ultima edizione - storie nere dagli archivi del quotidiano la notte

QUANDO PER IL GIORNALISMO SERVIVA IL PELO SULLO STOMACO (E NON SULLA LINGUA) - IL LIBRO “ULTIMA EDIZIONE” RIPROPONE LE FOTO DELL’ARCHIVIO DE “LA NOTTE", QUOTIDIANO PUBBLICATO DAL 1952 AL 1995 CHE RAGGIUNSE 250MILA COPIE E CHE USCIVA CON TRE EDIZIONI AL GIORNO - OMICIDI, VIOLENZA, CRONACA NERA: “ERA UN GIORNALISMO CHE ALLENAVA AL CINISMO E ALLA VIOLENZA, CORRISPONDENZE DI GUERRE DOMESTICHE…”

Marco Ciriello per “il Mattino”

ultima edizione storie nere dagli archivi del quotidiano la notte

 

Un giornale scomparso è sempre una civiltà sepolta, se poi quel giornale era illustrato da fotografie che non potranno più essere scattate, perché morbose, voyeuristiche, violente, con la sola mediazione di un lenzuolo bianco e a volte senza nemmeno quella, allora siamo di fronte a una civiltà sepolta nuda, come non lo sarà mai più.

 

ultima edizione storie nere dagli archivi del quotidiano la notte 9

I delitti ci riportano ai primordi, all' essenziale; il sangue e le armi ci fanno leggere il tempo passato; il resto è contesto: strade, palazzi, cucine, boschi, canali, campagne, bar, automobili, e come collettore un cadavere, ecco un libro straordinario che viene fuori dall' archivio di un giornale La notte, pubblicato dal 1952 al 1995 che raggiunse 250mila copie e che usciva con tre edizioni al giorno, e che aveva dietro un ritmo di lavoro pazzesco: giornalisti, fotografi, redattori e poligrafici che lavoravano a ciclo continuo, tanto che solo dopo anni si sono accorti del servizio reso al tempo presente, un tempo pieno di privacy ma senza umanità.

ultima edizione storie nere dagli archivi del quotidiano la notte 8

 

«Non ci tiravamo indietro, facevamo il nostro mestiere con uno spirito più aggressivo della maggioranza dei giornali italiani». racconta Livio Caputo, direttore de La notte dal 1979 al 1984 «Detto cinicamente, molti delitti avvenivano nell'ora giusta per la nostra redazione: verso le 8 di mattina, mentre noi chiudevamo alle 10. Si faceva giusto in tempo ad uscire con una notizia che i giornali del mattino non avevano. Mi ricordo molto bene la strage di via Moncucco, otto morti in un ristorante. Andarono i miei ragazzi, facemmo in tempo a mandare in stampa la seconda edizione e arrivammo sul posto con le copie in mano allo strillone prima che portassero via i cadaveri. È una delle cose di cui sono più orgoglioso».

ultima edizione storie nere dagli archivi del quotidiano la notte

 

Il libro è Ultima Edizione. Storie nere degli archivi de La Notte (Milieu edizioni) di Salvatore Garzillo, Alan Maglio e Luca Matarazzo, che hanno rimontato fotografie e testi, sentito testimoni e interrogato esperti, regalandoci un album fotografico che ci appartiene, anche se quei morti non ci riguardano, ci riguarda la violenza e le modalità che l' hanno generata e la grammatica giornalistica che ci restituisce quelle storie; tra i giornalisti che crebbero in quella gazzetta illustrata, che montava veri e propri film sui casi, dei fotoromanzi con delitto, c' era anche un giovane Vittorio Zucconi, cronista di nera con obbligo di tornare con la storia e soprattutto con le foto, dietro licenza di poterle anche rubare.

 

Come raccontava Zucconi nella sua biografia e come racconta Maurizio Donelli nel libro: «A quei tempi si entrava nella notizia, non c' erano limiti dettati dalla privacy.

ultima edizione storie nere dagli archivi del quotidiano la notte 2

Bisognava essere cattivi. Per noi la fotografia era fondamentale: quando usciva un cronista sul fatto era sempre accompagnato da un fotografo. Non si poteva tornare in redazione senza una foto. Non ne vado fiero ma una volta ho rubato l'annuario di una scuola elementare per recuperare il ritratto del bambino protagonista della storia che mi avevano assegnato. Il direttore disse che se fossi tornato a mani vuote mi avrebbe licenziato. E non scherzava».

 

ultima edizione storie nere dagli archivi del quotidiano la notte 3

Era un giornalismo per campioni che allenava al cinismo e alla violenza, corrispondenze di guerre domestiche, dal fatto al racconto, dove bisognava prevaricare e cacciare, dove lo scippo diventava l' anima del giornale. Dove il giornalista poteva e doveva sconfinare stando giusto un attimo dietro il punto di vista della polizia.

ultima edizione storie nere dagli archivi del quotidiano la notte 7

 

Ci sono foto impressionanti e altre che sono meglio di intere collane di gialli, ci sono didascalie e titoli da romanzo e facce da cinema, c' è dentro l' ultima vera periferia italiana con il suo dolore e le sue atrocità, quando non venivano prima gli italiani ma la loro solitudine, l' isolamento rispetto alla civiltà.

 

Ne viene fuori un mondo spontaneo, senza sovrastrutture, naturale e per giunta con l' istinto da giungla che ha generato la violenza, si guarda e si viene guardati, inquirenti e inquisiti, ritratti nella domesticità della morte. La notte portava in altri luoghi la possibilità di guardare la morte senza conseguenze, lo specchiarsi in quello che aveva coinvolto le vite degli altri, la giusta distanza da un brivido.

ultima edizione storie nere dagli archivi del quotidiano la notte 4ultima edizione storie nere dagli archivi del quotidiano la notte 5ultima edizione storie nere dagli archivi del quotidiano la notte 11ultima edizione storie nere dagli archivi del quotidiano la notte 10ultima edizione storie nere dagli archivi del quotidiano la notte 6

Ultimi Dagoreport

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…