biden putin russia stati uniti

PUTIN-OCCIDENTE: SCONTRO TOTALE – QUIRICO: LO ZAR SCOMMETTE SULLA RETICENZA OCCIDENTALE A USARE LA POTENZA MILITARE, VUOLE CANCELLARE IL SISTEMA BASATO SULL'ECONOMIA E SOSTITUIRLO CON LE ARMI - L'UNICO MODO PER SMENTIRLO È QUELLO DI ACCETTARNE LA LOGICA DELLA FORZA PURA, CIOÈ ENTRARE IN GUERRA DIRETTAMENTE. E FORSE GLI AMERICANI SI PREPARANO A FARLO. UNA CONTRAPPOSIZIONE CATASTROFICA IN CUI NON SI INTRAVEDONO, AHIMÈ, POSSIBILITÀ DI ARBITRATO…"

Domenico Quirico per la Stampa

PUTIN BIDEN

 

Ora abbiamo purtroppo compreso che in questo angolo comodo e protetto la nostra confortevole e pacifica vita quotidiana non è una eterna necessità delle cose ma semplicemente un breve spazio di quiete nel mezzo dell'impetuoso e convulso fluire del mondo. Così occorre riflettere su due parole chiave tornate di moda, dal momento che la rivalità tra Occidente e la aggressiva Russia sembra destinata a oscurare odiosamente l'Europa per i prossimi anni. Le parole sono Forza e Sicurezza.

 

Queste due parole sono utili.

 

Permettono di misurare chimicamente quanto i due sistemi siano costruiti su principi opposti e profondamente antagonistici. E il disaccordo ideologico che riguarda libertà individuale, direzione della Storia, diritti dell'uomo non è certo virtuosismo pubblicitario più leggero di quello che divise Occidente e Unione sovietica nella prima Guerra fredda.

putin zelensky biden

 

Per Stalin il capitalismo democratico era un nemico mortale e la sua esistenza una minaccia intollerabile. Secondo molti la visione putiniana del mondo ne è la continuazione diretta, a cui si aggiunge la rivalità geopolitica. I due contendenti sono spronati da diversità di principi, conflitti di interessi reali e supposti e da una vasta catena di equivoci, fraintendimenti e demagogismo. Ciascun versante proclama l'impegno di attuare ciò che proclama come azioni e ragioni difensive che l'altro schieramento intende invece come misure inaccettabili intimidatorie e prevaricatrici.

Ecco dunque comparire inevitabile il concetto risolutivo di Forza.

 

vladimir putin joe biden ginevra 2021

A poco a poco in questi settanta giorni di aggressione russa alla grama Ucraina si è da entrambe le parti accentuata la tendenza pericolosa, emersa fino dal 2014 con la occupazione della Crimea e «l'aiuto fraterno» ai ribelli del Donbass, a percepire un conflitto locale in termini globali, un conflitto geopolitico in termini morali e le differenze relative in termini assoluti. Tutto questo perfetto e pericoloso sincronismo determina un incendiarsi della seconda guerra fredda come accadde nella prima fase della prima.

 

Questa collusione involontaria, che ovviamente non implica una equivalenza morale visto che rimane la insormontabile differenza tra chi ha aggredito e la vittima e tra le idee di una tirannia poliziesca e società libere, ruota appunto attorno al concetto di Forza. Ciascun schieramento attribuisce all'altro un piano magistrale per la dominazione del mondo e una efficienza luciferina nell'esecuzione di questo piano.

 

È stato Putin a trasferire questa sua concezione monopolistica della politica allo scenario globale. E sulla base di questo concetto esige che si imposti l'intero complesso della politica mondiale: da dieci anni, da quando ritiene di aver conseguito questa rinnovata dimensione della forza non soltanto ipotetica, possibile ma di fatto inutilizzabile come è quella dell'armamento atomico, ma la forza tradizionale spendibile senza problemi sul campo di battaglia.

