gerald darmanin -9

IL PASSATO TI TRAPASSA - RICICCIANO LE ACCUSE DI STUPRO CONTRO GÉRALD DARMANIN, IL 37ENNE CHE MACRON HA NOMINATO MINISTRO DELL’INTERNO: L'UOMO È ACCUSATO DI VIOLENZA SESSUALE DA UNA DONNA CHE LO HA DENUNCIATO NEL 2018 PER FATTI ACCADUTI NEL 2009 E, NONOSTANTE UN PRIMO PROSCIOGLIMENTO, LE FEMMINISTE SI SONO SCATENATE – MA NON È L’UNICA SCELTA CHE HA FATTO DISCUTERE…

Stefano Montefiori per il "Corriere della Sera"

 

gerald darmanin 8

«Uno stupratore all'Interno, un complice alla Giustizia», urlano una ventina di femministe che manifestano davanti al ministero e all'Eliseo a pochi metri. Il nuovo governo francese guidato dal premier Jean Castex si è riunito per il primo consiglio dei ministri dell'ultima fase della presidenza Macron, quella che dovrebbe condurlo alla rielezione nel 2022. Ma le critiche sono arrivate prima ancora di cominciare.

gerald darmanin 4

 

Il nuovo ministro dell'Interno è Gérald Darmanin, 37 anni, il più giovane a ricoprire una carica così importante. Nel governo precedente Darmanin era ministro dei Conti pubblici, Macron ha voluto premiarlo per la dedizione e la grande capacità di lavoro; ma Darmanin è accusato di violenza sessuale da una donna che lo ha denunciato nel 2018 e, nonostante un primo proscioglimento, il 9 giugno scorso la Corte di appello di Parigi ha ordinato la ripresa delle indagini sul suo conto.

 

gerald darmanin 9

I fatti risalgono al 2009, quando Darmanin si occupava degli affari giuridici del partito Ump allora al potere sotto la presidenza Sarkozy. Una donna, Sophie Patterson-Spatz, si è rivolta a lui nella speranza di fare annullare la condanna ricevuta anni prima per ricatti e telefonate moleste all'ex compagno. Secondo la denuncia, Darmanin avrebbe promesso di aiutarla in cambio di favori sessuali. E dopo una serata al celebre club libertino Les Chandelles di Parigi il futuro ministro l'avrebbe violentata in una camera d'albergo.

 

gerald darmanin 5

Darmanin si è sempre proclamato innocente. Nella vicenda di Parigi, e anche nell'altro caso che lo riguarda a Tourcoing, la città del Nord della quale è tornato sindaco vincendo le municipali del 28 giugno. Qui una donna lo ha accusato di averla indotta ad avere relazioni sessuali in cambio di un aiuto a ottenere casa e lavoro nel 2015. Questo procedimento è stato archiviato senza alcun addebito nel 2018. «Le indagini a carico di Darmanin non sono un ostacolo», rispondono fonti dell'Eliseo che sottolineano l'importanza di rispettare la presunzione di innocenza, oltretutto dopo un'assoluzione in primo grado.

 

Caroline De Haas

Ma per le militanti femministe è uno scandalo. «È allucinante - dice Caroline De Haas del collettivo «Nous Toutes -. La nomina di Darmanin è la più clamorosa marcia indietro sulla lotta alle violenze sessuali che, ricordiamolo, era stata definita dallo stesso Macron come "la Grande Causa" del suo mandato». Darmanin all'Interno non è la sola scelta a suscitare proteste.

 

Il «complice alla Giustizia» sarebbe l'avvocato Eric Dupond-Moretti, il più famoso principe del foro francese, protagonista di trasmissioni televisive e spettacoli teatrali e adesso nuovo ministro della Giustizia. Nei mesi scorsi Dupond-Moretti si è segnalato per i giudizi durissimi contro la magistratura, e per le frasi sprezzanti nei confronti del movimento MeToo.

Eric Dupond Moretti

 

Quando la ex segretaria di Stato per la parità uomo-donna Marléne Schiappa ha ottenuto l'approvazione della legge contro gli insulti sessisti, nel 2018, Dupond-Moretti commentò che «certe donne non sopportano di non essere più fischiate per strada». Al Consiglio dei ministri Dupond-Moretti si siede allo stesso tavolo di Schiappa, trasferita dalla «parità uomo-donna» alla «cittadinanza», alle dipendenze del ministro dell'Interno, Gérald Darmanin.

marlene schiappa 3gerald darmanin 6marlene schiappa 1gerald darmanin 3gerald darmanin 1gerald darmanin 7darmaninGerald DarmaninGerald Darmanin 1Gerald Darmanin bruno lemairegerald darmanin 2

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA A LOVAGLIO PRIMA DELLA SCADENZA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - QUALE SARÀ IL DESTINO DEI NOSTRI EROI? CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI ASSICURAZIONI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E CALTAGIRONE AH, SAPERLO… - PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…