spaghetti vongole 9

E ORA COME CE LI FACCIAMO GLI SPAGHETTUCCI? LE VONGOLE ITALIANE DEVONO SPARIRE: PER 3 MILLIMETRI L’EUROBUROCRAZIA METTE IN GINOCCHIO UN PRODOTTO TIPICO ITALIANO - UN REGOLAMENTO DI BRUXELLES GIUDICA I MOLLUSCHI DELL'ADRIATICO TROPPO PICCOLI PER ESSERE PESCATI E VENDUTI - L'ITALIA CHIEDE DEROGHE MA LA SPAGNA SI OPPONE E ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI APRE UNA GUERRA COMMERCIALE

Stefano Filippi per “la Verità”

 

vongole

Sapevamo che l' Europa è un' Unione fondata sulla lunghezza delle banane (al massimo 14,27 centimetri) e sulla curvatura del cetriolo: 10 millimetri ogni 10 centimetri di lunghezza per un prodotto di prima qualità.

 

Ora però dobbiamo aggiungere un terzo pilastro all' edificio comunitario, cioè la lunghezza delle vongole. Venticinque millimetri, non uno di meno: è la misura aurea delle valve stabilita da un regolamento di Strasburgo. Peccato che quelle pescate in Adriatico non possano raggiungere una lunghezza superiore ai 22 millimetri. Peccato anche che 8 «poveracce» comunitarie su 10 vengano proprio dall' Italia.

 

Ognuno ha la sua specialità: dalla Francia arriva l' 86% delle ostriche, dalla Spagna il 45% delle cozze e dall' Adriatico l' 80% delle vongole. Quei 3 millimetri mettono in ginocchio un prodotto tipico italiano.

 

vongole

Questa delle mini vongole condannate all' estinzione è l' ennesima storia di euroburocrazia dannosa. È la prova dell' incapacità del colosso comunitario di piegarsi sul dettaglio e valorizzare la diversità. Tutto nell' Ue dev' essere standard, omologato ai voleri di chi guarda solo a settentrione e considera il Mediterraneo un bacino minore rispetto al Baltico o al Mare del Nord. E se protesti sei uno scocciatore, non un cultore della biodiversità e della sostenibilità, parole che oggi vanno di gran moda ovunque, fuorché nei sordi palazzi del potere europeo.

 

Quando il regolamento fu pubblicato, nel 2015, l' Italia ebbe la forza soltanto di chiedere una deroga, non di bloccare o fare riscrivere il testo. Ci fu concessa una deroga di 36 mesi. Uno strappo carico di commiserazione: i soloni di Bruxelles non amano essere contraddetti. In questi tre anni dovevamo metterci in riga, oppure produrre argomenti in difesa della piccola vongola nostrana.

 

vongole 9

Fior di consorzi tutelano vini e formaggi dagli innumerevoli tentativi di imitazione sparsi nel mondo. Per la minuscola Venus gallina si è messo in campo un pezzo da 90, nientemeno che il Consiglio nazionale delle ricerche.

Secondo gli studi a senso unico dell' Unione, se una vongola non raggiunge i 25 millimetri non è in grado di riprodursi. Raccogliere quelle di taglia inferiore significa, alla lunga, depauperare la specie.

 

Il Cnr ha invece certificato le elevate qualità della vongola nostrana: per esempio, le conchiglie che si pescano lungo la riviera veneta, romagnola e anche più in giù sarebbero già pronte quando raggiungono i 15-16 millimetri, e lasciarle crescere fino a superare i 22 significa condannarle a morte.

 

Per i fondali marini, la pesca delle vongole piccole è più sostenibile perché bastano meno passate delle reti a strascico. L' Adriatico è un ecosistema tutto particolare, con fondali bassi e sabbiosi, dove i pescatori hanno un' attività completamente diversa dai loro colleghi dei mari nordici.

 

Per una volta, l' Italia ha fatto il suo dovere. Ha fornito le ragioni scientifiche e ambientali per le quali la normativa europea dovrebbe essere modificata. Ma il regolamento è rimasto tale e quale. Quei 3 millimetri non si toccano e alla fine del 2019 scade la delega triennale generosamente concessa da Bruxelles. In previsione della ghigliottina, l' europarlamentare leghista Rosanna Conte, componente della Commissione pesca, veneziana di Caorle e quindi sensibile alle preoccupazioni dei vongolari, ha presentato una nuova richiesta di deroga biennale.

vongole 5

 

Con l' assemblea di Strasburgo appena rieletta, non c' era il tempo di fare altro.

La Commissione pesca si è riunita. La discussione è stata una battaglia. «Dopo ore di dibattito», dice Conte, «il presidente è intervenuto chiedendomi come mai avessi così a cuore una conchiglia. Non sapeva neppure che la vongola è un mollusco. Mi veniva da piangere. Si è scusato». Per la cronaca, il presidente della Commissione pesca è un inglese, si chiama Chris Davies, è un liberal democratico esperto di questioni ambientali. La Conte È stata ascoltata a metà perché la sua proposta è stata dimezzata. Proroga di un anno, fino a tutto il 2020: meglio che niente.

 

spaghetti vongole 9

La decisione, però, non è ancora stata presa dalla Commissione pesca. Il 28 agosto scorso sono stati concessi due mesi di tempo ai componenti per esaminare le carte, chiedere approfondimenti e sollevare obiezioni. Il che è puntualmente successo: gli spagnoli si sono messi in mezzo. Un po' per ragioni di concorrenza commerciale dei pescatori dell' Andalusia, un po' per difendere le grandi compagnie di produzione ittica, un po' perché i sudditi di re Felipe sono in campagna elettorale più spesso di noi, fatto sta che i commissari iberici hanno chiesto e ottenuto altri due mesi per valutare se opporsi alle ragioni dell' Italia. Le vongole valgono oltre un quinto dell' acquacoltura europea, 1,1 miliardi di euro su quasi 5 miliardi, una nicchia in crescita continua che nell' Ue dà lavoro a 73.000 persone.

 

Dunque, il 28 ottobre scadeva il termine entro il quale porre questioni e votare sulla richiesta italiana di proroga.

pasta con le vongole

Ora la scadenza slitta al 28 dicembre. «Sono ragionevolmente fiduciosa», sospira Rosanna Conte, «ma la firma non c' è ancora. I nostri pescatori hanno già fatto moltissimo, hanno ridotto le quantità prelevate e i periodi di pesca. Il mare è la loro azienda, non hanno interesse a danneggiarlo». Il problema è che tra un anno saremo daccapo. «I governi di Italia e Spagna devono sedersi a un tavolo e trovare un' armonizzazione sulla taglia delle vongole», dice Vadis Paesanti, vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca Emilia Romagna. Ma in Italia abbiamo Giuseppi Conte e in Spagna per ora non c' è nessuno. E quei 3 millimetri di euroburocrazia resteranno una distanza incolmabile.

VONGOLEpasta con le vongole 5pasta con le vongole 2VONGOLEpasta con le vongole 1pasta con le vongole 3VONGOLEpasta con le vongole 7pasta con le vongole 6pasta con le vongole 8

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO