coppia gay

"AVVENIRE" FA CHIAREZZA DOPO CHE LA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE HA DEFINITO "ILLECITA" LA BENEDIZIONE DI COPPIE OMOSESSUALI - "GLI OMOSESSUALI DEVONO ESSERE ACCOLTI CON TENEREZZA E RISPETTO. POSSONO ESSERE BENEDETTI SINGOLARMENTE MA NON COME COPPIA. QUESTO NON IMPLICA UN GIUDIZIO NEGATIVO SULLE SINGOLE PERSONE NÉ VA INTESO COME UN GESTO DISCRIMINATORIO" - IL TEOLOGO MAURIZIO FAGGIONI: "IL SIGNIFICATO È TRASPARENTE: POSSIAMO VALORIZZARE SOTTO IL PROFILO UMANO ALCUNI ASPETTI DI UNA RELAZIONE TRA PERSONE DELLO STESSO SESSO, MA…"

1 - SANTA SEDE: NON SI POSSONO BENEDIRE UNIONI TRA PERSONE DELLO STESSO SESSO

Luciano Noia per “Avvenire”

 

bergoglio beve il mate 1

Gli omosessuali devono essere accolti «con tenerezza e rispetto». Possono essere benedetti singolarmente. Possono avere «gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita».  Ma non possono essere benedetti come coppia, perché il gesto non sarebbe coerente con la natura dei "sacramentali" (segni sacri tra cui rientrano appunto le benedizioni), che vanno concessi solo nelle circostanze ordinate a servire ciò che è conforme al disegno di Dio.

 

Inoltre la benedizione rischia di legittimare una prassi sessuale irregolare, perché fuori dal matrimonio. E, altra possibilità da scongiurare, può creare confusione con le nozze-sacramento visto, che come si spiega in Amoris laetitia, «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppur remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia».

 

COPPIA GAY

Ecco perché, rispondendo a un quesito specifico, la Congregazione per la dottrina della fede ritiene "illecite" le benedizioni concesse alle coppie omosessuali, anche se questo non implica un giudizio negativo sulle singole persone né va inteso come un gesto discriminatorio.

 

Anzi, la nota - approvata dal Papa - specifica che non va esclusa la «presenza in tali relazioni di elementi positivi, che in sé sono pur da apprezzare e valorizzare», anche se questi elementi positivi non sono «comunque in grado di coonestarle (giustificarle, renderle legittime, ndr) e renderle quindi legittimamente oggetto di una benedizione ecclesiale, poiché tali elementi si trovano al servizio di una unione non ordinata al disegno del Creatore». Si invitano comunque i pastori ad accogliere le persone omosessuali «con rispetto e delicatezza» e a trovare le modalità più opportune per accompagnarle in un percorso di fede.

COPPIA GAY PAPA

 

Una nota con cui la Congregazione per la dottrina della fede intende porre un argine a una prassi diffusa soprattutto in alcune aree del Nord Europa, in particolare modo in Germania e Austria. Tra gli altri, si erano espressi esplicitamente a favore della benedizione alle coppie omosessuali il vescovo di Limburg, Georg Batzing, che è anche presidente della Conferenza episcopale tedesca, e il vescovo di Magonza, Peter Kohlgraf. Ora la Congregazione chiude il dibattito con una serie di motivazioni che, se sono evidenti sul piano teologico, rendono senz' altro più complessa l' accoglienza pastorale.

 

Da dove nasce questa dichiarazione? Innanzi tutto, si spiega nella Nota vaticana, dalla natura stessa dei cosiddetti "sacramentali" quei gesti liturgici tra cui rientrano appunto le benedizioni. Non sono sacramenti ma, come segni sacri, ottengono importanti effetti spirituali. Il Catechismo della Chiesa cattolica specifica, poi, che «i sacramentali non conferiscono la grazia dello Spirito Santo alla maniera dei sacramenti; però mediante la preghiera della Chiesa preparano a ricevere la grazia e dispongono a cooperare con essa» (n. 1670).

