facci papa francesco dj fabo

IL PAPA CI DÀ IL DECALOGO PURE PER MORIRE – FACCI: "LA CHIESA NELLA “SAMARITANUS BONUS” CONDANNA L'EUTANASIA PERÒ ASSOLVE LE CURE PALLIATIVE. FORSE NON OCCORRE ATTENDERE UN RAPPORTO CENSIS PER SAPERE CHE LA MAGGIOR PARTE DEGLI ITALIANI SI RITIENE TITOLATA A MORIRE COME STRACAZZO VUOLE.  LA CLASSE POLITICA NON VUOLE INIMICARSI IL VATICANO. COSÌ FINISCE CHE IN MATERIA, A LEGIFERARE, È INDIRETTAMENTE LA MAGISTRATURA O LA CORTE COSTITUZIONALE..."

Filippo Facci per Libero Quotidiano

 

FILIPPO FACCI CON SIGARETTA

Gli italiani non leggono - dicono - però secondo il Vaticano dovrebbero leggere l'intera lettera «Samaritanus bonus» a cura della «Congregazione per la Dottrina della Fede sulla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita» (complimenti al titolista) e tutto per sapere come dovrebbero e dobbiamo morire:

 

105mila battute infinite (con traduzione in inglese, spagnolo e portoghese) comprese 99 note modernissime che comprendono il Concilio di Trento del 1545; parliamo di uno scritto presentato ieri in una triste conferenza stampa che dovrebbe dare un «orientamento» e farci risapere che l'eutanasia è un crimine, e che, invece, non lo sono le cure palliative e l'obiezione di coscienza.

PAPA FRANCESCO FA LE CORNA

 

Traduzione nostra: il Vaticano finge d'ignorare che certe cure palliative in pratica sono già un'eutanasia (perché ti addormentano e ti tengono addormentato sinché sei morto) mentre lo Stato italiano finge d'ignorare che l'obiezione di coscienza di cui parla il Vaticano dovrebbe esserlo, un crimine: perché significa che i medici cattolici impallinati rifiutano la legge italiana qualora a loro dire legittimi «sotto qualsiasi forma di assistenza medica, l'eutanasia o il suicidio assistito».

 

C'è una cosa da fare, testuale: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini». In Iran, forse. E dove sia un un dio a pagargli lo stipendio. Non è abbastanza chiaro? Allora ecco: «Non esiste il diritto al suicidio né quello all'eutanasia anche quando l'eutanasia fosse richiesta in piena coscienza dal soggetto interessato». È sempre un estratto della «Samaritanus bonus».

 

papa francesco

Chissà che cosa ne penserebbe Sergio Zavoli, morto nell'agosto scorso e autore del poco ricordato «Il dolore inutile» (Garzanti 2005), o chissà che cosa ne penserebbe anche l'oncologo Umberto Veronesi, morto nel 2016 e autore di ben due testi, «Il diritto di morire. La libertà del laico di fronte alla sofferenza» (Mondadori 2005) e «Il diritto di non soffrire» (Mondadori 2012). E chissà che cosa ne pensate voi, perché no, forse non occorre attendere un rapporto Censis per sapere che la maggior parte degli italiani (sani di mente) si ritiene padrona della propria vita o perlomeno titolata a morire - scusate - come stracazzo vuole.

 

FILIPPO FACCI

Né ci vuole un genio della politica per sapere che molte posizioni «bioetiche» della maggioranza degli italiani, pur attenendo ai diritti individuali, non vengono mai trasformate in legge perché la classe politica che non vuole inimicarsi il Vaticano, come se il Vaticano contasse ancora qualcosa. Così, da un numero insopportabile di anni, finisce che in materia, a legiferare, è indirettamente la magistratura (o la Corte Costituzionale, se fa differenza) come di recente è accaduto con il caso di Cappato e il suicidio assistito, ma come accadde a partire dal caso di Eluana Englaro e in molti altri casi: poi dicono l'invadenza della magistratura.

 

MARCO CAPPATO DJ FABO

Eh sì, è davvero un peccato che perlomeno una parte d'Italia si sia laicizzata, modernizzzata, e che gli ospedali non siano più come erano nell'era pre-San Raffaele, quando a gestirli era culturalmente la Chiesa e non erano intesi come centri di ricerca e di studio, di previdenza, di assistenza sociale, quando c'erano le cliniche dei baroni che si portavano appresso i malati (ricchi) come dei pacchi, in mano quasi sempre a religiosi accomodanti, oppure, ecco, per il resto erano lazzaretti, casermoni con camerate e file di cinquanta letti, lugubri cronicari con le suore e la cultura del dolore e della penitenza (Sergio Zavoli, appunto, ne ha fatto bellissime inchieste) e insomma:

 

dj fabo

altro che diritti del malato, altro che rispetto sacrale dell'infermo e altre sciocchezze che un laico-religioso come Don Luigi Verzè, da noi, immaginò per primo ottenendone lo scandalo e l'ostracismo di tutte le curie. Si facciano i loro ospedali, le loro cliniche, le loro farmacie e le loro leggi, i cattolici impallinati nonché leggitori integrali della «Samaritanus bonus», che da sola è già una penitenza. In questi ultimi anni la scienza del dolore ha compiuto notevoli progressi (anche se la morfina è disponibile solo dal 2009, dopo iter infernali) e sono stati messi a punto nuovi farmaci che però vengono centellinati sempre in omaggio a una vetusta cultura che quella no, non muore mai.

 

UMBERTO VERONESI

All'estero fanno sempre una gran fatica a capire perché in Italia si affronta con tanta parsimonia la sofferenza dei malati: non capiscono perché esista e resista una «cultura del dolore» che pesca nel torbido e nella labilità dei confini tra le cure di fine vita (lasciar morire) e il suicidio assistito (aiutare a morire) e l'eutanasia (provocare il morire). Solo quando si finisce in ospedale (cioè troppo tardi) ci si accorge che forse qualcosa si poteva fare, legiferare, regolare: come per anni hanno chiesto una parte della società civile, i medici, tutti i livelli della Magistratura, la Corte Costituzionale, il Consiglio superiore di sanità, persino qualche politico nonché l'ex capo dello Stato Giorgio Napolitano, oltre ai soliti e benedetti Radicali.

 

E intanto la società e i medici stessi, da anni e per anni, se la cavano segretamente da soli: altro che «Samaritanus bonus». Da una vita si inseguono i casi di Terri Schiavo, Giovanni Nuvoli, Piergiorgio Welby, Eluana Englaro, dj Fabo, mentre gli anni passano e le leggi non arrivano, sicché la società e i medici stessi, nell'attesa, sono costretti a cavarsela segretamente da soli. L'eutanasia c'è già, manca solo la legge. Si fa, ma non si dice: è il nostro Paese.

papa francescopapa francesco europapapa francesco

 

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