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DALLA PARTE DEI CARCERATI – MATTIA FELTRI: “NON SI METTE IN PERICOLO L' ECONOMIA PUR DI COMBATTERE IL VIRUS, MA SI COMBATTE IL VIRUS PER CONTENERE IL PERICOLO. POI CI VORRANNO SOLIDARIETÀ E CLEMENZA, A COMINCIARE DA SUBITO COI CARCERATI” – FACCI: “PER LE CARCERI ITALIANE SERVIREBBE UNA BELLA AMNISTIA E NON PER DARLA VINTA A CHI IERI HA FATTO LE RIVOLTE; LA RAGIONE È CHE…” – VIDEO

FOGGIA, DETENUTI EVADONO DAL CARCERE
MODENA, RIVOLTA NEL CARCERE
MILANO, IL CARCERE DI SAN VITTORE DATO ALLE FIAMME DAI DETENUTI

 

1 - IL TEMPO DELLA PIUMA

Mattia Feltri per “la Stampa”

 

RIVOLTA AL CARCERE DI SAN VITTORE - DETENUTI SUL TETTO

Da qualche settimana - non da qualche ora - Radio Radicale informava sui ribollenti animi dei carcerati, costretti in spazi al di sotto dei minimi di legge, da uno Stato fuorilegge, ed esasperati da benefici ridotti, fino alla limitazione degli incontri coi parenti imposta dall' epidemia. Ecco, quando si dice che Radio Radicale la ascoltano quattro gatti: quanto sarebbe meglio se la si ascoltasse di più.

 

mattia feltri premio e' giornalismo 2018 8

Non so quale sarà la reazione del governo, se contenuta e saggia o, come suggerisce Salvini, il «pugno di ferro». Penso all' Iran che nell' emergenza di questi giorni di carcerati ne ha liberati settantamila. L' Iran, non Favolandia. E penso che quando si ribellano gli ultimi, poi si ribellano i penultimi. Viviamo giorni di paralisi. Stiamo lì a guardare quattro ragazzetti della movida, ma le città sono ubbidienti e vuote e, ogni volta che entro in un negozio, chiedo e in risposta ho lacrime. Il nostro futuro lo misuriamo nel tracollo delle borse e del prezzo del petrolio, nella risalita dello spread.

CARRI ARMATI A PALERMO PER SEDARE LA RIVOLTA AL CARCERE

 

Presto le piazze saranno le trincee dei penultimi presi per fame. Non dobbiamo aspettarci niente dall' Europa, non perché l' Europa sia malvagia ma perché domani Francia e Germania saranno nelle nostre condizioni di oggi: lì l' andamento del contagio ha la stessa progressione dell' Italia, e siccome ci considerano dei simpatici pasticcioni nemmeno ne traggono insegnamento.

 

il carcere di san vittore in fiamme

Bisogna sapere che non si mette in pericolo l' economia pur di combattere il virus, ma si combatte il virus per contenere il pericolo. Poi ci vorranno solidarietà e clemenza, a cominciare da subito coi carcerati.

 

2 - L'INCUBO DEL MORBO RENDE INVIVIBILI LE CARCERI

Filippo Facci per “Libero quotidiano”

 

Tocca dire che per le carceri italiane servirebbe una bella amnistia (anzi, brutta) e questo non per darla vinta a chi ieri ha fatto le rivolte: anzi, quei soggetti andrebbero esclusi d' ufficio; la ragione è che consentirebbe di risolvere un problema sanitario che grava anche su chi in carcere non è. Ergo, se è vero che dei carcerati non importa mediamente a nessuno (radicali esclusi) magari è la volta che risolviamo un problema ai carcerati con la scusa di risolverlo anche a noi, perché la faccenda ci riguarda.

 

alfonso bonafede francesco basentini 1

Da noi le rivolte carcerarie scoppiano in quando è possibile farle, un pretesto vale l' altro: ma ieri non è stato solo un pretesto, e non valeva l' altro; se i detenuti li schiacci nel noto sovraffollamento e soprattutto gli levi i o centèllini o colloqui parentali - che è tutto quello che hanno, l' unico contatto pratico e affettivo col mondo là fuori - questa cosa si chiama irresponsabilità e pure pesante, come naturalmente ne ha dimostrata il Guardasigilli Alfonso Bonafede nell' ennesima e disgraziata malagestione di una faccenda da grandi, da adulti. Ci sono stati dei morti. Fughe di massa a Foggia, incendi a San vittore, l' esercito a Palermo: dov' è Bonafede?

