padre spadaro papa francesco

PADRE SPADARO, IL GESUITA DIRETTORE DI CIVILTÀ CATTOLICA, STA INONDANDO LA RETE DI FOTO DEL PAPA, SEMPRE RIPRESO DI SPALLE PERCHÉ IL PONTEFICE, APPENA LO VEDE, GIRA LA TESTA DA UN'ALTRA PARTE. TRA I DUE È CALATO IL GELO - ECCO IL MOTIVO - PAPA FRANCESCO IN IRAQ: "CHI CREDE IN DIO NON HA NEMICI DA COMBATTERE" - LO STORICO INCONTRO CON L'AYATOLLAH AL-SISTANI, MASSIMA AUTORITA’ REGIOSA SCIITA, NELLA PIANA DI UR

Dagonota

 

PADRE SPADARO PAPA FRANCESCO

Padre Spadaro, il gesuita direttore di Civiltà Cattolica, sta inondando la rete di foto del Papa, sempre ripreso di spalle perché il pontefice, appena lo vede, gira la testa da un'altra parte. Lo raccontano, molto imbarazzati, i giornalisti al seguito di Francesco. Tra i due è calato il gelo dopo che Spadaro ha fatto inoltrare al papa una "petizione popolare" che lo voleva arcivescovo di Napoli. E a Bergoglio, l'iniziativa non è piaciuta proprio per niente..."

 

PAPA IN IRAQ

Da rainews.it

 

"Oggi preghiamo per quanti hanno subito tali sofferenze, per quanti sono ancora dispersi e sequestrati, perché tornino presto alle loro case. E preghiamo perché ovunque siano rispettate e riconosciute la libertà di coscienza e la libertà religiosa: sono diritti fondamentali,perché rendono l'uomo libero di contemplare il Cielo per il quale è stato creato". Lo ha detto il Papa nel corso dell'evento interreligioso nella Piana di Ur, a Nassiriya.

 

PAPA FRANCESCO AL SISTANI

Chi ha fede "rinuncia ad avere nemici" ha detto il Papa. "Chi ha il coraggio di guardare le stelle, chi crede in Dio, non ha nemici da combattere. Ha un solo nemico da affrontare, che sta alla porta del cuore e bussa per entrare: è l'inimicizia. Mentre alcuni cercano di avere nemici più che di essere amici, mentre tanti cercano il proprio utile a discapito di altri, chi guardale stelle delle promesse, chi segue le vie di Dio non può essere contro qualcuno, ma per tutti. Non può giustificare alcuna forma di imposizione, oppressione e prevaricazione".

 

"Odiare il fratello è profanazione blasfema di Dio" "Da questo luogo sorgivo di fede, dalla terra del nostro padre Abramo, affermiamo che Dio è misericordioso e che l'offesa più blasfema è profanare il suo nome odiando il fratello. Ostilità, estremismo e violenza non nascono da un animo religioso: sono tradimenti della religione. E noi credenti non possiamo tacere quando il terrorismo abusa della religione. Anzi, sta a noi dissolvere con chiarezza i fraintendimenti".

 

PAPA FRANCESCO IRAQ

Così Papa Francesco nel corso dell'incontro interreligioso."Non permettiamo che la luce del Cielo sia coperta dalle nuvole dell'odio!", ha detto Bergoglio parlando in italiano, tradotto in simultanea in arabo."Sopra questo Paese si sono addensate le nubi oscure del terrorismo, della guerra e della violenza. Ne hanno sofferto tutte le comunità etniche e religiose. Vorrei ricordare in particolare quella yazida, che ha pianto la morte di molti uomini e ha visto migliaia di donne, ragazze e bambini rapiti, venduti come schiavi e sottoposti a violenze fisiche e a conversioni forzate.

 

Oggi preghiamo per quanti hanno subito tali sofferenze, per quanti sono ancora dispersi e sequestrati, perché tornino presto alle loro case. E preghiamo perché ovunque siano rispettate e riconosciute la libertà di coscienza e la libertà religiosa: sono diritti fondamentali, perché rendono l'uomo libero di contemplare il Cielo per il quale è stato creato".

PAPA FRANCESCO IRAQ

 

"Basta riarmo, cibo per tutti" "Sta a noi, umanità di oggi, e soprattutto a noi, credenti di ogni religione, convertire gli strumenti di odio in strumenti di pace. Sta a noi esortare con forza i responsabili delle nazioni perché la crescente proliferazione delle armi ceda il passo alla distribuzione di cibo per tutti", ha detto il pontefice nel corso della preghiera interreligiosa.  "Sta a noi mettere a tacere le accuse reciproche per dare voce al grido degli oppressi e degli scartati sul pianeta: troppi sono privi di pane, medicine, istruzione, diritti e dignita'", ha sottolineato. "Sta a noi mettere in luce le losche manovre che ruotano attorno ai soldi e chiedere con forza che il denaro non finisca sempre e solo ad alimentare l'agio sfrenato di pochi.

