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LA PANDEMIA DELLA DISPERAZIONE – NEI PAESI CON LE ECONOMIE PIÙ FRAGILI LE CHIUSURE REPENTINE HANNO CREATO IL CAOS – IN INDIA, UN MILIARDO E 400 MILIONI PERSONE IN QUARANTENA, SI ASSISTE A UN ESODO DI MASSA DI PERSONE RIMASTE SENZA LAVORO CHE ABBANDONANO LE CITTÀ - IN BANGLADESH UN MILIONE DI ROHINGYA IN FUGA DAL MYANMAR SONO RINCHIUSI IN AFFOLLATI CAMPI DI ACCOGLIENZA DOVE SI RISCHIA UN'EPIDEMIA A TAPPETO. E IN AFRICA… - VIDEO

 

Danilo Taino per il “Corriere della Sera”

 

lockdown a lagos 3

Per i Paesi poveri, la pandemia è un dramma ancora maggiore che per le società più ricche. Ma c' è qualcosa di peggio del coronavirus. Per esempio, la risposta avventata di qualche governo. Il primo ministro indiano Narendra Modi ha deciso, repentinamente, di mettere in quarantena tutti, un miliardo e 400 milioni di persone, senza valutarne le conseguenze. Un «coprifuoco del popolo» impopolare come mai.

 

lockdown a lagos 2

Il risultato, in piena luce in queste ore, è un esodo di massa che non ha precedenti in anni recenti. Milioni di migranti poveri, senza più lavoro, hanno abbandonato le città, nelle quali vivevano perlopiù negli slum, per tornare ai loro villaggi. A piedi: il blocco dei trasporti pubblici doveva durare una giornata di «prova» ma l' attività non è più ripresa.

 

Sono lavoratori, in gran parte dell' economia informale, che vengono pagati a giornata o ogni settimana, già ora senza denaro. Ai quali molti proprietari di casa (anche negli slum si sta in affitto) si rifiutano di fare credito, ai quali i commercianti non regalano una cipolla, ai quali non è rimasto che caricarsi in spalla le poche cose e i figli e partire per viaggi lunghi anche centinaia di chilometri. Con poco cibo o senza. Sotto il sole dell' India, sulle strade che attraversano la attraversano.

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Una "marcia del sale" gandhiana a rovescio, di disperati senza speranza.

La situazione è serissima e fa temere rivolte. Modi si è scusato ma ha detto che la misura era inevitabile per ragioni sanitarie. Questo è però l' effetto ultimo, frutto della mancanza di considerazione per milioni di lavoratori, che la pandemia ha sull' India. C' è altro.

 

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I fornitori di servizi informatici al resto del mondo perdono business giorno dopo giorno. Le manifatture di componenti e di prodotti intermedi chiudono via via che le imprese estere riducono l' attività. Un dramma per l' India - un' economia emergente - che racconta su grandi numeri la catastrofe potenziale rappresentata dall' espandersi del coronavirus nei Paesi più poveri.

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Nel vicino Bangladesh, un milione di Rohingya in fuga dal Myanmar, rinchiusi in affollati campi di accoglienza, rischia un' epidemia a tappeto. E l' industria del Paese, legatissima alle commesse estere del settore tessile, si sta riducendo quasi a zero. In Cambogia sono state arrestate persone che avevano scambiato informazioni sul virus non gradite al governo.

 

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In Asia, alcuni Paesi - Corea del Sud, Taiwan, Singapore, Hong Kong, Vietnam - stanno affrontando la crisi meglio dell' Europa e degli Stati Uniti. Ma di altri si fatica persino ad avere dati. Si vedono però gli effetti. A causa del lockdown, in Thailandia, migliaia di migranti cercano di tornare nel Myanmar, ma molti sono stati bloccati prima della frontiera. Nelle Filippine si è creato un notevole caos, soprattutto a Manila, dopo la dichiarazione di quarantena.

 

In Africa, il numero di casi ufficiali è abbastanza limitato ma la preoccupazione è alta.

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Soprattutto in Egitto, Algeria e Sud Africa, Paesi con i maggiori contatti con manodopera cinese molto presente nel continente. Fatto sta che la Nigeria ha ordinato la chiusura di tutti i business nelle città di Lagos e Abuja. Oltre alla mancanza di strutture sanitarie capaci di rispondere a un'espansione della pandemia, molti Paesi poveri saranno colpiti con violenza dal rallentamento dell' economia mondiale dalla quale dipendono. Il prezzo delle materie prime, loro esportazioni, è crollato. Il turismo è a terra.

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Le valute, a cominciare dal rand sudafricano, si deprezzano. Molti Paesi africani, che avevano economie in crescita, rischiano di fare un balzo all' indietro di anni. Oltre a restare in balia del virus e a costituire focolai di infezione per lungo tempo. A maggior ragione se i governi sbagliano grandiosamente.

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