narwhal cane codino fronte mississipi

OH MY DOG! GLI HATER PRENDONO DI MIRA PURE I CANI – LA STORIA DEL PICCOLO NARWHAL, ABBANDONATO IN UNA DISCARICA DEL MISSISSIPI PER QUELLA STRANA PROTUBERANZA NEL MUSO CHE LO RENDE SIMILE A UN UNICORNO – SONO ARRIVATE RICHIESTE DI ADOZIONE DA TUTTO IL MONDO, MA SU INTERNET SONO INIZIATI A VOLARE INSULTI E MINACCE. E PER QUESTO L’AFFIDAMENTO È STATO BLOCCATO DAL CENTRO – VIDEO

 

Daniela Mastromattei per “Libero quotidiano”

 

narwal, il cane con il codino in fronte abbandonato in mississipi

Un cucciolo dal pelo color ambra, con due vispi occhi neri e un codino tirabaci sulla fronte. È Narwhal, il cane trovato il mese scorso in una discarica nelle zone rurali di Jackson, in Mississippi, dagli operatori di un centro di soccorso per animali. Il piccolo è stato abbandonato come fosse spazzatuta, a poche settimane di vita, dai suoi padroni (criminali senza cuore), probabilmente per quell' insolita protuberanza (i veterinari rassicurano: non c' è motivo di rimuoverla) che lo ha automaticamente fatto entrare nel guinness dei primati come il buffo cane-unicorno.

 

narwal, il cane con il codino in fronte abbandonato in mississipi 2

Quel musetto così tenero, frutto di un incrocio di labrador, razza dalle nobili origini inglesi, che ha immediatamente attirato le simpatie di tutto il mondo diventando una star internazionale sui social, ha ricevuto numerose richieste di adozioni. Oltre 300 le domande arrivate nella sede dell' associazione americana, dove per giorni si sono presentati a centinaia i curiosi, col rischio di far diventare Narwhal un fenomeno da baraccone. Fortunatamente Rochelle Steffen, la fondatrice del centro Mac' S Mission, specializzato nelle cure di animali con "disabilità", che lo ha in custodia, ha capito quanto stava accadendo e ha preso alcune misure di sicurezza.

narwal, il cane con il codino in fronte abbandonato in mississipi 3

 

MISURE DI SICUREZZA

Se in un primo momento la Steffen si è impegnata a selezionare le proposte per prendere in esame la famiglia più adatta, pronta ad accogliere il cucciolo senza pregiudizi, a un certo punto però ha dovuto fermare la macchina delle adozioni che si era messa in moto. «Basta non ce la sentiamo più di affidarlo, è troppo rischioso», avrebbe detto Rochelle. «La morbosità che si cela dietro alcune persone ci fa fare un passo indietro».

narwal, il cane con il codino in fronte abbandonato in mississipi 1

 

Ben fatto. Una riflessione ineccepibile. Sui social in un primo momento in tanti hanno gioito e mostrato particolare vicinanza al cagnolino, poi sono comparsi i delinquenti, quelli con le turbe mentali che la sparano grossa davanti al più innocuo dei moscerini, per esternare commenti di pessimo gusto e minacce di morte. Augurare di trapassare all' altro mondo a una bestiola che nulla di male può aver fatto visto che ha solo poche settimane di vita e non ha ancora la forza di abbaiare è pura cattiveria.

 

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Come si fa a voler male a un esserino che è rimasto solo, ha perso nello stesso istante la mamma e i fratellini. E ha appena aperto gli occhi su un mondo che forse neanche gli piace. Adesso ha soltanto tanta voglia di giocare e di essere coccolato, di qualcuno che lo accarezzi per fargli ritrovare il calore della sua famigliola ormai lontana, e invece è chiamato a fare i conti con la malvagità umana. Al peggio non c' è mai fine.

narwal, il cane con il codino in fronte abbandonato in mississipi 5

 

Certe persone dovrebbero essere oscurate e allontanate dai social. E invece sono lì come falchetti pronti a scagliarsi contro i più deboli. L' entusiamo iniziale dell' associazione che si occupa ora di Narwhal, visto il grande e inaspettato coinvolgimento mediaico si è purtroppo dovuto spegnere in fretta: il cagnolino ha attirato tanti haters (coloro che deridono e insultano gli altri utenti on line nascondendosi dietro allo schermo di un pc per fomentare l' odio) e volgari malintenzionati.

Si è pensato soltanto a proteggere Narwhal. «Siamo sconvolti e molto preoccupati per gli stupidi commenti che abbiamo letto, a questo punto lo adottiamo noi», conclude la Steffen. Meglio così. Gli animali devono stare con chi sa amarli e prendersene cura.

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