draghi arcuri di donna

QUALCOSA NON TORNA - COME MAI L'IMPRENDITORE GIOVANNI BUINI, CHE AVEVA FORNITO UN MILIONE DI MASCHERINE ALLA STRUTTURA COMMISSARIALE DI ARCURI, NEL MOMENTO IN CUI DECIDE DI NON AVVALERSI DELLA "CONSULENZA" DI LUCA DI DONNA, RICEVE IN PIENA PANDEMIA LA CANCELLAZIONE DI UN SECONDO CONTRATTO? - NON BASTA: GLI VENGONO RESTITUITE ANCHE 500 MILA MASCHERINE GIÀ CONSEGNATE "PER SOPRAVVENUTE MUTATE ESIGENZE" - SOLO CHE SUCCESSIVAMENTE LA STRUTTURA DI ARCURI HA COMPRATO MILIONI DI MASCHERINE CHIRURGICHE DA MARIO BENOTTI, A UN PREZZO MAGGIORE DI QUELLO PROPOSTO DA BUINI…

Giacomo Amadori per “La Verità”

 

LUCA DI DONNA GIUSEPPE CONTE

Al momento è la vera vittima dell'inchiesta sull'avvocato Luca Di Donna, amico ed ex collega del premier Giuseppe Conte. Per la Procura di Roma il procedimento sarebbe «scaturito» dalla sua «presentazione spontanea» a piazzale Clodio.

 

«In realtà sono stato convocato. Io non ho fatto nessuna denuncia, nemmeno un esposto. Sono stato chiamato per rendere talune informazioni che ho prontamente fornito: immagino che quella questione fosse già nota agli inquirenti. Magari ero stato intercettato». Inizia così il colloquio con l'imprenditore Giovanni Buini, trentacinquenne originario di Assisi, profondamente provato dalle disavventure che lo hanno travolto nell'ultimo anno.

 

Luca Di Donna

«Mi creda, però, che l'importanza di questa cosa l'ho capita al punto di andare a raccontare tutto, senza trattenermi niente. Sono rimasto schifato e ho fatto tutto quanto il possibile per la collettività». Prima di continuare, però, ricordiamo i fatti. Davvero clamorosi. Dopo che nell'aprile del 2020, con la sua Ares Safety Srl, Buini aveva fornito un milione di mascherine alla struttura commissariale al prezzo di 0,42 euro al pezzo (totale 420.000 euro), mentre è in trattativa per ulteriori forniture, entra in contatto con gli avvocati Esposito e Di Donna, indicatigli dall'amico Mattia Fella quali facilitatori con la struttura commissariale.

 

VALERIO DE LUCA

 I legali, come abbiamo raccontato ieri, prima gli fanno firmare un accordo per il riconoscimento di somme di denaro e poi lo convocano nello studio Alpa (dove aveva lavorato anche Conte), non senza aver rimarcato «la vicinanza di Di Donna con ambienti istituzionali governativi».

 

All'appuntamento Di Donna avrebbe fatto trovare a Buini anche un generale della Guardia di finanza (che sarebbe transitato nei servizi segreti) che avrebbe evidenziato la necessità di mascherine per la struttura.A questo punto «le modalità opache» della proposta di mediazione convincono Buini a recedere dall'accordo già sottoscritto.

 

GIANLUCA ESPOSITO

Risultato? «In singolare concomitanza con l'interruzione dei rapporti» con i due avvocati, si legge nel decreto di perquisizione, Buini avrebbe «ricevuto una mail da parte di Antonio Fabbrocini (responsabile unico del procedimento, ndr) con la quale la struttura commissariale gli comunicava il mancato perfezionamento del contratto di fornitura di ulteriori quantitativi di mascherine e addirittura la restituzione per sopravvenute mutate esigenze della struttura commissariale delle 500.000 mascherine precedentemente già consegnate».

 

luca di donna.

Buini, imprenditore nel settore dell'abbigliamento e dei dispositivi di protezione, nonché importatore dalla Cina, aveva iniziato il business inviando a Invitalia una mail, in cui informava la struttura di avere un milione di mascherine a disposizione. «Ci ricontattarono per chiederci se davvero avessimo disponibilità immediata e gliele abbiamo messe a disposizione a un prezzo ben più basso di quello che ci avrebbe riconosciuto il mercato. Che in quel momento pagava anche 0,6, 0,7 centesimi».

