nato alleanza atlantica soldati vladimir putin russia

PUTIN FA PAURA E LA NATO CORRE ALLE ARMI – IL SETTIMANALE TEDESCO “WELT AM SONNTAG” SVELA I PIANI SEGRETI DELL'ALLEANZA ATLANTICA PER RAFFORZARE LE DIFESE MILITARI, SOPRATTUTTO SUL FRONTE RUSSO: 150MILA SOLDATI IN PIÙ ENTRO IL 2030 – C’È IL TIMORE PER LA DIFESA ANTIAEREA, DI FRONTE ALLA MINACCIA DEI MISSILI RUSSI “ISKANDER” NELL’ENCLAVE DI KALININGRAD, A BREVE DISTANZA DALLE PRINCIPALI CAPITALI EUROPEE – FATE SAPERE A CROSETTO E MELONI CHE IL NUOVO SEGRETARIO GENERALE, MARK RUTTE, VUOLE ANDARE OLTRE IL 2% DEL PIL PER LE SPESE MILITARI…

Estratto dell’articolo di Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”

 

mark rutte vladimir putin

Forse qualcuno tra i governi della Nato deve aver tirato un sospiro di sollievo. Il vertice dei Paesi che sostengono l’Ucraina, previsto a Ramstein, in Germania, il prossimo 12 ottobre, è stato rinviato a data da destinare, dopo che il presidente americano Joe Biden ha cancellato il viaggio […] a causa dell’emergenza nazionale imposta dall’uragano Milton.

 

Già, perché nella grande base militare Usa del Palatinato i capi di Stato e di governo atlantici non avrebbero solo parlato insieme a tutti gli altri degli aiuti militari ed economici a Kiev. Ma sarebbero stati confrontati di persona per la prima volta con i nuovi piani dell’Alleanza, che il generale americano Christopher Cavoli e l’ammiraglio francese Pierre Vandier, i due capi militari dell’organizzazione, hanno inviato già dalla primavera scorsa alle capitali atlantiche.

 

soldati nato

Si tratta di documenti riservati, di cui il settimanale tedesco Welt am Sonntag ha rivelato nei giorni scorsi il contenuto, nei quali i due ufficiali fissano le nuove «Minimum Requirements Capabilities», le capacità minime richieste ai 32 Paesi della Nato, di fronte alla crescente minaccia russa e alla necessità di rafforzare il meccanismo difensivo alleato.

 

Lo stesso neosegretario del Patto, l’ex premier olandese Mark Rutte, lo ha detto chiaramente insediandosi il 1° ottobre scorso: «Abbiamo bisogno di forze più numerose e meglio equipaggiate, di un’industria della difesa transatlantica più robusta e di una capacità di produzione maggiore in questo campo» […]

 

OBIETTIVI DELLA NATO

In concreto, la Nato chiede ai Paesi membri di andare ben oltre la soglia minima di 82 brigate «combat ready», pronte a combattere, considerate sufficienti prima della guerra in Ucraina, portandole a 131 entro il 2031. Un aumento, cioè di 49 unità da 5 mila soldati ciascuna, per un totale di almeno 150 mila effettivi in più.

 

Non solo, i capi militari esprimono forte preoccupazione anche per le grosse lacune delle difese antiaerea e antimissile, di fronte alla minaccia permanente dei missili Iskander e antinave russi stazionati nell’enclave di Kaliningrad, cioè a breve distanza dalle principali capitali europee.

 

Così, i documenti indicano come obiettivo entro il 2030 un drammatico aumento delle unità della difesa antiaerea atlantica basata a terra, dalle attuali 293 a 1.467. Si tratterebbe quindi di moltiplicare per cinque i sistemi operativi al momento, che comprendono fra gli altri i Patriot americani, gli Iris-T Slm tedeschi, i Samp/T italofrancesi.

 

[...]

 

mark rutte vladimir putin

Che il contenuto di informazioni così sensibili sia stato fatto arrivare ai media, è un segnale del grado di inquietudine dei comandi alleati di fronte alla postura aggressiva della Russia.

 

Mentre le dichiarazioni di Rutte confermano la volontà di premere sui governi della Nato, alle prese con le ristrettezze dei bilanci nazionali: «Suonando l’allarme sul grado di preparazione, il nuovo segretario generale vuol far avanzare l’idea che il 2% del Pil per le spese militari non basti più, ma è necessario puntare al 3%», dice Elie Tenenbaum, dell’Institut francais des relations internationales.

 

GUIDO CROSETTO - GIORGIA MELONI

Attualmente solo 23 dei 32 Paesi della Nato hanno ufficialmente raggiunto l’obiettivo del 2% fissato già nel 2014 al vertice di Cardiff, nonostante la spesa militare dei membri europei dell’Alleanza sia passata da 235 a 380 miliardi di dollari negli ultimi dieci anni .

soldati Nato

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO