vladimir putin gas gasdotto

PUTIN STA PER FERMARE LE NOSTRE INDUSTRIE – IL PIANO PER IL RISPARMIO ENERGETICO CHE IL MINISTRO CINGOLANI LASCERÀ AL GOVERNO MELONI PREVEDE 30 GIORNI DI STOP ALLA PRODUZIONE DELLE IMPRESE – IL BLOCCO POTREBBE SCATTARE TRA DICEMBRE E FEBBRAIO NEL CASO IN CUI MOSCA CHIUDA DEL TUTTO I RUBINETTI DEL GAS. UNA MISURA A QUEL PUNTO NECESSARIA PER RISPETTARE IL REGOLAMANENTO UE CHE PREVEDE UN TAGLIO DEL 15% DEI CONSUMI…

Estratto dell’articolo di Luca Cifoni per “Il Messaggero”

 

PUTIN GAZPROM

Una trentina di giorni di stop della produzione causa razionamento dell'energia elettrica, tra dicembre e febbraio. È questo l'ordine di grandezza che troverà forma definitiva nel piano per il risparmio energetico delle imprese, ormai prossimo al via libera. La misura scatterebbe nel caso si renda necessario un'interruzione obbligatoria dei consumi del sistema industriale, a causa del venir meno del gas russo.

 

Il piano è uno dei dossier sul tavolo del ministro Cingolani, in vista del passaggio di consegne con il prossimo governo: il punto di partenza è il regolamento europeo (approvato nel luglio scorso) nel quale è stabilito che ogni Stato riduca in modo volontario del 15 per cento, tra il primo agosto 2022 e il 31 marzo 2023, la propria domanda di gas. […] In questo contesto il sistema industriale ha iniziato da tempo a lavorare per non trovarsi impreparato di fronte ad una eventualità del genere.

 

ROBERTO CINGOLANI

In particolare Confindustria in collaborazione con Snam ha predisposto un questionario che è stato poi inoltrato alle imprese; le risposte, raccolte alla fine del mese di settembre, sono la base per il completamento del piano di emergenza. Dai dati emerge che il periodo più delicato è gennaio, mese nel quale si registra il maggiore consumo e c'è anche la maggiore probabilità che si verifichi la giornata di punta dell'intero anno.

 

Vengono ipotizzati due scenari: interruzione totale del gas russo a partire dal prossimo primo novembre oppure dal primo gennaio 2023. Nel primo caso, che comporta una riduzione di volumi di 6,45 miliardi di metri cubi, c'è il rischio che le misure già prospettate dal ministero della Transizione ecologica non funzionino al 100 per cento: allora si materializzerebbe un gap di 1,15 miliardi di metri cubi.

 

PUTIN GAZPROM

Il che si tradurrebbe, in caso di interruzione obbligatoria dei consumi del sistema industriale, in 31 giornate di razionamento dei consumi. Se invece lo stop delle forniture scattasse dal primo gennaio, allora non emergerebbero particolari problemi anche in caso di efficacia solo parziale delle misure già previste.

 

In ogni caso l'interrompibilità ha un costo per il bilancio pubblico (perché va indennizzata) e anche su questo aspetto ruota l'ultima fase della trattativa con le imprese. Ieri il presidente di Confindustria Bonomi, intervenendo a Mezz'ora in più su Rai Tre, i ha però notare che «se non si realizzeranno tutte le condizioni, come i rigassificatori, si entrerà in crisi per l'inverno». […]

MEME SU PUTIN E IL GASPUTIN E IL GAS - BY EMILIANO CARLI mario draghi roberto cingolani

Ultimi Dagoreport

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...