COPPIA GAY PAPA 1

 

La Chiesa ha quindi il dovere di verificare che «ciò che viene benedetto sia oggettivamente e positivamente ordinato a ricevere e ad esprimere la grazia, in funzione dei disegni di Dio iscritti nella Creazione e pienamente rivelati da Cristo Signore ». Le coppie omosessuali rispondono a questo disegno del Creatore?

 

A parere della Congregazione no, e quindi «non è lecito impartire una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell' unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita), come è il caso delle unioni fra persone dello stesso sesso».

 

COPPIA GAY PAPA 2

Altro motivo che ha indotto la Congregazione a considerare inopportune le benedizioni è il rischio di creare «imitazioni o rimandi di analogie» con la benedizione impartita dal sacerdote durante la celebrazione del rito del matrimonio tra uomo e donna. Questo sì un sacramento, e non semplicemente un "sacramentale".

 

Sembra un gioco di parole ma, dal punto di vista teologico, la differenza è sostanziale. Che cosa fare quindi per fare in modo che le comunità cristiane e i pastori possano comunque accogliere con rispetto e delicatezza le persone con inclinazione omosessuale?

 

Questo è il grande problema pastorale. La Nota lascia a vescovi e sacerdoti la fatica di individuare «le modalità più adeguate, coerenti con l'insegnamento ecclesiale, per annunciare il Vangelo nella sua pienezza». Gli omosessuali, nello stesso tempo, «riconoscano la sincera vicinanza della Chiesa - che prega per loro, li accompagna, condivide il loro cammino di fede cristiana - e ne accolgano con sincera disponibilità gli insegnamenti ».

coppia gay a rodeo

 

Infine, come detto, si ribadisce che la «risposta al dubiumproposto non esclude che vengano impartite benedizioni a singole persone con inclinazione omosessuale, le quali manifestino la volontà di vivere in fedeltà ai disegni rivelati di Dio così come proposti dall' insegnamento ecclesiale». E si rammenta che Dio stesso non smette di benedire ciascuno dei suoi figli pellegrinanti in questo mondo, perché per Lui siamo più importanti di tutti i peccati che noi possiamo fare.

 

Ma non benedice né può benedire il peccato: benedice l' uomo peccatore, affinché riconosca di essere parte del suo disegno d' amore e si lasci cambiare da Lui.

 

2 – MA INSIEME AL NO CÈ L'ATTENZIONE A NON DISCRIMINARE GLI OMOSESSUALI

Da “Avvenire”

 

«Un documento aperto, che prende posizione contro il rischio di legittimare le benedizioni delle coppie omosessuali mettendole sulle stesso piano delle coppie eterosessuali coniugate ma, allo stesso tempo, riconosce che nell' amore omosessuale esistono elementi positivi». Lo spiega padre Maurizio Faggioni, teologo morale e docente di bioetica all' Accademia alfonsiana, autore della voce omosessualità nel Dizionario di teologia morale della San Paolo.

COPPIA DI PADRI GAY BIMBA

 

«Il significato è trasparente: possiamo valorizzare sotto il profilo umano alcuni aspetti di una relazione tra persone dello stesso sesso, ma - fa osservare il teologo - la Chiesa sente che, anche nelle esperienze migliori, non si può parlare propriamente di una realtà sponsale. La qualità dell' amore omosessuale è diversa, nella sua dinamica profonda, da quella dell' amore coniugale e il matrimonio resta per la morale cattolica l' unico contesto significativo per l' intimità sessuale».

 

Una benedizione per una coppia omosessuale che ricalca la benedizione delle nozze non risponde alla verità delle cose? «Non significa che le persone omosessuali siano escluse dall' essere benedette. Credo - aggiunge padre Faggioni - che, seguendo il Catechismo, dobbiamo interrogarci seriamente sul senso che una 'amicizia disinteressata' ( amicitia gratuita, dice il testo originale) può avere per una persona omosessuale».

ADOZIONE COPPIA GAY

 

L' amicizia può essere benedetta? «Nella Chiesa orientale antica - ricorda padre Faggioni - c' era una solenne benedizione dell' amicizia. Qualcuno ha voluto vedervi una forma di benedizione delle coppie omosessuali. Ovviamente si tratta di una forzatura, ma la teologia deve ancora riflettere e interrogarsi, alla luce dello Spirito e con l' aiuto delle scienze umane, per meglio comprendere i complessi chiaroscuri della esperienza omosessuale».

