wet market mercati bagnati cina tradizional

PEGGIO DEL VIRUS SOLO LA PROPAGANDA DELLA CINA PER ALLONTANARE DA SÉ OGNI OMBRA: “IL COVID NON È PARTITO DA WUHAN, MA DAI SURGELATI” - IL “QUOTIDIANO DEL POPOLO” VUOLE ACCREDITARE L’IPOTESI PIU' CONVENIENTE PER PECHINO: I PRIMI CONTAGIATI LAVORAVANO COI PRODOTTI IMPORTATI DA UNA VENTINA DI PAESI - PERCHE' I CINESI HANNO IMPEDITO AGLI OSSERVATORI INTERNAZIONALI DI ISPEZIONARE IL LABORATORIO CHE IL FAMIGERATO “WET MARKET” DI WUHAN?

wet market in cina11

Guido Santevecchi per www.corriere.it

 

La circolazione del Covid-19 è stata contenuta in Cina, dove ormai da mesi si registrano non più di 10-20 casi di contagio al giorno, quasi tutti in arrivo dall’estero. Vinta la battaglia sanitaria contro l’epidemia, la stampa di Pechino, ispirata dalle dichiarazioni di scienziati locali e dalle veline del Partito-Stato, sta cercando di imporre una versione secondo la quale il coronavirus non è partito da pipistrelli tenuti in gabbia nel famigerato mercato alimentare di Wuhan, dove i primi casi di polmonite «anomala» furono scoperti esattamente un anno fa.

 

wet market in cina 8

Il Quotidiano del Popolo ha appena sostenuto che «ogni prova disponibile» induce a sospettare che il coronavirus sia solo emerso e non partito da Wuhan. Sarebbe arrivato con le derrate alimentari surgelate importate dall’estero. Secondo l’ultima ipotesi degli esperti cinesi, il salto dal coronavirus da un animale all’uomo e poi la trasmissione tra persone si sarebbe verificata nel «subcontinente indiano». In base a questa idea il mercato di Wuhan sarebbe stato solo un «amplificatore» del contagio arrivato da fuori. Dice Wu Zunyou, dirigente del Centro per il controllo delle malattie infettive di Pechino: «I primi contagiati di Wuhan lavoravano nell’area del pesce surgelato del mercato Huanan».

 

wet market in cina 9

La catena del freddo usata per importare i prodotti ittici è entrata nella narrazione cinese a metà giugno, quando a Pechino scoppiò un focolaio di infezione nel gigantesco mercato Xinfadi: tracce del Sars-Cov-2 che causa il Covid-19 furono trovate allora sui banchi dove si tagliavano i salmoni provenienti dal Nord Europa. 4. Le autorità però furono pronte a sfruttare l’appiglio per lanciare una campagna di controllo delle importazioni alimentari, arrivando anche a fare il tampone ad alcuni salmoni.

wet market in cina 4

 

I salmoni risultarono «sani» e a quel punto le indagini si spostarono sugli imballaggi. Di volta in volta sono finiti sul banco degli accusati i contenitori usati per la catena del freddo della carne di maiale tedesca, delle ali di pollo brasiliane, del manzo argentino, dei filetti di pesce indiani, del salmone scandinavo e canadese, dei gamberi sudamericani. Prodotti spediti da una ventina di Paesi nel cui imballaggio è stata ufficialmente isolata qualche traccia virale. Su plastica e cartone degli imballaggi sono state trovate tracce di coronavirus.

wet market in cina 5

 

Da allora gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità non hanno ancora potuto visitare il famoso e famigerato mercato alimentare di Wuhan. A luglio da Ginevra partirono un paio di studiosi dell’Oms, per preparare la missione, ma passarono due delle tre settimane di permanenza in Cina chiusi in un albergo di Pechino per la quarantena. Ora si torna a parlare di un’ispezione nel mercato, chiuso dal primo gennaio e ampiamente disinfettato: è chiaro che un’ispezione fatta ora non potrebbe dare alcuna risposta scientifica sulle origini dell’epidemia. Quanto all’insistenza cinese sulla catena del freddo che avrebbe portato il coronavirus a Wuhan, Mike Ryan dell’Oms la definisce «altamente speculativa e ipotetica».

wet market in cina 13wet market in cina 01mercato tradizionale cinesewet market in cina 2wet market in cina 14wet market in cina 1wet market in cina 3wet market in cina 6wet market in cinawet market in cina 12

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…