salvatore silipo

QUI C’È PUZZA DI COSCA – L’ESECUZIONE DI SALVATORE SILIPO, 29ENNE ORIGINARIO DI CROTONE UCCISO IN UN’OFFICINA DELLA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA, SI CONDISCE DI DETTAGLI CHE PORTANO AL COINVOLGIMENTO DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA: LA SUA COMPAGNA È FIGLIA DI UN COLLABORATORE DI GIUSTIZIA E DANTE SESTITO, IL 70 ENNE CHE HA PREMUTO IL GRILLETTO, È PURE LUI DELLA PROVINCIA DI CROTONE – LE INDAGINI SI STANNO CONCENTRANDO SUL PASSATO DELLE DUE FAMIGLIE CHE SONO STATE…

Michela Allegri per "il Messaggero"

 

salvatore silipo 2

Sarebbe stato fatto inginocchiare davanti al fratello e al cugino, con la testa abbassata, per poi venire ucciso con un colpo di pistola alla nuca: un'esecuzione in piena regola, che fa supporre anche il coinvolgimento della ndrangheta. È questa l'ipotesi dei carabinieri del Reparto operativo che indagano sull'omicidio di Salvatore Silipo, 29 anni, originario di Crotone e abitante a Gualtieri, nel Reggiano. Il giovane era diventato papà di una bambina da pochi giorni e aveva già un figlio di due anni. La sua compagna è figlia di un collaboratore di giustizia: un dettaglio che insospettisce gli inquirenti.

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L'OMICIDIO Il ventinovenne è stato ucciso due giorni fa, di pomeriggio, all'interno dell'autofficina di ricambi pneumatici Dante Gomme, a Cadelbosco Sopra, dove aveva lavorato. È finito in manette il proprietario: Dante Sestito, 70 anni, originario di Cutro, nel Crotonese. È accusato di omicidio, ricettazione e porto illegale di armi e munizioni. La notte dopo l'omicidio, Sestito è stato interrogato dal pm Piera Cristina Giannusa, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.

salvatore silipo 1

 

È stato fermato da due carabinieri della stazione di Castelnovo Sotto che stavano andando allo stadio per svolgere un servizio di ordine pubblico. Ad attirare la loro attenzione, mentre passavano davanti all'azienda di pneumatici, sono state le urla del fratello e del cugino della vittima.

 

L'ARMA Sestito aveva ancora la pistola tra le mani. È stato disarmato e ammanettato. Il suo revolver, Smith & Wesson calibro 44 Magnum, è risultato illegalmente detenuto e anche rubato. È stato sequestrato insieme a 18 proiettili, di cui uno esploso. L'arma sarebbe stata rubata a Pieve di Cento, nel Bolognese, nel gennaio del 2019. Con Sestito, sul luogo della sparatoria, i carabinieri di Guastalla hanno trovato anche il figlio Antonio ed hanno portato entrambi in caserma.

 

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Dalle indagini è emerso che Silipo aveva lavorato come meccanico nell'azienda condotta da Sestito con i figli Antonio e Francesco. Il rapporto si era interrotto circa un mese fa. E il motivo dell'allontanamento è adesso al centro delle indagini. Nel primo pomeriggio di ieri, però, Silipo era tornato nell'officina per un incontro, forse un chiarimento. All'appuntamento erano presenti anche alcuni componenti di entrambe le famiglie, tutte e due di origine calabrese.

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IL MOVENTE Le indagini si concentrano sul passato dei due nuclei familiari, coinvolti in alcune indagini. L'azienda, per esempio, era finita nella maxi-inchiesta Billions, su un'associazione a delinquere che incamerava profitti grazie fatture false. Il figlio di Sestito, Antonio, è tra i 193 imputati. Secondo le accuse, tra il 2014 e il 2015, la ditta avrebbe ricevuto false fatture per mezzo milione di euro relative all'acquisto di tremila pneumatici inesistenti.

 

La Dante Gomme, inoltre, qualche anno fa aveva subito un attacco a colpi d'arma da fuoco. Anche Silipo aveva avuto problemi con la giustizia: a metà del 2020 era stata arrestato per detenzione e spaccio di cocaina. In un garage a Gualtieri erano stati sequestrati lo stupefacente e il materiale per il confezionamento. Ma non è tutto. Alcuni componenti della sua famiglia erano coinvolti nel processo Aemilia contro la ndrangheta emiliana.

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