cavallo alleluia gare trotto

"ALLELUIA" È MORTO! – LA STORIA DEL POVERO CAVALLO DI CINQUE ANNI, STRAMAZZATO DURANTE UNA GARA ALL’IPPODROMO DI CESENA, DOPO AVER CORSO 117 GARE. “TROPPE. FORSE È MORTO PER SFINIMENTO” TUONANO GLI ANIMALISTI, MA SI DOVRÀ ATTENDERE L'ESITO DELL'ANTIDOPING PER SAPERE SE CI SIA UN LEGAME TRA LA MORTE E L'USO DI FARMACI ILLECITI – I PRELIEVI ANNUALI RACCONTANO DI UNA MASSICCIA PRESENZA DEL DOPING NELL’IPPICA. E SE L’ANIMALE MUORE SI CAMUFFA CON…

 

Alessandro Fulloni per il “Corriere della Sera”

 

la morte del cavallo alleluia in pista 2

Del trottatore Alleluia Lz, morto sabato sera stramazzando in gara all'ippodromo di Cesena, sappiamo che non sarebbe mai diventato un campionissimo tipo Varenne. Ma non era neanche un brocco. Anzi. Aveva cinque anni, era in pista da tre e sinora aveva disputato 117 gare. «Tante, troppe. Forse è morto proprio per sfinimento», denunciano le associazioni animaliste «Italian Horse Protection» e «Horse Angels».

 

Un po' come il ciclista Tano Belloni, Alleluia era una specie di «eterno secondo» che, salvo una vittoria nel 2019 ad Aversa, doveva accontentarsi delle piazze d'onore, agguantate comunque una quindicina di volte incassando premi totali per circa 23mila euro. Fatto sta che l'altra sera allo start a Cesena del premio Iglesias, Alleluia a un tratto viene visto - nelle immagini in diretta riservate alle agenzie di scommesse - accasciarsi in dirittura d'arrivo. Poco dopo la carcassa del castrone baio è stata caricata sulla pala di un trattore e portata via «tra l'indifferenza degli addetti», racconta un testimone.

gare di trotto 4

 

Del seguito sappiamo ciò che viene confermato al Corriere da un insider alle Politiche agricole, il ministero che regola la vita dell'ippica. Su Alleluia sono stati effettuati i prelievi antidoping e se ci sia un legame tra la sua morte e l'uso di farmaci illeciti lo si saprà tra un mese, al termine delle analisi. È certo però che i circa 12mila prelievi annuali effettuati dai veterinari ministeriali raccontano che la presenza del doping nell'ippica - dove sono tante le scuderie prive di scrupoli - è assai forte.

 

la morte del cavallo alleluia in pista 1

Ogni anno, compresi galoppo e sella, sono circa 100 le positività accertate. Da luglio sono 12 i trottatori segnalati: Dafne di Poggio per nandrolone, Diango As per pramiracetamolo, One Love per fenilbutazione... Quella di Alleluia non è, inoltre, la prima morte in gara. Sonny Richichi, presidente di «Italian Horse Protection», ne ha conteggiate almeno «cinque nel 2017, quattro nel 2019 e nel 2020». Il database della sua associazione descrive anche il penultimo caso, quello di Zufolo Grif, figlio di Varenne, dieci vittorie, che nella sgambatura prima del via, a novembre a Follonica, «a un tratto diventa ingestibile, barcolla e collassa».

 

gare di trotto 2

Sul certificato di morte compare la parola «aneurisma», «quello che spiega regolarmente queste morti», scuote la testa Roberta Ravello, responsabile di «Horse Angels». «Parlano di fatto accidentale, e la cosa finisce lì. Ma all'estero i cavalli buoni corrono una volta al mese, non di più - prosegue -. In Italia invece non c'è limite e sono continuamente in pista, sorretti da chissà quali intrugli.

gare di trotto 3

 

Però tra una gara e un'altra occorre un recupero, tra le due e le quattro settimane». Quanto ad Alleluia, dal 7 al 28 agosto ha gareggiato cinque volte «e di sicuro era sfinito». Ma corrono davvero troppo i trottatori in Italia? «Assolutamente sì - risponde Pasquale Mollica di "Ippodromo Valentinia", nota realtà allevatoriale nel Sud Italia dove Alleluia è nato e cresciuto prima di essere ceduto -. Tra una gara e l'altra i cavalli hanno bisogno di molto riposo. Il doping? Una soluzione potrebbe essere sorteggiare le analisi all'arrivo. E in caso di morte ci vuole l'autopsia».

gare di trotto 1

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