 

Sta a noi custodire la casa comune dai nostri intenti predatori. Sta a noi ricordare al mondo che la vita umana vale per quello che e' e non per quello che ha, e che le vite di nascituri, anziani, migranti, uomini e donne di ogni colore e nazionalita' sono sacre sempre e contano come quelle di tutti! Sta a noi avere il coraggio di alzare gli occhi e guardare le stelle, le stelle che vide il nostro padre Abramo, le stelle della promessa"

PAPA FRANCESCO IRAQ

 

L'incontro storico con l'ayatollah Al-Sistani Il Papa ha incontrato a Najaf il Grande Ayatollah Sayyid Ali Al-Husayni Al-Sistani. Durante la visita, durata circa quarantacinque minuti, il Papa ha sottolineato "l'importanza della collaborazione e dell'amicizia fra le comunità religiose perché, coltivando il rispetto reciproco e il dialogo, si possa contribuire al bene dell'Iraq,della regione e dell'intera umanità".

 

Lo riferisce il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni aggiungendo che"l'incontro è stata l'occasione per il Papa di ringraziare il Grande Ayatollah Al-Sistani perché, assieme alla comunità sciita, di fronte alla violenza e alle grandi difficoltà degli anni scorsi, ha levato la sua voce in difesa dei più deboli e perseguitati, affermando la sacralità della vita umana e l'importanza dell'unità del popolo iracheno".   

 

Nel congedarsi dal Grande Ayatollah, il Papa "ha ribadito la sua preghiera a Dio, Creatore di tutti, per un futuro di pace edi fraternità per l'amata terra irachena, per il Medio Oriente e per il mondo intero", conclude Bruni. Al-Sistani: "I cristiani in Iraq devono vivere in pace e in sicurezza"

 

PAPA FRANCESCO IN IRAQ

Dopo aver incontrato il Papa, Grande Ayatollah Ali al-Sistani, principale esponente religioso sciita iracheno, ha affermato che i cristiani dovrebbero vivere in pace e godere dei diritti come tutti gli altri iracheni.  Al-Sistani ha parlato ''della soppressione  delle libertà fondamentali e dell'assenza di giustizia sociale, in  particolare delle guerre, degli atti di violenza, degli embarghi  economici e dello sfollamento di molti popoli nella nostra regione che soffrono, in particolare il popolo palestinese nei Territori  occupati''.

 

I leader religiosi e spirituali agiscano per mettere fine alle grandi ''tragedie'' dell'umanità, ovvero  ''ingiustizia, oppressione, povertà, persecuzione religiosa e  ideologica e soppressione delle libertà fondamentali e assenza di  giustizia sociale" ha dichiarato, come si legge in una nota  diffusa dal suo ufficio. Infine ''ha  augurato bene e felicità al Pontefice e ai seguaci della Chiesa  cattolica e all'umanità in generale'' ringraziando ''il sommo Pontefice per essersi recato a  Najaf per condurre questa visita''. L'incontro, di carattere privato, si è tenuto nella casa del leader religioso.

 

papa francesco in iraq

Si tratta di uno dei principali appuntamenti del viaggio di Papa Francesco in Iraq. Francesco, giunto a Najaf con un seguito minimale, si è recato in auto alla residenza privata di Al-Sistani. Come ha ricostruito l'Associated press, il grande ayatollah, 91 anni, riceve molto raramente degli ospiti, ha accettato di aprire straordinariamente le porte della sua abitazione al vescovo di Roma, 84 anni, che è stato accolto sulla porta dal figlio di Al-Sistani. Colombe bianche sono state fatte volare  all'arrivo di Papa Francesco nello stretto vicolo davanti alla residenza del Grande Ayatollah, secondo l'emittente curda Rudaw.

 

L'immagine della colomba, simbolo di pace, è stato anche utilizzato  per accompagnare le foto del Pontefice e del leader degli sciiti che  campeggiano in Iraq. Il Grande Aayatollah, da parte sua, in segno di reverenza ha atteso il Papa in piedi nella sua sala di ricevimento: il colloquio tra i due poi alla sola presenza degli interpreti per circa un'ora sorseggiando the, Francesco seduto su un divano blu.

papa francesco atteso in iraq 2

 

Al termine dell''incontro, il Papa ha lasciato l'abitazione del religioso 91enne e si è diretto in auto all'aeroporto per partire alla volta di Nassiriya, e verso la piana di Ur, per l'incontro inter-religioso. Nel pomeriggio il rientro a Baghdad e la Messa - la prima officiata in Iraq da Papa Francesco - nella cattedrale caldea di San Giuseppe.

 

Padre Spadaro: "A Nassiriya, indimenticabile strage del 2003" "A Nassiriya. Indimenticabile qui la strage del 12 novembre 2003 che provocò 28 morti di cui 19 nostri italiani". Così in un tweet padre Antonio Spadaro,  direttore della rivista La Civiltà Cattolica, che sta accompagnando Papa Francesco nello storico viaggio in Iraq

padre spadaro e papa francesco

papa francesco atteso in iraq 1

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