 

putin biden

Putin insomma ci impone una semplificazione del mondo: io sono forte e posso usarla in modo spregiudicato questa Forza. E voi? Chiede all'Occidente. O meglio: agli Usa.

 

Putin è un realista non un dilettante abborracciatore, e non si fa illusioni sul fatto che la potenza militare americana sia inferiore o pari alla sua. Ma è sulla possibilità che i dirigenti americani siano altrettanto e decisi a far ricorso a quella forza superiore che ha giocato la azzardosa carta ucraina e basa le escandescenze di un nuovo ordine mondiale. Indecisione e debolezza, secondo lui, sono amici intimi della politica americana caratterizzata dalla indolenza di gente rovinata dalla compulsione a prendersela comoda.

 

Questo sfacelo di volontà in Afghanistan e in Siria si sarebbe manifestato in modo esplicito, come una malattia irrimediabile che affratella tutti gli imperi al tramonto.

PUTIN E BIDEN

 

Gli occidentali per lui sono persone con il cuore di pezza e l'anima di gesso.

 

Nelle nuove teorie strategiche del Pentagono basate sulla osservazione satellitare, le munizioni teleguidate e la ricerca del combattimento senza contatto ci sarebbe una confessione non di superiorità tecnologica e infatuazione tecnicistica ma di debolezza pratica. E chissà che nella scelta americana di entrare (finora) nella guerra in ucraina per interposta persona fornendo un misto di tecnologia bellica micidiale e informazioni killer, non veda la conferma di questo fato americano.

 

L'unico modo per smentirlo dunque è quello di accettarne la logica della Forza pura, cioè entrare in guerra direttamente. E forse gli americani si preparano a farlo. Il suo ricorso brutale a una inumanità diffusa, il minacciare scempi irreparabili e inespiabili è il test sulla capacità di risposta. Per lui l'unico obbligo morale che si deve alla Storia è di riscriverla. La violenza sarebbe in grado di modellare l'economia e ribaltarne gli equilibri che lo vedono soccombente. Putin con la Forza vuole svelare le magagne di un impero logistico come quello americano che cerca di governare nell'economia-mondo un caos diffuso ma tenuto sotto controllo.

 

JOE BIDEN VLADIMIR PUTIN MEME

Ecco allora la seconda parola: Sicurezza. Invocata dal Cremlino come motivazione della operazione speciale: la Nato metterebbe in pericolo con la perniciosa avanzata verso Est nelle pianure ucraine la sicurezza russa. Antica ossessione degli imperi terragni di disporre di un rapporto spazio e tempo che consenta loro di manovrare e organizzarsi prima di essere colpiti al cuore da un aggressore geograficamente vicino. I satelliti di argilla legati dal patto di Varsavia non erano negli anni della Guerra fredda numero uno altro che questo spazio utile per evitare di ripetersi dell'attacco tedesco nell'estate del 1941 che quasi fece stramazzare l'Unione sovietica. Stalin, in fondo, sarebbe stato un tiranno tremebondo, con il cervello imbussolato dall'incubo di venir spacciato da una seconda blitzkrieg.

 

CONFERENZA STAMPA DI VLADIMIR PUTIN DOPO L'INCONTRO CON BIDEN

Putin rimastica queste antiche esigenze che il disastro del 1989 che il tracollo della tigre di carta e della evidente impostura dell'Urss sembrava aver cancellato. Rivuole questo spazio di sicurezza. Per ottenerlo rivendica una sorta di paradossale diritto alla guerra attraverso un paleo colonialismo di vicinato. L'Europa e l'Ucraina vi oppongono la loro contrapposta necessità di sicurezza, Putin ne sarebbe il nemico irriducibile e mortale. Con lui al potere uno spazio di sicurezza collettiva sarebbe impossibile. Contrapposizione catastrofica in cui non si intravedono, ahimè, possibilità di arbitrato.

putin bidenvladimir putin joe biden. Biden Putin

Ultimi Dagoreport

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…