abdel fattah al sisi matteo renzi giulio regeni

QUALCOSA NON TORNA NELLA RICOSTRUZIONE FORNITA DAL GOVERNO RENZI SUL CASO REGENI – IL 29 GENNAIO DEL 2016, QUATTRO GIORNI DOPO LA SCOMPARSA DEL RICERCATORE ITALIANO, LA LOBBISTA ZENA SPINELLI RICEVETTE UNA TELEFONATA DA UNA FONTE MILITARE EGIZIANA: “NON CE L’ABBIAMO, MA È ANCORA VIVO”. E I SERVIZI ITALIANI FURONO AVVERTITI – È QUANTO EMERGE DAGLI ATTI DEL PROCESSO ROMANO AI QUATTRO 007 EGIZIANI – EPPURE L'ALLORA PREMIER, MATTEO RENZI, IN COMMISSIONE DI INCHIESTA HA AFFERMATO DI AVER SAPUTO DELLA SCOMPARSA DI REGENI SOLTANTO IL 31 GENNAIO 2016 – L’INCHIESTA DI “REPORT”

Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini per www.repubblica.it

 

giulio regeni

“We don’t have him, but he’s still alive…”. Era il 29 gennaio del 2016, quattro giorni dopo la scomparsa di Giulio Regeni, quando sul telefonino di una lobbista italiana che da anni vive al Cairo, e con le alte sfere civili e militari egiziani ha straordinari rapporti, arriva questo messaggio da un uomo vicino al governo del Cairo. “Non ce l’abbiamo, ma è ancora vivo”. Il 29 Giulio era vivo.

 

E i servizi italiani, con cui Zena Spinelli, così si chiama la donna dalle buone fonti, interloquivano, ne erano a conoscenza. L’Italia ha fatto tutto quello che poteva per salvarlo? Sono stati utilizzati tutti i canali possibili per tirare fuori dalle carceri dei servizi egiziani, dove Giulio è stato sequestrato e torturato, il ricercatore italiano?

 

E’ una delle domande che emerge dagli atti depositati dalla procura di Roma nel processo ai quattro agenti della National security egiziana - il generale Sabir Tariq, i colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif – accusati del sequestro, le torture e dell’omicidio di Giulio Regeni. Una domanda che [...] rilancia Report, il programma di Sigfrido Ranucci in un servizio di Daniele Autieri.

 

commissione di inchiesta sulla morte di giulio regeni l'audizione di matteo renzi

 Il punto è che l’allora presidente del consiglio Matteo Renzi ha detto in commissione di inchiesta di aver saputo della scomparsa di Regeni soltanto il 31 gennaio. L’ambasciatore Massari aveva però inviato una prima nota a Palazzo Chigi il 28. E ora – come emerge da un’informativa dei carabinieri del Ros – emerge che il 29 la signora Spinelli aveva avvisato i Servizi di questa interlocuzione avuta con persone vicine al governo di Al Sisi.

 

Di più: la stessa Spinelli era in contatto costante con Gennaro Gervasio, allora docente alla British University del Cairo, amico di Giulio. Era Gervasio che Regeni doveva raggiungere il 25 gennaio 2016 nei pressi di piazza Tahir. Ed è Gervasio il primo a lanciare l’allarme della scomparsa contattando tra le altre proprio la signora Spinelli. Che si mette a cercare.

 

commissione di inchiesta sulla morte di giulio regeni l'audizione di matteo renzi 1

“Ho chiesto al mio amico” scrive a Gervasio. L’amico sarebbe Ayman Rashed, ovvero direttore del ministro della Giustizia egiziano. In uno scambio di messaggi che risale alla mattina del 26 gennaio Rashed le scrive: «Aspettiamo 24 ore, poi potremo vedere cosa posso fare». [...]

 

“Terminata la cerimonia mi chiede un passaggio in macchina e lì mi racconta la storia e mi fa vedere i whatsapp che si è scambiata con Ayman Rashed” racconta l’uomo, che all’epoca lavorava all’Ambasciata, ai microfoni di Report. “Mi fa vedere il whatsapp dove dice: noi non ce l’abbiamo però è ancora vivo. We don’t have him, but he’s still alive… in inglese”. Il messaggio non è mai stato trovato perché la Spinelli ha cancellato tutto: le sue interlocuzioni con l’Aise e quella con Rashed. Il testimone ha raccontato a verbale di averlo letto. […]

giulio regeni 1processo per la morte di giulio regeni 7giulio regeni

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...