giorgia meloni joe biden pizza onu

POSTA! CARO DAGO, LA MELONI NON È ANDATA ALLA CENA CON BIDEN? FORSE NON VOLEVA INCONTRARE HUNTER – MATTARELLA HA RICEVUTO GENTILONI AL QUIRINALE. CHISSÀ CHE LOTTA PER RESTARE SVEGLI! – METTIAMOCI D’ACCORDO: A BIRMINGHAM VIENE INAUGURATO UN MONUMENTO CON UNA DONNA MUSULMANA VELATA CHIAMATO “LA FORZA DELL’HIJAB”, MENTRE IN FRANCIA LE BAMBINE MUSULMANE NON SONO AMMESSE A SCUOLE SE INDOSSANO UN ABITO ISLAMICO…

Riceviamo e pubblichiamo:

 

zelensky al senato americano

Lettera 1

Caro Dago, Ucraina, Zelensky a Biden: "Nuove armi sono ciò di cui abbiamo bisogno". Visti i risultati finora ottenuti, forse hanno bisogno anche di qualcuno capace di condurre operazioni militari.

Nereo Villa

 

Lettera 2

Caro Dago, un decreto del ministro dell'Interno prevede che il richiedente asilo potrà versare quasi 5mila euro se non vuole essere trattenuto in un Centro di accoglienza fino all'esito dell'esame del suo ricorso contro il rigetto della domanda. Vai con le rapine!

Max A.

 

roberto vannacci con il salutatore foto di bacco

Lettera 3

Ciao Dago,

Vannacci, Alemanno, Salvini... tutti pronti a criticare -da destra- la pora sora Meloni per la sua presunta adesione alle logiche ciniche e bare del potere sovranazionale. Sembrano veri duri, gente tosta che non se la fa raccontare dai giornaloni asserviti ma, in fondo, fanno quasi tenerezza con questa ipotesi di contestare la UE, discutere con la Nato, litigare con la Bce, sanzionare le banche e rivendicare la nobiltà dei prodotti agricoli italiani; tutto con un debito pubblico imponente, una produttività del lavoro in declino da 50 anni e una curva demografica che preoccupa perfino il buon Musk. Si tratta di un'Italia immaginaria, chiusa in sé stessa, trasferita nelle case di cura affollate di vecchietti pieni di acciacchi. Niente pensiero debole, semmai solo fragile. Buon pannolone a tutti...

roberto vannacci foto di bacco

Rob

 

Lettera 4

Caro Dago,

Se ammazzi una ragazza, la fai a pezzi e la metti nel freezer prima di  buttarla in un burrone, poi dici (dopo un anno e mezzo!) che sei pentito i giudici si inteneriscono e decidono che puoi riabilitarti.

Se spari ad un ladro che ti e' entrato in casa e ti ha spaventato sei un vero cattivone e ti viene negata la grazia.

Ma i giudici si guardano allo specchio alla mattina?

Giovanna Maldasia

 

Lettera 5

Caro Dago,

insomma mettiamoci d’accordo. In Iran il governo cattivo obbliga le donne a indossare il velo, ma a Birmingham viene inaugurato un monumento con una donna musulmana velata chiamato “La forza dell’Hijab”, mentre in Francia le bambine musulmane non sono ammesse a scuole se indossano un abito islamico. Allora chi sono i buoni, gli iraniani, gli inglesi o i francesi?

L. A. Voisin

 

elly schlein

Lettera 6

Caro Dago, Schlein: "La settimana lavorativa di 4 giorni aumenta la produttività". Sai che scoperta. Se uno lavorasse un solo giorno a settimana, raggiungerebbe valori stellari, perché dopo sei giorni di riposo sarebbe efficientissimo.

Cocit

 

Lettera 7

Carissima redazione, carissimo Roberto D'Agostino,

sono un vostro assiduo lettore da decadi ne ho sempre apprezzato gli innumerevoli dettagli ne ho amato le vostre sfumature e credo sia la migliore rassegna stampa attualmente disponibile ed è la prima che ogni mattina alle 6:30 comincio a leggere. e non sono il solo anzi.

Sono mesi ormai che ogni giorno vengono dedicati sette a volte otto minimo cinque articoli a Giorgia Meloni; ora posto che possa anche essere contrario a questo governo come favorevole: a Robbè ci siamo rotti i coglioni, ma non c'è altro? Così siete voi a farla diventare la nuova Thatcher. Spero cogliate l'intento ironico e collaborativo, con tutta la mia stima.

grazie,  Sandro

 

OSCAR FARINETTI - FICO

Lettera 8

Prosegue la tradizione dei grandi manager nati in Piemonte.

