pino insegno - meme by edoardo baraldi

PER PINO INSEGNO LO SHARE VA GIÙ, MA GLI AFFARI VANNO SU – SE GLI ASCOLTI NON HANNO PREMIATO L’AMICO DI GIORGIA MELONI, L’ERA DELLA DUCETTA HA FATTO BENE ALLE TASCHE DEL CONDUTTORE: LA SUA SOCIETÀ DI COMUNICAZIONE E PRODUZIONE “DREAM ON”, CHE NEGLI ULTIMI TEMPI HA LAVORATO CON LA RAI, HA VISTO SCHIZZARE IL FATTURATO DA 93MILA A 469MILA EURO – NEL 2021 INSEGNO HA DOVUTO DIRE ADDIO A UN VILLINO A ROMA DOPO UN LUNGO BRACCIO DI FERRO COL FISCO: PER UN DEBITO DI OLTRE 500MILA EURO SI È VISTO IPOTECARE L’IMMOBILE NELLA CAPITALE E LA SUA QUOTA DI PROPRIETA' SU UNA CASA A TARQUINIA, IN PROVINCIA DI VITERBO…

Estratto dell’articolo di Fosca Bincher per www.open.online.it

 

PINO INSEGNO

Con i primi di novembre è finito il contratto in Rai di Pino Insegno, che conduceva Reazione a catena anche nella versione autunnale dopo quella estiva. I risultati sono stati sotto l’attesa e il passaggio di consegne con L’Eredità di Marco Liorni pur essendo stato molto discusso è riuscito però a rialzare gli ascolti del preserale di Rai Uno, battendo in qualche occasione Gerry Scotti su Canale 5.

 

Insegno, che aveva sulle spalle già il flop 2023 del Mercante in Fiera, si è comunque fatto i complimenti da solo per il buon lavoro che ritiene di avere fatto, e si aspetta di essere confermato alla guida di Reazione a catena anche nel 2025. Secondo Insegno la pioggia di critiche di cui è diventato bersaglio nell’ultimo anno avrebbe solo una ragione politica: «L’unico fatto che mi può essere contestato è l’aver pubblicamente appoggiato Giorgia Meloni, una persona che stimo molto. Non ho fatto nulla di male, la mia unica colpa è quella di essere amico della Meloni».

 

pino insegno giorgia meloni

L’era Meloni fa bene agli affari dell’Insegno produttore con il socio Diego Righini

Se in Rai l’esperienza non è stata esaltante, l’era Meloni però ha fatto bene all’Insegno imprenditore. Nelle sue mani, infatti, c’è una società di comunicazione e produzione televisiva e cinematografica che si chiama Dream on: è una srl semplificata di cui ha il 50% del capitale, quota analoga a quella dell’amico Diego Righini, che è amministratore unico della società.

pino insegno reazione a catena

 

[…] il primo anno di vita nell’era Meloni il fatturato è schizzato da 93.802 a 469.263 euro ed è arrivato un piccolo utile di 11.840 euro accantonato a riserva straordinaria. Negli ultimi anni la Dream on ha lavorato anche con la Rai, per cui ha prodotto nel 2021 “Andiamo a 110”, una serie documentaria su come utilizzare il superbonus 110% condotta da Carolina Rey che certo non rientrerà nella lista dei programmi del cuore del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

PINO INSEGNO E GIORGIA MELONI COME ARAGORN E ARWEN DEL SIGNORE DEGLI ANELLI - MEME BY DAGOSPIA

 

Insegno risulta azionista al 30% anche della Mgi advisor di Giulia Marronaro, una società di brokeraggio assicurativo che però non ha depositato dati di bilancio aggiornati (nel 2022 sembrava quasi inattiva, con zero ricavi). Nella scheda del comico e conduttore traspare invece un lungo braccio di ferro con il fisco e pure con una società di recupero crediti rilevati da Mps. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione di Roma il 28 ottobre 2019 aveva infatti iscritto ipoteca sul villino di cui Insegno è proprietario nella capitale per un debito che l’attore aveva nei confronti del fisco di 500.678,02 euro.

giorgia meloni pino insegno voice anatomy

 

L’ipoteca è stata allargata dall’Agenzia delle Entrate anche sulla quota (1/6) di proprietà che Insegno ha di una abitazione a Tarquinia, in provincia di Viterbo. Il 2 marzo del 2021 l’ufficiale giudiziario della Corte di appello di Roma ha poi proceduto al pignoramento del villino romano di Insegno a favore di Siena Npl 2018 srl che aveva acquistato nel 2017 una bella fetta dei crediti di difficile incasso del Monte dei Paschi di Siena.[…] . Sulla carta però è possibile che il debito sia stato saldato e la fine delle azioni esecutive non sia ancora stata formalmente registrata.

PINO INSEGNO REAZIONE A CATENA 2pino insegno reazione a catenaPINO INSEGNO - FLOPPENHEIMER - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIApino insegno giorgia melonipino insegno - REAZIONE A CATENApino insegnoPINO INSEGNO REAZIONE A CATENA

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…