di potere dell'odierna mala romana.

 

Ultimi Dagoreport

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI È SOLA INSIEME A QUEL PUZZONE DI ORBAN A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO - NEL MENTRE, A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…