 

domenico arcuri

Di Donna ed Esposito quando intervengono? «Quando stava per essere formalizzato il secondo contratto». Un accordo da due milioni di mascherine. La settimana successiva Buini ne avrebbe dovuto fornire altri 5 e ulteriori 10 milioni ogni sette giorni per tre mesi. Quasi 170 milioni di dispositivi in tutto che avrebbero dovuto portare nelle tasche di Buini circa 70 milioni di euro. «Se avessi accettato le condizioni di Di Donna ed Esposito sarei ricco, ma sono orgoglioso di quel che ho fatto. Gli imprenditori come me non dovrebbero sottostare a certe logiche, questi poteri andrebbero disinnescati».

 

luca di donna 1

Ovviamente Buini non immaginava che annullando il contratto con i due avvocati avrebbe perso milioni: «Il contratto più grande, quello da 160 milioni non lo avevo ancora firmato, lo avevo solo concordato. Lo avrei siglato da lì a qualche giorno. Ma poi la struttura commissariale non ha più risposto alle mie telefonate, né alle mail, né su Whatsapp. Da quando ho mandato quella Pec sono stato completamente ignorato».

 

Qualcuno le avrà detto qualcosa? «Quando hanno disdetto la fornitura ho chiesto spiegazioni via mail e il responsabile dei contratti, Antonio Fabbrocini, mi ha risposto che "per mutate sopravvenute esigenze della struttura commissariale" non sarebbe stato possibile procedere a nessun tipo di contratto. Questa mail i pm ce l'hanno. Credo che sia uno dei documenti caldi dell'inchiesta. Anche perché dopo hanno comprato milioni di chirurgiche a un prezzo maggiore del mio».

 

GUIDO ALPA

Il riferimento neppure troppo velato è alla fornitura da 800 milioni di pezzi da parte di Mario Benotti & c.. Buini ripensa a quanto gli sia successo: «Mi avevano coinvolto in una video conferenza con tutte le organizzazioni dei farmacisti. Il generale Rinaldo Ventriglia, l'uomo che si occupava della logistica nella struttura commissariale, mi pregò di fare partire il carico delle 500.000 mascherine alla sera alle sei anziché la mattina dopo perché sarebbe stato troppo tardi. Poi quelle stesse mascherine, pochi giorni dopo, me le ha rispedite indietro. Sono rimasto esterrefatto. All'epoca eravamo in pienissima pandemia e quei signori con quelle facce scure la sera venivano a darci il numero dei morti».

BENOTTI ARCURI MESSAGGI

 

Gli chiediamo se ricordi il nome del generale della Guardia di finanza che avrebbe incontrato nello studio Alpa. Risposta: «Non me lo ricordo e poi ho paura di dire cose coperte da segreto». Era in divisa? «No. I militari, che erano due, avevano la faccia pulita e perbene. Ho avuto l'impressione che fossero lì per avvalorare la figura di quella persona e che, magari, Di Donna mi avesse fatto capitare appositamente nell'orario in cui attendeva quei signori».

 

GIACOMO AMADORI

 

L'incontro è avvenuto nello studio Alpa o in quello Di Donna? «No era lo studio Alpa, anche se non ho incontrato il professore. Mi sembra di ricordare che ci fosse anche una foto dell'avvocato Alpa con il Papa». Chiediamo a Buini se qualcuno gli abbia fatto riferimenti a Conte. «Di lui mi ha parlato l'avvocato Esposito. Mi ha anche fatto vedere un articolo su Internet in cui Di Donna era indicato come uno dei fedelissimi di Conte, di cui era il braccio destro».

domenico arcuri e i banchi monoposto

 

Di Donna le ha fatto gli stessi discorsi? «No». Buini ha incontrato la coppia di legali due volte, una nello studio Esposito, l'altra nello studio Alpa. Poi li ha cercati inutilmente per un paio di settimane per disdire l'accordo. Ma non essendoci riuscito ha deciso di inviare una pec. Dopo la quale sono iniziati tutti i suoi guai.Visto che insistiamo con le domande, Buini ci stoppa: «Quando sono andato a deporre ho detto tutto. Non mi sono tenuto nulla.

 

luca di donna 3

Ma ho anche avuto tristi conseguenze dopo questa vicenda».Non sappiamo se il riferimento sia ad alcune inchieste di cui i giornali hanno dato notizia e in cui Buini risulta indagato per diversi reati. Le notizie di stampa sono uscite nel 2021, dopo la sua deposizione a Roma: «Non voglio fare collegamenti, potrebbero essere suggestioni, ma per me è stato un anno molto pesante. Le confermo che quando il mio nome è finito sui media avevo già parlato con la Procura di Roma». Un ultimo interrogativo: Buini ha mai incontrato l'ex commissario Domenico Arcuri? «No. E non gli ho mai nemmeno parlato».

mascherine 3

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...