torre ap a gaza

QUANT'E' SILENZIOSA LA DIPLOMAZIA USA! - BIDEN SI IRRITA PER L'ABBATTIMENTO DEL MEDIA CENTER A GAZA MA CONFERMA "IL SUO FERMO SOSTEGNO AL DIRITTO DI ISRAELE DI DIFENDERSI CONTRO GLI ATTACCHI DI RAZZI" - GLI USA PER LA TERZA VOLTA BLOCCANO LA FIRMA DI UN COMUNICATO CONGIUNTO DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA PER CHIEDERE IL CESSATE IL FUOCO: "SIAMO IMPEGNATI IN UNA DIPLOMAZIA SILENZIOSA E INTENSA" - IL BILANCIO DELLE VITTIME SALE: 10 DALLA PARTE ISRAELIANA, 200 TRA I PALESTINESI

Da Ansa.it

 

Bombe su Gaza

TEL AVIV, 18 MAG - Fino a ieri sera sono stati uccisi negli attacchi alla Striscia «oltre 150 operativi terroristi», soprattutto di Hamas. Lo ha detto il portavoce militare israeliano Hidai Zilberman spiegando che «più di 120 sono di Hamas e oltre 25 della Jihad islamica palestinese». È possibile, ha aggiunto, che altri siano stati colpiti negli attacchi della notte scorsa su Gaza.

 

TEL AVIV, 18 MAG - Dall'inizio delle ostilità, lunedì scorso, i razzi lanciati da Gaza contro Israele sono stati 3.440, intercettati al 90% dal sistema di protezione Iron Dome. Lo ha detto il portavoce militare Hidai Zilberman aggiungendo che di questi circa 500 sono ricaduti all'interno della Striscia. Solo la notte scorsa i razzi sono stati 90. L'aviazione, nello stesso lasso di tempo, ha distrutto altri 15 chilometri di tunnel sotterranei nel nord della Striscia. Gli obiettivi colpiti sono stati 65, con nuovi attacchi sul quartiere Rimal a Gaza City. L'esercito ha ribadito che Hamas «piazza obiettivi militari in aree civili densamente abitate».
 

Tunnel di Gaza distrutti

WASHINGTON, 17 MAGGIO - Nella sua telefonata al premier israeliano Benjamin Netanyahu, Joe Biden ha «ribadito il suo fermo sostegno al diritto di Israele di difendersi contro gli indiscriminati attacchi di razzi». Lo rende noto la Casa Bianca. I due presidenti «hanno discusso i progressi dell'esercito israeliano contro Hamas ed altri gruppi terroristici a Gaza».

 

Flavio Pompetti per "il Messaggero"

 

attacchi aerei israeliani a gaza 1

L'abbattimento del media center a Gaza ha irritato non poco gli Usa. Il presidente Biden ne ha parlato al telefono con Netanyahu, e gli ha espresso la preoccupazione per il numero crescente di vittime nel conflitto: dieci nella parte israeliana, 200 tra i palestinesi, che lamentano più di 1.300 feriti. Irritazione che non ha impedito a Biden, però, di ribadire «il suo fermo sostegno al diritto di Israele di difendersi contro gli indiscriminati attacchi di razzi», ha fatto sapere la Casa Bianca.

 

LA PROTESTA PROGRESSISTA L'audacia dell'attacco alla sede della AP e di Al Jazeera ha rinfocolato la protesta dell'ala progressista del partito democratico, con nuove richieste per un'immediata imposizione di un cessate il fuoco, inclusa una petizione bipartisan presentata al congresso da più di 200 politici. Ma al momento di decidere, la mano degli amministratori del governo Biden è bloccata dall'imperativo di schierarsi al fianco dell'alleato israeliano.

 

attacchi aerei israeliani a gaza

Per la terza volta nell'ultima settimana ieri la rappresentanza statunitense ha bloccato all'Onu la firma di un comunicato congiunto del Consiglio di Sicurezza che chiedeva la cessazione istantanea delle ostilità tra Gaza e Israele. Cina, Tunisia e Norvegia continuano a patrocinare la causa della pace, ma l'ambasciatrice dell'amministrazione Biden al Palazzo di vetro, Linda Thomas-Greenfield, resta fedele al mandato di solidarietà nei confronti di Gerusalemme.

 

Biden

Motivo? Ha spiegato il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan in un tweet: «Ho parlato stamane col consigliere per la sicurezza nazionale israeliano Meir Ben Shabbat sulla crisi in corso. Ho parlato anche con il governo egiziano. Gli Usa sono impegnati in una diplomazia silenziosa ed intensa, i nostri sforzi (per un cessate il fuoco) continueranno». Insomma, gli Usa puntano a una soluzione diplomatica senza risoluzioni Onu.

 

Netanyahu, dal canto suo, ha fatto sapere domenica sera che intende usare «piena forza» nel reprimere gli attacchi palestinesi, il cui completamento «richiederà ancora un tempo lungo», e che la risposta dell'esercito israeliano infliggerà «un duro prezzo» a chi ha osato minacciare l'incolumità dei cittadini ebrei.

 

Benjamin Netanyahu

Il messaggio più che al nemico oltre il muro sembra destinato alle faide interne che stanno piagando lo stato di Israele. Il confronto militare con Hamas è come è sempre stato in passato, improbo e sbilanciato a svantaggio dei palestinesi.

 

La nuova preoccupazione di Netanyahu è però l'insurrezione interna del 20% di popolazione araba, naturalizzata dal governo israeliano, ma mai promossa al pieno stato di cittadinanza. Mentre questa nuova spaccatura preoccupa il governo di Gerusalemme, i missili continuano a cadere sulla testa dei civili. Sessanta sono partiti da Gaza nella notte tra sabato e domenica, quasi tutti intercettati prima di cadere al suolo.

 

hamas

LANCI IN DIMINUZIONE La forza di fuoco nelle mani dei rivoltosi sembra in diminuzione rispetto ai 150-200 lanci dei primi giorni, ma intatta se non superiore è la violenza con la quale si combatte nelle strade della città. Ieri Hamas ha minacciato di colpire il centro di Tel Aviv e la sede del Parlamento, ma è una minaccia che sembra difficilmente realizzabile.

 

I missili israeliani sono più precisi: domenica i bombardamenti hanno ucciso 42 persone attraverso il confine, il più alto dall'inizio del conflitto, e hanno generato in risposta una caduta di missili palestinesi a Tel Aviv.

 

Tel Aviv

Ieri hanno centrato una vettura in transito uccidendo i tre passeggeri a bordo. I jet israeliani hanno bombardato un edificio residenziale nel centro di Gaza, causando danni a dozzine di edifici adiacenti, tra cui il principale laboratorio di coronavirus di Gaza, un orfanotrofio, una scuola superiore femminile e gli uffici del ministero della Salute palestinese.

 

Un altro missile ha ammazzato Hussam Abu Harbid, uno dei comandanti dei gruppi jihadisti che si sono uniti alla rivolta, la cui morte ha causato una nuova risposta con il lancio di razzi palestinesi, questa volta caduti nel centro costiero di Ashdod, a sud di Tel Aviv.

Razzi su Tel Aviv

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...