vladimir putin pavel durov

IL PARADOSSO DELL'ARRESTO DI DUROV: I RUSSI SI RISCOPRONO “PALADINI” DELLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE – LE MANETTE AL FONDATORE DI TELEGRAM SONO UN'OCCASIONE GHIOTTA PER PUTIN, CHE HA GIOCO FACILE A STREPITARE CONTRO IL DOPPIO STANDARD DELL'OCCIDENTE. MA FU PROPRIO LUI A COSTRINGERE DUROV A VENDERE IL SOCIAL "VKONTAKTE" E POI AD ANDARE IN ESILIO A DUBAI (L'INFORMATICO NON VOLEVA CEDERE I CODICI DI TELEGRAM) - L'ELITE PUTINIANA TREMA DI FRONTE ALLA POSSIBILITÀ CHE DUROV CEDA I DATI DELLE CHAT: TELEGRAM È USATA DA POLITICI, UOMINI D'AFFARI E SOPRATTUTTO MILITARI RUSSI...

Estratto dell’articolo di Rosalba Castelletti per www.repubblica.it

 

pavel durov 6

Prima l’Fsb ha costretto Pavel Durov a vendere la sua prima creatura, VKontakte, il “Facebook russo”. Quando nel 2014 il “Mark Zuckerberg russo” ha lasciato la Federazione e ha creato Telegram, gli ha allora chiesto le chiavi di crittografia dell’applicazione di messaggistica istantanea. E dopo che Durov si è rifiutato, ha provato invano a bloccare l’app.

 

Le autorità russe hanno ritentato di interdire l’accesso anche il 21 agosto. Eppure, ora che il fondatore di VKontakte e Telegram è stato fermato in Francia per la mancata moderazione delle attività criminali sulla sua piattaforma di messaggistica, lanciano appelli a “tirarlo fuori”. “Un esempio di straordinaria ipocrisia”, commentano alcuni osservatori a Mosca.

pavel durov 4

 

GLI APPELLI RUSSI PER IL RILASCIO DI DUROV

Tra i primi a intervenire è stato il vicepresidente della Duma ed ex candidato alla presidenza, Vladislav Davankov, […] “L’arresto potrebbe avere motivazioni politiche ed essere un mezzo per ottenere i dati personali degli utenti di Telegram. Non dobbiamo permetterlo”, ha scritto.

 

Intervistata dall’emittente statale Rossija24, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha fatto sapere che i diplomatici russi hanno contattato “immediatamente” la parte francese, ma che “Durov ha la cittadinanza francese e, di conseguenza, per Parigi, per la Francia, è prima di tutto un cittadino del loro Paese”. […]

 

Andrej Klishas, presidente del Comitato di diritto costituzionale del Consiglio della Federazione russa, la Camera alta del Parlamento russo, ha invece descritto sarcasticamente le azioni della Francia come una “lotta per la libertà di parola e i valori europei”.

pavel durov 3

 

IL COMPIACIMENTO DI MEDVEDEV

Certo, nelle reazioni ufficiali russe non manca un certo compiacimento per il fatto che Durov sia stato arrestato dai “servizi speciali” di quello stesso Occidente dove era fuggito. Come dimostrano le parole dell’ex premier e presidente, oggi numero due del Consiglio di Sicurezza, Dmitrij Medvedev. “Pensava che i suoi problemi più grandi fossero in Russia e se n’è andato. Voleva essere un brillante “cittadino del mondo”, vivendo bene senza una patria. Ha fatto male i calcoli. Per tutti i nostri nemici comuni, è ancora russo e quindi imprevedibile e pericoloso. Di sangue diverso”, ha scritto concludendo: “Forse finalmente capirà che non si sceglie la propria patria, così come non si scelgono i tempi in cui si vive”. […]

 

pavel durov vkontakte

I BOT FILO-CREMLINO SCATENATI SUI SOCIAL

Stando ai dati del progetto Botnadzor esaminati dal media indipendente Verstka, su VKontakte si sono scatenati i bot filo-Cremlino. Soltanto nelle prime ore dopo l’arresto hanno pubblicato oltre mille commenti denunciando i “falsi valori” dell’Occidente, i “doppi standard” e la censura dell’Unione Europea, ed elogiando la “libertà di parola” in Russia e l’assenza di “censura contro i liberali”. I bot hanno anche sottolineato l’ipocrisia dei politici e della stampa occidentali che in precedenza avevano condannato Mosca per aver tentato di limitare l’accesso a Telegram. […]

 

pavel durov

LA FAKE NEWS DELL’INCONTRO A BAKU TRA DUROV E PUTIN

Vista la mobilitazione delle autorità russe, c’è chi si è spinto a ipotizzare collusioni tra il Cremlino e Telegram e ad alludere anche a un incontro tra Pavel Durov e Vladimir Putin a Baku visto che entrambi si trovavano in Azerbaijan a metà agosto. Ma – al di là della smentita del Cremlino – gli analisti della ben informata newsletter economica The Bell non hanno trovato alcuna prova dell’illazione e sostengono che si tratti di nient’altro che di una teoria del complotto.

pavel durov 2

 

POSSIBILE IMMINENTE BLOCCO DI TELEGRAM IN RUSSIA

In Russia intanto si corre ai ripari. Il canale Telegram Baza, considerato vicino alle forze di sicurezza, ha scritto che i dipendenti dell’amministrazione presidenziale e del governo russo, i più alti ranghi del ministero della Difesa, alcuni grandi uomini d’affari, nonché i funzionari di alcune forze dell’ordine hanno ricevuto istruzioni di cancellare la loro corrispondenza ufficiale dall’app. E la capa di Rt, ex Russia Today, Margarita Simonyan ha invitato tutti a farlo. Si teme che, da qui al blocco dell’applicazione a livello statale in quanto compromesso e non sicuro, il passo sia oramai breve.

telegram app per messaggi

 

Anche perché su Telegram non viaggiano soltanto le invettive di Medvedev o di Zakharova, ma anche le comunicazioni dell’esercito russo. Il propagandista del canale Vgtrk Andrej Medvedev ha definito Telegram “il principale messaggero dell’attuale guerra” e “un’alternativa alle comunicazioni militari chiuse”. […]

 

 

 

 

Articoli correlati

'IL CASO DUROV POTREBBE FAR CROLLARE L\'INTERA RETE DI AGENTI RUSSI IN EUROPA'

DUROV CONTRO DUROV - PERCHE IL FONDATORE DI TELEGRAM, PAVEL DUROV, I E\' VOLUTO...

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…