padre figlio scuola

PADRI, OCCHIO ALLE PAGELLE! – IL TRIBUNALE DI CAMPOBASSO HA CONDANNATO UN UOMO CHE NON SEGUIVA CON ATTENZIONE L’ANDAMENTO SCOLASTICO DEL FIGLIO: DOVRÀ PAGARE 300 EURO DI MULTA E RISARCIRE I DANNI ALLA MOGLIE E AL FIGLIO – QUANDO I PROFESSORI GLI AVEVANO TELEFONATO PER FARGLI PRESENTE LA NECESSITÀ DI RICHIEDERE UN INSEGNANTE DI SOSTEGNO, LUI AVEVA RISPOSTO…

 

padre figlio 1

 

Stefano Re per “Libero Quotidiano”

 

Agli occhi dello Stato italiano, versare alla ex moglie o ex convivente il regolare assegno di mantenimento per i figli non basta. Nemmeno se il padre, impegnato ad accudire la propria madre non autosufficiente, per ammissione dello stesso giudice «frequenta regolarmente i figli e intrattiene con loro rapporti affettivi costanti».

 

pagella 1

Il genitore, infatti, deve anche dimostrare interesse concreto per l' andamento scolastico dei figli, la loro vita sociale e il loro benessere generale. Deve prestare la cosiddetta «assistenza morale», insomma.

 

Che include partecipare ai colloqui con gli insegnanti per informarsi dell' andamento scolastico dei figli, sottoscrivere l' autorizzazione a farli partecipare alle gite scolastiche, accompagnarli nelle loro attività sociali e altre cose del genere.

 

Chi non rispetta questi obblighi incorre nel reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare, previsto dall' articolo 570 del Codice penale. Così ha stabilito il tribunale di Campobasso, che ha condannato un padre alla pena di 300 euro di multa, al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni causati alla moglie e ai figli.

 

padre separato

È una sentenza di una certa importanza, perché interpreta una norma alquanto fumosa. L' articolo 570, infatti, al primo comma impone generici «obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale» e il divieto di tenere una «condotta contraria all' ordine o alla morale delle famiglie», oltre al dovere di non fare mancare «i mezzi di sussistenza» ai figli di età minore. Parole che possono essere tradotte in pratica in molti e diversi modi.

La decisione del giudice onorario Giulia Petti, ora, chiarisce un po' meglio i confini della legge.

 

padri separati 1

A determinare la condanna, in particolare, è stato il disinteresse del genitore nei confronti dei risultati scolastici dei ragazzi. I docenti sono stati chiamati a testimoniare e una di loro ha raccontato che, quando aveva telefonato al padre per fargli presente la necessità di richiedere un insegnante di sostegno per il figlio che manifestava problemi di apprendimento, la risposta era stata: «Maestra, fate quello che volete, bocciatelo pure, a me non interessa». Tanto che la stessa scuola aveva deciso di ricorrere al tribunale per i minori per avere l' autorizzazione a sottoporre a visita neuropsichiatrica il ragazzo.

 

MEZZI DI SUSSISTENZA

padre figlio

Una condotta che il giudice di Campobasso ha ritenuto «estremamente contraria all' ordine ed alla morale delle famiglie», nonché «gravemente lesiva dello sviluppo psico-fisico dei figli e per nulla tesa a favorire la loro personalità». La posizione del padre è stata aggravata dal fatto che, «quando teneva i figli con sé il fine settimana, questi non uscivano, non vedevano gli amici, non facevano attività fisica, non facevano i compiti e andavano anche a scuola con una scarsa igiene».

 

La sentenza, inoltre, riafferma un principio già stabilito dalla Corte di Cassazione, secondo il quale per «mezzi di sussistenza» devono intendersi «non più solo i mezzi per la sopravvivenza vitale, ma anche gli strumenti che consentono un sia pur contenuto soddisfacimento di altre complementari esigenze (abbigliamento, libri, mezzi di trasporto e di comunicazione)». Spese alle quali il padre, per un certo periodo di tempo, si era rifiutato di contribuire.

padre figlio 3

 

E a giustificarlo, decreta il tribunale, non «può valere la circostanza che accudisse la madre non autosufficiente o che versasse regolarmente il mantenimento per i figli». Il comportamento dell' uomo, quindi, «integra appieno il reato di cui all' articolo 570 del codice penale», nel quale il giudice ravvisa «sia l' elemento oggettivo che quello soggettivo del reato», caratterizzati dalla «consapevole volontà di sottrarsi agli obblighi di legge in assenza di qualsivoglia causa giustificativa».

PADRI SEPARATIAFFIDO PADRI SEPARATIPADRI SEPARATI FIGLI NEGATIPADRI SEPARATI

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?