detenuti sul tetto a san vittore

 

CATTIVA IDEA

Mentre l' emergenza trasforma ogni nostro appartamento in una cella (e già ci stiamo stretti) le nostre 189 carceri hanno 10mila detenuti sopra i posti disponibili (61.230 a fronte di una capienza di 50.931, dato del 29 febbraio) e forse eliminargli anche i pochi rapporti coi parenti - i pochi che si ricordano della loro esistenza - non è stata una buona idea. Non è una giustificazione del loro comportamento di ieri, ma è sicuramente un' attenuante per alcuni di essi (solo alcuni).

 

FILIPPO FACCI

Nelle carceri italiane a nessuno è stato fatto il tampone, ma se dovessero contrarre il virus, e avere febbre alta e disturbi respiratori, a quel punto avranno già infettato i loro compagni. Altro che mantenere le distanze: in carcere è proibito fare ciò che fuori raccomandano di fare. Altro che adeguarsi all' emergenza: in carcere, trattandosi degli ultimi, anche nella rinomata Lombardia, c' era ancora da agognare una banale normalità: da sei o sette mesi sono scaduti i contratti di molti medici e non sono ancora state fatte delle proposte per rinnovarli: quindi, già prima del virus, c' erano medici senza contratto e altri che semplicemente hanno smesso di lavorare.

gli effetti della rivolta al carcere di sant'anna a modena 6

 

Ora, in generale, le regole dell' amministrazione penitenziaria per il coronavirus si sono rivelate come quelle riservate a ogni altro comparto: un casino, un susseguirsi frenetico di decreti, raccomandazioni del capo del dipartimento e direttive difficili da armonizzare. A Milano, per esempio, hanno dapprima lasciato la possibilità di colloqui visivi ai detenuti mentre in Emilia Romagna erano già stati sospesi.

milano, rivolta dei detenuti al carcere di san vittore 8

 

Poi il decreto governativo del 2 marzo ha stabilito che i parenti non possono entrare nelle carceri e potevano colloquiare solo per telefono, ma - come ricostruito dall' informatissimo sito «Giustiziami», con un articolo di Manuela D' Alessandro - la regola non è valsa in un carcere di massima sicurezza come Opera.

 

la solitudine di alfonso bonafede

LO SCENARIO

Così lo scenario è stato demenziale: a Opera il cortile era pieno di gente che telefonava, gli avvocati potevano entrare con la mascherina ma gli operatori no (e gli operatori per molti detenuti sono quasi dei parenti) e i familiari neanche. All' ingresso di Opera, Bollate e San Vittore viene controllata la temperatura e sono sospesi gli ingressi dei volontari.

Intanto la polizia penitenziaria (che è disarmata, per chi non lo sapesse) naturalmente è poca.

 

milano, rivolta dei detenuti al carcere di san vittore 9

Insomma, la confusione è tale che molti detenuti sono spaventati (e poco informati) ma per i più deboli o irragionevoli il ribellarsi è stata una tentazione, e infatti guardate che cos' è successo: e tutti a invocare l' esercito. Ma al virus non gli puoi sparare. E difficilmente puoi impedirgli di evadere. Se dovesse davvero entrare negli istituti di pena, sarebbe una tragedia per tutti.L' unica speranza sarebbero le zone di isolamento, che da classica punizione diverrebbero un privilegio per i più fortunati.

DETENUTI SUL TETTO A SAN VITTOREemergenza coronavirus proteste carcere poggiorealegli effetti della rivolta al carcere di sant'anna a modena 2milano, rivolta dei detenuti al carcere di san vittore 11milano, rivolta dei detenuti al carcere di san vittore 12milano, rivolta dei detenuti al carcere di san vittore 10gli effetti della rivolta al carcere di sant'anna a modena 1gli effetti della rivolta al carcere di sant'anna a modena 12gli effetti della rivolta al carcere di sant'anna a modena 7gli effetti della rivolta al carcere di sant'anna a modena 11gli effetti della rivolta al carcere di sant'anna a modena 3emergenza coronavirus i parenti dei carcerati del sant'anna a mpdenagli effetti della rivolta al carcere di sant'anna a modena 4gli effetti della rivolta al carcere di sant'anna a modena 5emergenza coronavirus i parenti dei carcerati del sant'anna a mpdenaemergenza coronavirus proteste carcere poggioreale

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