cinesi

I PRIMI SEGNI DEL BENESSERE: SI È FERMATA LA CRESCITA DEMOGRAFICA CINESE (E MENO MALE) - PER LA PRIMA VOLTA DAL 1949 CALA LA POPOLAZIONE DEL DRAGONE, SCENDENDO SOTTO QUOTA 1,4 MILIARDI, MA IL REGIME NASCONDE LA NOTIZIA PER PAURA CHE L'OPINIONE PUBBLICA PERDA FIDUCIA NEL FUTURO - LA "COLPA" È DELLA POLITICA DEL FIGLIO UNICO INTRODOTTA NEL 1979, MENTRE I CINESI TEMONO DI VEDERE TRADITA LA PROMESSA DI XI: DIVENTARE UN PO' RICCHI PRIMA DI DIVENTARE TROPPO VECCHI...

Guido Santevecchi per il "Corriere della Sera"

 

anziani cinesi

«Vogliamo diventare un po' ricchi prima di diventare troppo vecchi!» confidò Xi Jinping una dozzina di anni fa, quando era ancora vicepresidente, al ministro dell'Economia italiano Giulio Tremonti. Quella battuta oggi è diventata la grande paura dei pianificatori cinesi che da settimane stanno studiando i numeri del censimento, completato a dicembre e ancora non pubblicato.

 

Secondo le anticipazioni, contiene numeri allarmanti: per la prima volta dal 1949 la popolazione della Cina è diminuita, scendendo sotto quota 1,4 miliardi che era stata superata nel 2019.

 

anziani cinesi

Da tempo la Repubblica popolare è alle prese con un problema di denatalità, ma il picco nel numero degli abitanti era previsto non prima del 2025: ci sarebbe stata dunque un'accelerazione nella discesa, secondo i segnali che arrivano dall'Ufficio statistico.

 

Le proiezioni avvisano che nel 2025 ci saranno 300 milioni di cinesi ultrasessantenni. L'età della pensione per la stragrande maggioranza dei lavoratori dell'industria è fissata a 60 anni per gli uomini e tra i 50 e i 55 per le donne. La Cina sta scoprendo di essere diventata anziana prima di aver raggiunto la ricchezza promessa da Xi Jinping.

 

Xi Jinping CINA

Il ritardo nella comunicazione delle cifre del censimento si deve alla loro «sensibilità politica», «vanno maneggiate con cura», hanno rivelato fonti della burocrazia cinese al Financial Times.

 

A quanto sembra, il Partito teme che l'opinione pubblica perda fiducia nel futuro, che il calo della popolazione proietti una sensazione di declino, opposta allo slogan di Xi: «L'Oriente è in ascesa, l'Occidente in declino». Da tempo, come prima ricetta, si parla anche di un innalzamento dell'età della pensione, impopolare a tutte le latitudini.

 

xi jinping davos 2021

È chiaro anche al governo che la crisi è stata partorita dalla scellerata politica del figlio unico, introdotta nel 1979: allora il Partito credeva che troppe bocche da sfamare frenassero la crescita.

 

Per trent'anni quella regola disumana fu compensata sul piano della fredda demografia dalla giovane età della popolazione e dall'aumento dell'aspettativa di vita (salita dai 40 anni del 1950 ai 77 di oggi).

 

Ma quando l'espansione ha cominciato a rallentare, a Pechino si sono resi conto che l'economia si regge sui consumi interni e sulla forza lavoro: non fare figli «nel lungo periodo riduce entrambi i fattori», per dirla con il linguaggio dei Piani quinquennali.

 

xi jinping

Per questo, dal 2016 è stato consentito alle coppie sposate di avere un secondo figlio: non in nome dei diritti umani, ma per il superiore interesse dei conti economici. Il problema però non è stato risolto: solo nel 2016 è stato rilevato un incremento nelle nascite che neanche la propaganda ha potuto definire «baby boom».

Dal 2017 il calo è ripreso, diventando crollo nel 2020, quando secondo stime preliminari sono stati registrati 10,4 milioni di neonati, il 15% in meno rispetto al 2019 e il numero più basso dal 1949, anno di fondazione della Repubblica popolare.

 

xi jinping mangia

Circolano da mesi proposte di cancellazione totale della pianificazione familiare, per superare la barriera dei due figli per ogni madre sposata.

 

L'ha invocata anche la Banca centrale del Popolo in un documento che però conclude: servono incentivi alla maternità perché «cambiare la legge è inutile se le famiglie non vogliono fare più figli».

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...