PADRINO, PERDONALI, PERCHÉ NON SANNO QUELLO CHE DICONO - IL "NEW YORK TIMES" DEDICA UN ARTICOLO ALLA SCELTA DELLA DIOCESI DI CATANIA DI SOSPENDERE LA STORICA FIGURA DAI BATTESIMI, CHE HA DATO IL NOME AL CELEBRE FILM: L'OBIETTIVO SAREBBE QUELLO DI ELIMINARE L’OCCASIONE DI STRINGERE RAPPORTI CON I CLAN MAFIOSI - MA AL VICARIO QUESTA RICOSTRUZIONE NON VA GIÙ: IL QUOTIDIANO AMERICANO ORA RISCHIA LA QUERELA...

Giacomo Galanti per www.huffingtonpost.it

 

il padrino

È il battesimo più famoso del cinema. Al Pacino/don Michael, nuovo boss mafioso della famiglia Corleone al posto del padre Marlon Brando/don Vito, porta all’altare il figlio della sorella.

 

Mentre dice di rinunciare a Satana e di credere in Dio, i suoi gangster fanno fuori tutti quelli che hanno cercato di uccidere il vecchio genitore. La scena, con le formule pronunciate in latino come usava allora, è molto forte.

 

il padrino – parte due

E si conclude con l’omicidio del padre del bimbo battezzato. Insomma, la figura del padrino (Godfather in inglese) che dà il titolo al film di Francis Ford Coppola non ne esce molto bene. Ma si tratta pur sempre di un’opera di fantasia.

 

il padrino – parte due 2

A quasi 50 anni dal film premio Oscar, però, la decisione di eliminare la figura spirituale del padrino (o della madrina) arrivata dalla Sicilia ha suscitato la curiosità del New York Times tanto da dedicarle un lungo reportage. Mentre in Italia è quasi passata inosservata.

 

Il Padrino - Coppola

Fin dal titolo “Nella terra del padrino vengono banditi i padrini”, emerge come la saga di Coppola sia ormai salda nell’immaginario collettivo americano fino a identificarla con la Sicilia stessa.

 

Il quotidiano newyorchese si concentra infatti sulla diocesi di Catania, dove, come in altre parti d’Italia, è stata decisa la sospensione di nominare un padrino durante la cerimonia del battesimo per almeno tre anni.

 

padrino iii la morte di michael corleone

Quale sarebbe il motivo della scelta? Su questo non c’è unità di opinione. Anzi, si è aperto un dibattito che potrebbe finire addirittura in tribunale. Da una parte infatti c’è l’articolo del celebre quotidiano che riporta il malcontento di tante famiglie.

 

“È scioccante”, dice la 21enne Jalissa Testa, dopo aver celebrato il battesimo del figlio nella basilica di Catania. E aggiunge: “Nel nostro cuore sappiamo, e loro sapranno, che ha un padrino”.

 

IL PADRINO

Una figura per tanti imprescindibile. Mentre il vicario generale di Catania, monsignor Salvatore Genchi spiega: “Si tratta di un esperimento” anche se non crede a un ritorno al passato. La Chiesa siciliana è infatti d’accordo che l’immagine del padrino abbia perso nella maggior parte dei casi il suo valore di accompagnamento alla fede. Fin qui tutto bene.

 

al pacino il padrino

Ma nel reportage si sottolinea in maniera insistita come la sospensione sia arrivata anche per eliminare l’occasione, tramite il padrino, di stringere rapporti con altre famiglie, o addirittura clan mafiosi, per avere regalie o altri favori.

 

Viene poi citato anche il vescovo calabrese Giuseppe Fiorini Morosini che ricorda quando nel 2014, da vescovo di Reggio Calabria, chiese al Vaticano, per contrastare i legami della ’ndrangheta, di poter sospendere la presenza di padrini ai sacramenti.

 

robert de niro il padrino parte ii

L’allora sostituto della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu, rispose - secondo quanto Morosini dice al New York Times - che dovevano prima essere d’accordo tutti i vescovi della Calabria. E quindi in quel momento non fu possibile prendere una decisione in tal senso.

 

Ecco, quest’ultima lettura non è andata giù alla diocesi di Catania. È lo stesso monsignor Genchi a far sapere che la sospensione della figura del padrino non c’entra nulla con la mafia o con la famosa saga della famiglia Corleone.

 

Marlon Brando ne Il Padrino

Il vicario generale afferma al Quotidiano di Sicilia che chiederà una rettifica al New York Times “e siamo anche disposti a querelare”. Genchi aggiunge: “È capitato in diverse parrocchie di ricevere pressioni da parte di chi voleva fare il padrino pur non avendo avuto nessuna formazione religiosa, ma non abbiamo mai ricevuto pressioni di tipo mafioso”.

 

A parziale scusante della presunta malizia che sottende l’articolo del New York Times c’è, come dicevamo, una certa narrazione sulle famiglie italoamericane portate con grande successo su grande schermo ed entrata ormai nell’immaginario collettivo.

 

IL CAST DE IL PADRINO - 45 ANNI DOPO

Il già ricordato Padrino nasce dalla penna di Mario Puzo, cresciuto a New York in una numerosa famiglia di immigrati. Il suo sogno era diventare un “pezzo da 90” della letteratura sulle orme di Hemingway e di Fitzgerald. Ma a un certo momento capisce che non è cosa: le recensioni sono mediocri e i soldi pochini.

 

Così, pieno di debiti fin sopra ai capelli anche per il vizio del gioco che racconterà in un bel libro dal titolo I folli muoiono, decide di scrivere un bestseller con cui è convinto di diventare ricco: è Il Padrino.

 

coppola e picciotti

Puzo giura che per costruire il personaggio di don Vito Corleone, con tutti i suoi tic e le sue frasi memorabili, si è ispirato alla madre, riprendendo i loro dialoghi nel piccolo tinello della casa di Hell’s Kitchen.

 

Il resto è storia che dopo l’incontro con Coppola diventerà, esageriamo, leggenda. Tanto che oggi negli Usa c’è grande attesa per la miniserie The Offer, racconto sul dietro le quinte dei film.

 

de niro e pacino

Impossibile poi non ricordare Mean Streets e Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese. È lo stesso regista ad aver più volte detto di aver preso spunto per le scene più intime dei suoi gangster a episodi della sua giovinezza e ad alcuni racconti riportati dai suoi parenti. Centrale nelle sue opere saranno infatti la famiglia, le origini e il rapporto con la fede.

 

de niro nel ruolo di vito corleone

Famiglia a cui dedicherà un approfondito documentario, Italoamericani, che comincia proprio con la madre che prepara le polpette mentre racconta la sua storia. Da ultimo, per sottolineare ancora una volta quanto il filone vada forte, è arrivato nelle sale il prequel della serie tv cult I Soprano, il film I molti santi del New Jersey. Insomma, il catalogo è questo. Forse difficile da ignorare.

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...