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PIEMONTE STUPEFACENTE - ORDINAVANO PIZZE E BIRRA MA ARRIVAVA LA COCAINA: SEI ARRESTI - I CARABINIERI SMANTELLANO UNA BANDA DI TRAFFICANTI ALBANESI TRA CIRIÈ E LE VALLI DI LANZO: LA PIAZZA DELL’HINTERLAND TORINESE ERA IN MANO LORO - L'ORGANIZZAZIONE ERA CAPACE DI GUADAGNARE ANCHE 50-60 MILA EURO AL MESE…

GIANNI GIACOMINO per lastampa.it

 

 

COCAINA

Nella notte appena trascorsa i carabinieri della Compagnia di Venaria hanno effettuato una vasta operazione contro la criminalità albanese nel Ciriacese e nelle Valli di Lanzo. In manette sono finite sei persone, tutte dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina soprattutto. Sono residenti a Ciriè, Lanzo, Nole e Mathi. Uno di loro è stato raggiunto dalle pattuglie nel bergamasco mentre tentava di fuggire in Germania.

 

Le indagini, cooordinate dai carabinieri della tenenza di Ciriè, comandati dal tenente Andrea Zendron, sono partite proprio dallo spaccio della coca a Ciriè, una piazza ambita dove gli albanesi avevano il controllo totale. E dove, nei mesi scorsi, si erano verificati degli atti intimidatori legati al mondo dello spaccio. Come dei colpi di fucile a pallettoni contro delle macchine in sosta.

 

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Gli investigatori sono riusciti a capire che la droga veniva custodita in una casa di Ciriè da dove si ramificava poi lo spaccio in città e negli altri paesi vicini. Gli inquirenti – sotto la direzione del pm Livia Locci, della DDA di Torino – hanno appurato che l'organizzazione era capace di guadagnare anche 50-60 mila euro al mese. Tutti, tra i 20 e i 41 anni, dovranno rispondere di «associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio ed estorsione».

 

 

 

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La gang interloquiva con gli acquirenti mediante un linguaggio criptico in cui veniva simulata la vendita di pizze e birre, utilizzando come base logistica un ristorante vicino alla stazione di Ciriè e gestito da uno dei sodali. Le consegne delle dosi richieste, ricevute via telefono o tramite le più note piattaforme di comunicazione online, venivano effettuate direttamente presso il domicilio dei “clienti”, come una normale ordinazione di alimenti.

 

La banda, ai fini di eludere i controlli dei carabinieri, non teneva mai lo stupefacente nella propria disponibilità, ma lo interrava in impervie zone boschive, prelevandone di volta in volta la sola quantità richiesta. Non erano rare neppure violente ritorsioni messe in atto nei confronti degli acquirenti per il recupero di somme di denaro da loro non prontamente corrisposte. Nelle settimane scorse, durante le indagini gli investigatori della Compagnia di Venaria, comandati dal capitano Giacomo Moschella, avevano già arrestato 4 pusher, sequestrato molte dosi per complessivi 50 grammi di cocaina e recuperato la somma di 24 mila euro in contanti, provento della fiorente attività delittuosa. Nel corso perquisizioni di oggi sono stati sequestrati ulteriori 14 mila euro.

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