vaccini over 60

PREGO, FAVORIRE IL BRACCIO – LA TERZA DOSE È ORMAI UNA CERTEZZA: NON C’È ANCORA UN PIANO, MA SICURAMENTE SI PARTIRÀ A OTTOBRE CON “FRAGILI” E IMMUNODEPRESSI. ALL’INIZIO DEL 2022, TOCCHERÀ AGLI OPERATORI SANITARI E AGLI ANZIANI OVER 80, ANCHE LORO CON UNA “MEMORIA IMMUNITARIA” UN PO’ DATATA – AL MOMENTO L’UNICO DATO CERTO È CHE LA TERZA DOSE SARÀ PER TUTTI CON UN VACCINO A MRNA, A PRESCINDERE DAL TIPO DI SIERO USATO PER IL PRIMO CICLO DI IMMUNIZZAZIONE…

Niccolò Carratelli per “La Stampa”

 

centro vaccini

La terza dose del vaccino anti-Covid è già fra noi. C’è chi la sta somministrando da settimane, come gli israeliani e gli ungheresi. Molti Paesi europei si stanno organizzando per partire a breve, nonostante l’Ema (Agenzia europea dei medicinali) non sia ancora espressa ufficialmente su modalità e tempi ottimali dell’ulteriore richiamo.

 

Mentre l’ultimo rapporto tecnico del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), pubblicato ieri, prende in considerazione l’uso di dosi aggiuntive per gli immunodepressi e ritiene, invece, «non urgente la somministrazione di dosi di richiamo a individui completamente vaccinati nella popolazione generale».

 

Vaccini

In Italia, con oltre il 70% della popolazione immunizzata e l’obiettivo dell’80% a fine mese a portata di mano, si dà ormai per scontata la programmazione della cosiddetta dose «booster» per le categorie più vulnerabili. «Prenderemo una decisione in tempi brevi – assicura il ministro della Salute Roberto Speranza –. Ci affidiamo agli scienziati, che devono dirci quando, come e a partire da chi». Ma, forse, è meglio chiarire prima il perché.

 

VACCINAZIONE CORONAVIRUS

Protezione in calo

La cosiddetta «memoria immunitaria» cala inevitabilmente con il passare del tempo. Dopo 6-7 mesi si indebolisce, secondo gli ultimi studi condotti in Israele, dove hanno già somministrato la terza dose a oltre 2 milioni di persone, aprendola da pochi giorni a tutti i cittadini sopra i 12 anni. I dati israeliani, relativi al vaccino Pfizer, il più usato da loro come da noi, mostrano una progressiva riduzione della protezione dall’infezione (non dalla malattia grave), che passa dal 95% dei primi tre mesi al 64% riscontrato sette mesi dopo la seconda dose.

 

VACCINI MEDICI FAMIGLIA

Una perdita di efficacia registrata anche da un recente studio britannico e connessa senza dubbio all’esplosione della variante Delta, molto più contagiosa delle precedenti. A sentire Sharon Alroy-Preis, capo della sanità pubblica israeliana, «la terza dose riporta al livello di protezione raggiunto con la seconda, quando era “fresca”». In Israele sono partiti a luglio e, per ricevere la terza dose, devono essere passati almeno 5 mesi dalla seconda. Lo stesso arco temporale su cui potrebbero orientarsi gli Stati Uniti, dove il dibattito tra gli scienziati è ancora aperto: si era ipotizzato di farla a 8 mesi, ma è probabile che si decida di anticipare.

 

Dopo 6-9 mesi

vaccini ai medici

In Italia un piano definito ancora non c’è, ma si dovrebbe partire a ottobre, solo per alcune categorie «fragili». Sono in tanti a ritenere necessaria una terza dose, dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a Walter Ricciardi, consulente di Speranza, fino a Sergio Abrignani, immunologo e componente del Comitato tecnico-scientifico.

 

Andremo, quindi, a circa 7 mesi dalla seconda dose, visto che le persone interessate sono state vaccinate per lo più all’inizio dell’anno. Siamo in linea con altri Paesi europei, come Francia, Germania e Austria, che prevedono una forchetta tra i 6 e i 9 mesi di distanza dall’ultima iniezione. Tra i Paesi ad aver già avviato la somministrazione della terza dose c’è l’Ungheria, dove devono essere passati solo 4 mesi dalla seconda.

VACCINAZIONE ETEROLOGA

A Budapest (come in Israele e, dal 20 settembre, in Repubblica Ceca) offrono il «booster» a tutti i cittadini, senza limiti legati all’età o alle condizioni di salute. L’orientamento prevalente, però, è cominciare con i soggetti più deboli: immunodepressi, pazienti dializzati o trapiantati, malati oncologici sottoposti a chemioterapia negli ultimi mesi, anziani con patologie.

vaccini personale sanitario

 

Il dibattito tra scienziati

«Queste persone, vaccinate a gennaio e febbraio, stanno esaurendo la loro protezione, sono nuovamente vulnerabili e vanno riprotette», spiega Walter Ricciardi. Ma sull’utilità di una terza dose non tutti sono d’accordo: «Se uno fa due dosi di vaccino e non risponde a livello immunitario – spiega l’infettivologo Massimo Galli - non è detto che risponda alla terza. Se risponde poco, non si sa quanto sarà efficace la terza».

 

VACCINAZIONE ANZIANI5

In ogni caso, dopo i «fragili», probabilmente all’inizio del 2022, toccherà agli operatori sanitari e agli anziani over 80, anche loro con una «memoria immunitaria» un po’ datata. L’unica certezza è che la terza dose sarà per tutti con un vaccino a mRNA, a prescindere dal tipo di siero usato per il primo ciclo di immunizzazione. Per noi significa andare avanti essenzialmente con Pfizer, visto che a Bruxelles si è deciso di abbandonare i vaccini a vettore virale.

 

VACCINAZIONE ANZIANI4

Dalla struttura commissariale del generale Figliuolo assicurano che «il problema delle scorte non esiste più e avremo dosi sufficienti per completare la campagna in corso e avviare, eventualmente, il piano per la terza dose». Ma prima di muoversi servono «indicazioni precise dal Cts e dal governo: chi sono e quanti sono i destinatari? Se parliamo di circa mezzo milione di persone, si fanno in pochi giorni».

VACCINAZIONE ANZIANI3VACCINAZIONE ANZIANI1vaccino astrazeneca

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