auto blu

ORA CHE I GRLLINI ANTICASTA SONO CASTA NESSUNO SI OCCUPA DELLE AUTO BLU - LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE, CAUSA PANDEMIA, PER LA PRIMA VOLTA NON HANNO COMUNICATO IL NUMERO DELLE VETTURE IN LORO POSSESSO, COME PRESCRITTO DALLE LEGGE - LA RILEVAZIONE A FINE 2018 STIMAVA IN CIRCOLAZIONE 33 MILA VEICOLI DI CUI 3 MILA AUTO BLU - QUELLE EFFETTIVAMENTE IN CIRCOLAZIONE SAREBBERO PERÒ CIRCA IL 20 PER CENTO IN PIÙ - LE 119 AUTO A DISPOSIZIONE DELLA REGIONE ABRUZZO. CHE CI FANNO? SCORTANO GLI ARROSTICINI?

Francesco Bisozzi per “il Messaggero”

 

Giù le mani dalle auto blu. Le amministrazioni pubbliche hanno preso la pandemia al balzo e per la prima volta non hanno comunicato il numero delle vetture in loro possesso, blu e non solo. Risultato? Il censimento annuale delle supercar, di cui è responsabile il ministero della Funzione pubblica, a gennaio è stato definitivamente insabbiato.

roberto fico con auto blu

 

«Troppo bassa la percentuale di adesione degli enti pubblici all' indagine, crollata ai minimi storici, perciò i dati raccolti non sono rappresentativi», spiegano da Palazzo Vidoni non senza una punta di imbarazzo. Le berline di Stato sono uno dei simboli della casta contro cui i Cinquestelle si sono scagliati fin dal loro ingresso in politica. Fa ancora più specie, perciò, che abbiano smesso di contarle (e di ridurle) una volta al governo.

 

I DATI

Gli ultimi dati certi sul parco auto dello Stato risalgono al 31 dicembre 2018 e sono contenuti nel report pubblicato a maggio 2019 dall' allora ministra della Pa Giulia Bongiorno. Allora aderirono al censimento l' 80% delle amministrazioni pubbliche, vennero conteggiate 33 mila vetture, tra cui 3 mila auto blu.

auto blu

 

Quelle effettivamente in circolazione sarebbero però circa il 20 per cento in più secondo le stime dei tecnici di Palazzo Vidoni: le auto pubbliche senza autista potrebbero essere persino più di 36 mila, contro le 31 mila censite nel 2018, mentre le blu ammonterebbero nel complesso a circa 4 mila (alla fine del 2018 invece ne sono state conteggiate 3.366).

 

La fuga delle amministrazioni pubbliche dal censimento si è consumata in piena emergenza sanitaria: quando gli sguardi erano tutti rivolti alla curva dei contagi, nei garage dello Stato è stata spenta la luce. A non aver comunicato i dati sarebbero stati soprattutto gli enti locali, i Comuni in primis, che possiedono a vario titolo almeno 16 mila mezzi, la metà dell' intera flotta dello Stato. Nei garage di Regioni, Province e città metropolitane ne sono parcheggiate 3 mila, stando ai dati dell' ultimo censimento.

auto blu in vendita

 

Nei cortili dei ministeri e della presidenza del Consiglio, sempre nel 2018, sono stati censiti 166 mezzi, di cui 70 supercar: il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con 96 mezzi a disposizione, di cui 10 a uso esclusivo con autista e 7 a uso non esclusivo con autista, figurava allora in testa alla classifica delle amministrazioni dello Stato con più vetture, blu e grigie. Scorrendo con lo sguardo i dati dell' ultimo censimento disponibile balzano poi agli occhi le 133 auto del Comune di Roma, di cui 131 con autista, sei volte di più rispetto a quelle del Comune di Milano, che sempre nel 2018 si era fermato a 22 mezzi di cui 17 blu.

 

Impossibile non notare poi le 119 auto a disposizione della Regione Abruzzo (ma quelle con autista sono 8), le 84 della Regione Sardegna (ben 55 in questo caso quelle di lusso con autista incluso), le 59 auto blu della Campania e le 58 della Calabria. Infine emergono dalla lista una serie di piccoli e a volte piccolissimi Comuni con i garage pieni fino all' orlo. Per esempio: il Comune di Zoppola, in provincia di Pordenone, con meno di diecimila abitanti, famoso per le sue distillerie ma anche per le sue auto blu, 6 secondo il censimento pubblicato nel 2019.

auto blu in sosta vietata a piazza di pietra isola pedonale 7

 

Dal 2014 le amministrazioni pubbliche hanno l' obbligo di comunicare i dati delle auto di servizio utilizzate per consentire alla Funzione pubblica di avere un quadro completo della situazione. I termini per partecipare al monitoraggio delle vetture usate dalle amministrazioni fino al 31 dicembre 2019 sono stati prorogati due volte lo scorso anno per effetto dell' emergenza, prima al 30 settembre e poi al 23 novembre.

 

Nonostante il più tempo concesso la maggior parte degli enti non ha risposto però all' appello: nel 2018 la percentuale di adesione era stata dell' 82% contro il 67% dell' anno precedente, mentre questa volta sarebbe precipitata sotto la soglia del 50%. Il prossimo inquilino di Palazzo Vidoni dovrà far ripartire il conteggio da zero per capire di quante vetture dispone effettivamente lo Stato oggi e assicurarsi che le sanzioni nei confronti degli enti che hanno fatto scena muta vengano applicate. La norma prevede in questi casi la riduzione della capacità di spesa destinata all' acquisto di auto e buoni taxi.

AUTO BLU OCCUPANO LA CORSIA PREFERENZIALE DIETRO BANKITALIA

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)