matteo salvini carola rackete

QUANTO ROSICANO ‘STI CRUCCHI - IN GERMANIA NON HANNO PRESO BENE L’ARRESTO DI CAROLA RACKETE - LA “BILD” TITOLA “SALVINI È LA VERGOGNA DELLA NAZIONE IN ITALIA” E PUR DI MENARE SUL LEGHISTA TITOLA “I BAMBINI DEGLI STRANIERI SONO BANDITI DALLA MENSA SCOLASTICA” (ENFATIZZANDO IL CASO DEL SINDACO LODI) - L’ATTACCO AGLI ITALIANI DEFINITI “PLEBAGLIA”

Dagonews

 

CAROLA RACKETE E IL PADRE EKKEHART

Qualcuno non l’ha presa affatto bene in Germania dopo l’arresto della pasionaria alle vongole Carola Rackete. Va be’ che anche prima, con il Banana, i titoli dei giornali non ci andavano leggeri, come la Bild dopo la condanna per ragioni fiscali che aveva titolato “Il criminale italiano Berlusconi”. Ora però con Salvini ci vanno giù belli duri.

 

Titolo della Bild, il più diffuso quotidiano tedesco, sabato 29 giugno, con tanto di foto del ministro dell'Interno: “Salvini è la vergogna della nazione in Italia” con sottotitolo “I bambini degli stranieri sono banditi dalla mensa scolastica”. Quindi ora “il Truce” sta anche affamando i bambini che hanno la sola colpa di essere stranieri? Davvero? Come mai il Pd e le Nazioni Unite non intervengono? E la Boldrini tace?

 

CAROLA RACKETE

Poi a leggere l’articolo si capisce che in realtà si tratta solo di un banalissimo regolamento comunale di Lodi che richiede un documento per comprovare lo stato di necessità al fine di usufruire dei pasti gratis. Un po’ come per il reddito di cittadinanza, dove bisogna provare di non essere ricchi per ottenerlo (e ci mancherebbe). O come la dichiarazione dei redditi famigliare da presentare alle università per avere una borsa di studio.

 

Traduzione dell'articolo in tedesco: “Il partito di estrema destra di Salvini sta umiliando i bambini delle elementari figli di genitori poveri. Dall'inizio dell'anno scolastico a Lodi molti dei 300 bambini della scuola elementare figli di immigranti devono mangiare separatamente dai loro amici italiani.

ARRESTO DI CAROLA RACKETE

 

La ragione di questo è un cavillo burocratico: solo se puoi provare, con un documento rilasciato nel tuo paese d'origine, che non sei proprietario di un immobile, e questo significa non essere ‘ricco’, viene riconosciuto un livello sociale più basso stato, che dà il diritto all'uso dei bus della scuola e della mensa. Di conseguenza, i bambini sono separati all'ora di pranzo, i poveri devono mangiare i panini portati da casa mentre i bambini italiani ricevono un pasto caldo. Le organizzazioni per la protezione dei bambini in Italia stanno ora raccogliendo donazioni per aiutare questi bambini”.

 

ARRESTO DI CAROLA RACKETE

E quindi il ministro dell’Interno Salvini avrebbe bandito i bambini poveri e stranieri dalle mense scolastiche italiane e li starebbe affamando? E poi ci stupiamo se “il Capitone” presto arriverà al 60 per cento…

 

Articolo della Bild del 29 giugno 2019 https://www.bild.de/politik/ausland/politik-ausland/italiens-nationalschande-kein-schulessen-mehr-fuer-auslaender-kinder-57822852.bild.html

 

2 - I TEDESCHI DIFENDONO CAROLA E INSULTANO I "PLEBEI" ITALIANI

Andrea Indini per www.ilgiornale.it

 

ARRESTO DI CAROLA RACKETE

Ora scende in campo pure la stampa tedesca. Nel braccio di ferro tra la Sea Watch e Matteo Salvini non poteva, infatti, mancare l'entrata a gamba tesa della solita Bild. A questo giro, per attaccare il nostro governo, è finita per insultare tutti gli italiani. Non che sia la prima volta. Ma le parole che ha scelto per trattare l'argomento sono violentissime. Ci ha difiniti "Pöbel".

 

Che significa, grosso modo, plebe, pleabaglia, marmaglia. E non si è limitata a questo. Nell'articolo firmato da Albert Link e Nicholas Scharlak ha anche difeso a spada tratta l'ong, che da anni ci scarica immigrati clandestini sulle nostre coste, e la capitana Carola Rackete che ha forzato il blocco del Viminale entrando illegalmente nelle acque territoriali italiane e facendo carta straccia delle nostre leggi.

 

Carola Rackete

La Sea Watch è un'organizzazione non governativa tedesca con sede a Berlino e ad Amburgo. La stessa comandante è tedesca. Eppure la cancelliera Angela Merkel si è guardata bene dall'intervenire in questo durissimo attacco al nostro Paese. Solo il ministro dell'Interno Horst Seehofer è intervenuto. Ma lo ha fatto per mettere a tacere quei sindaci progressisti che si erano offerti di ospitare i 43 immigrati clandestini caricati a bordo della nave guidata dalla Rackete. Non una parola è stata spesa per condannare la forzatura del blocco né un solo minuto è stato speso, a livello europeo, per cercare di risolvere la situazione.

 

E, mentre lo stallo continua, ci troviamo pure a doverci sorbire le invettive della Bild. Nell'articolo Pöbel-Attacke gegen deutsche Kapitänin (L'attacco della plebaglia alla capitana tedesca) il quotidiano se la prende, in primis, con Salvini accusandolo di stare tanto sui social e di lavorare poco e lo accusa di attaccare i migranti per ottenere il consenso degli italiani.

CAROLA RACKETE

 

Di per sé l'articolo della Bild è un riassunto dell'estenuante braccio di ferro a cui la Rackete sta obbligando il governo italiano. Ovviamente, non si tratta di un resoconto oggettivo. Basti pensare che le fonti a cui attinge il quotidiano tedesco sono Repubblica e Roberto Saviano. Dei reati commessi dal capitano della Sea Watch 3 non c'è la benché minima ombra. Anzi, arriva addirittura a incensarla per il suo impegno in mare.

 

E nel farlo ricorda i motivi che l'hanno spinta a farlo: "Sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto, ho sentito l'obbligo morale di aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità". Per i due giornalisti tedeschi, che non hanno mancato di criticare Salvini per "la linea dura contro i rifugiati" e "la chiusura dei porti alle navi di soccorso", le sue ragioni (come anche quelle della stessa ong) vanno prese sul serio e difese.

CAROLA RACKETE

 

Dal canto suo Salvini ha risposto a questo attacco verbale con una emoticon su Twitter. E ha invitato i tedeschi a riprendersi le loro Ong e a lasciar in pace l'Italia e gli italiani. Resta nero su bianco quel "Pöbel" nel titolo. Un termine a dir poco dispregiativo che dovrebbe indignare anche quei progressisti italiani che in questi giorni si sono schierati al fianco della capitana tedesca. Da Berlino ci vedono come della "plebablia", ma sono loro le vere canaglie che ancora una volta ci stanno scaricando addosso un'emergenza tutta europea e lo stanno facendo infrangendo un'infinità di leggi (italiane e internazionali).

 

 

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