Dopo i recenti trionfi imprenditoriali di Santanchè, ora sugli altari l’altrettanto grande Farinetti, che riesce a chiudere “Fico” con un’annata finanziariamente disastrosa.

Giuseppe Tubi

 

Lettera 9

Caro Dago

la Meloni non è andata alla cena con Biden? Forse non voleva incontrare Hunter.

Saluti, Usbergo

 

giorgia meloni e joe biden - g20 new delhi

Lettera 10

Caro Dago, nel tuo "disgraziato" sito di oggi leggo che ben 600 persone per lo più extracomunitari percepivano il reddito grillino senza averne diritto. Si spiega così il fatto che nonostante l'attivismo di Conte per alimentare disordini ci sono stati solo casi isolati in quel di Napoli (sarebbe stato interessante capire chi erano) mentre l'opinione pubblica non si è dimostrata particolarmente contraria all'abolizione del RDC proprio per le eccessive truffe che tolgono risorse ai più bisognosi.

Se aggiungiamo il buco ancora non quantificabile del superbonus, anche oggetto di truffe milionarie,  Conte ha fatto felice solo i truffatori e malavitosi che magari lo avranno pure votato!

FB

joe biden giorgia meloni

 

Lettera 11

Dago,

Tra i tanti discorsi inutili dei nostri parlamentari, mai una parola sul cambio di casacca. Troppi, impunemente, passano da un partito o movimento all'altro. Se vuoi cambiare dimettiti e lascia il posto ad altri, nel mondo normale e' cosi, solo il parlamento, che dovrebbe essere lo specchio dell'italia, non e' cosi.

MP

 

Lettera 12

Caro Dago,

migranti soluzione europea. In Spagna usano le armi, in Francia li respingono indietro, in Austria non li fanno passare, in Germania non li prendono, in Polonia e Ungheria non li vogliono, in Italia “è colpa della Meloni”.

Saluti, Usbergo

 

MATTARELLA GENTILONI

Lettera 13

Dago,

Arrivano i primi ripensamenti verso la (folle) transizione ecologica. L'inquinamento e' il prodotto di 8 miliardi di esseri che chiedono sempre di piu'. E portare sviluppo dove manca, investendo le risorse della transizione, non servirebbe ad emancipare la parte di mondo ancora indietro?

MP

 

Lettera 14

Caro Dago, Mattarella ha ricevuto Gentiloni al Quirinale. Chissà che lotta per restare svegli!

John Doe Junior

 

Lettera 15

gentiloni mattarella

Caro Dago, ricordiamoci del giochino della Settimama Enigmistica: aguzzate la vista, notate la differenza tra i politici di "professione" e i giornalisti che rimbalzano da un salotto TV all'altro? Nessuna. Infatti entrambi sono politici: solo che i primi hanno l'onestà di dichiararsi tali, mentre i secondi si nascondono dietro la tessera professionale e si appellano alla libertà di stampa ogni volta che un politico gli risponde per le rime.

 

Nessuno pretende che, nell'era degli schieramenti e delle tifoserie mediatiche contrapposte che hanno mandato in soffitta gli scontri tra i partiti, gli iscritti ad un albo professionale debbano essere imparziali ma quanto meno provare ad apparire tali.

Antonio Pochesci

 

gianni vattimo

Lettera 16

Caro Dago: il salario minimo dovrebbe essere variabile e valere perlomeno come 5,5 litri di benzina, visto che l'inflazione dipende in buona parte dal prezzo del petrolio.

Valter Coazze

 

Lettera 17

Dago Lux,

Con la scomparsa di Gianni Vattimo l'antisemitismo perde uno dei suoi più tenaci alfieri. Passerà alla Historia come l'ultimo feroce idiota estimatore dei "????????? ???????? ????????, Protokoly sionskich mudrecov" (I protocolli dei savi di Sion).

Giancarlo Lehner

 

Lettera 18

Gianni vattimo Umberto eco

Caro Dago, dopo una lunga "aspettativa" Cofferati si è nuovamente iscritto al PD.

Del resto il personaggio è sempre stato in aspettativa, da buon sindacalista non ha mai lavorato restando sempre in "aspettativa"...

FB

gianni vattimo

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…