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ORCO IN CATTEDRA – UN MAESTRO 43ENNE È ACCUSATO DI VIOLENZA SESSUALE SU UNA BIMBA DI 6 ANNI CHE FREQUENTAVA UNA SCUOLA AL GIANICOLO, A ROMA: L’UOMO ERA SOLITO AFFERRARLA PER IL COLLO E BACIARLA – LA PICCOLA HA TENUTO IL SEGRETO FINO A QUANDO IL PROF NON È STATO ALLONTANATO DALL'ISTITUTO PER UN’ALTRA ACCUSA: DIECI ALUNNI LO HANNO INCASTRATO PER MALTRATTAMENTI E…

Giulio De Santis per il “Corriere della Sera - ed. Roma”

 

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Baci sulle labbra all' alunna di sei anni, dopo averla afferrata per il collo. È l' accusa di violenza sessuale contestata dalla Procura - che ne ha chiesto il rinvio a giudizio - al maestro delle elementari della bambina, Giovanni Capobianco, 43 anni, che fino al 2019 ha insegnato in una scuola vicino al Gianicolo, dove si sarebbero verificati gli abusi.

 

Sul docente, allontanato dall' istituto nel marzo di due anni fa, pende anche un altro procedimento in cui è accusato di maltrattamenti su minori che sarebbero avvenuti nella stessa classe frequentata dalla bimba.

Gli abusi sono emersi solo in un secondo momento, quando la piccola, sentendosi libera dopo l' addio di Capobianco alla scuola, ha raccontato quali molestie avesse sopportato tra il settembre del 2018 e il marzo del 2019.

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L' insegnante - difeso dagli avvocati Alessandra Martuscelli e Fabio Liparota - si è sempre dichiarato innocente rispetto a tutte le accuse mossegli dal pm Antonio Calaresu.

Questa è in ogni modo la sintesi del racconto fatto dalla bambina. Il maestro avrebbe cominciato a manifestare delle attenzioni morbose nei suoi confronti già poche settimane dopo l' inizio dell' anno scolastico. In più di un' occasione, in particolare, l' avrebbe presa per il collo e poi, approfittando della soggezione provata dalla piccola, l' avrebbe baciata sulle labbra.

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Gli episodi si sarebbero verificati sempre all' interno dell' istituto scolastico. Momenti terribili per l' alunna che, al primo anno di scuola elementare, si chiude in se stessa, confusa per quanto sarebbe costretta a subire. Le settimane passano, la bambina resta in silenzio, senza trovare la forza di aprirsi con il papà e la mamma. Poi però arriva la primavera e la piccola non vede più il maestro. Il motivo? Il gip a marzo del 2019 dispone nei confronti di Capobianco il divieto di avvicinamento ai bambini. Ad accusarlo di maltrattamenti sono dieci alunni.

 

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Che, tra le altre cose, sostengono che il maestro li minacci dicendo loro: «Vi gonfio se non state zitti». La sparizione del docente, in ogni modo, è per la bambina l' occasione per scrollarsi via un peso insostenibile.

 

Lo psicologo della Procura che ha raccolto la testimonianza della piccola l' ha ritenuta attendibile. Viceversa, sottolinea l' avvocato Martuscelli, il consulente della difesa ha riscontrato delle contraddizioni nel racconto della bambina, dovute alla sua età.

 

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Quanto al procedimento che ha per oggetto i maltrattamenti, nel luglio del 2019 il gup ha rifiutato la proposta di patteggiamento a due anni su cui avevano trovato l' accordo Procura e difesa. Alla base del rigetto, il fatto che il comportamento del docente ha rischiato di produrre danni psichici agli alunni. Le sue sfuriate sarebbero nate dall' incapacità di mantenere la calma di fronte alla classe. Per questo avrebbe castigato i bambini obbligandoli a restare immobili durante le lezioni. Il processo in primo grado si è concluso con la condanna del professore. Capobianco ha risarcito i danni alle parti civili, rappresentate dagli avvocati Geraldine Pagano, Cristina Cerrato e Luca Coccocia, durante le indagini. La difesa ha impugnato la sentenza in appello.

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