 

Per padre Pino Piva, gesuita, da anni impegnato nella cosiddetta "pastorale di frontiera" con persone lgbt, si tratta di un documento importante perché, nel ribadire posizioni già note che derivano dal Catechismo, non dimentica di mettere in luce il dovere dell' accoglienza, del rispetto e, addirittura, riconosce che all' interno delle coppie omosessuali possono esserci elementi positivi «da apprezzare e valorizzare ».

 

Rimane lo snodo pastorale su come esprimere nella prassi questo riconoscimento positivo, ma questo non è certo compito della Congregazione ma della pastorale. «D' altra parte - spiega - è un intervento che non sorprende vista la discussione avviata in molte Chiese, in particolare in quella tedesca. Si intende semplicemente ricordare quanto già noto circa il senso della 'benedizione' in quanto 'sacramentale'; e ciò che il Catechismo già da tempo afferma circa gli atti omosessuali ».

coppia gay

 

La novità, positiva, secondo padre Piva, è tutta negli aspetti pastorali. «Mi colpisce la reiterata intenzione di non colpire le persone, ma solo un aspetto della loro esperienza di vita (certo, non secondario). L' articolo esplicativo esprime un' attenzione pastorale molto chiara; una preoccupazione a non apparire "discriminatorio", sottolineando quanto la nondiscriminazione delle persone omosessuali sia parte della dottrina e delle intenzioni pastorali della Chiesa».

 

Quasi che con la delicatezza pastorale si voglia compensare la chiarezza dell' affermazione dottrinale. «Sì, trovo molto significativa l' affermazione che, pur non potendo benedire l' unione tra persone omosessuali supponendo che il rapporto sessuale faccia parte di questa unione, si affermi però che possono essere benedette le persone omosessuali, la loro storia di vita e il loro cammino di fede; questi possono essere benissimo oggetto di benedizione. Non solo - riprende padre Piva - anche per le unioni stesse infatti viene riconosciuta «la presenza in tali relazioni di elementi positivi, che in sé sono pur da apprezzare e valorizzare.

 

PAPA FRANCESCO BERGOGLIO SULLA COPERTINA DI THE ADVOCATE MENSILE DELLA COMUNITA GAY

In questa frase riconosco una citazione implicita della Relatio post disceptationem del Sinodo 2014 in cui i vescovi si chiedevano: "Le persone omosessuali hanno doti e qualità da offrire alla comunità cristiana: siamo in grado di accogliere queste persone, garantendo loro uno spazio di fraternità nelle nostre comunità?'. L' intervento della Congregazione non risponde a questo quesito, ma in qualche modo ne fa sentire l' urgenza».

 

Don Stefano Guarinelli, docente di psicologia alla Facoltà teologica dell' Italia settentrionale, inquadra la Nota della Congregazione per la dottrina della fede dal punto di vista dello studioso che da anni sta cercando linguaggi comuni per mediare tra la parola del magistero e quello della scienza. «Sull' omosessualità - osserva - non abbiamo dati definitivi e riconosciuti. Anche dal punto di vista psicologico facciamo una grande fatica a trovare linguaggi interpretativi efficaci per comprendere il grande problema dell' orientamento.

 

 Abbiamo bisogno di tempo per capire, riflettere, ragionare ». Il prete-psicologo, autore di numerosi studi sull' argomento tra cui il recente Omosessualità e sacerdozio (Editrice Ancora), ritiene che su questo fronte, proprio per la complessità e la difficile definizione della materia, andrebbe sostenuta una linea di mediazione e di attesa, al riparo da chi vorrebbe collocare la Chiesa su posizioni totalmente aperturiste, ma anche da chi vorrebbe un' adesione inflessibile alla norma. «Dobbiamo avere l' umiltà di riconoscere che in questo campo nessuno ha la 'soluzione del giallo'.

BERGOGLIO CON SCIARPA GAY

Spingendo troppo da una parte creiamo confusione, dall' altra però ci sono persone in attesa da tanti anni di parole accoglienti, che potrebbero essere nuovamente ferite». Secondo don Guarinelli, in questi ultimi anni, la pastorale sta facendo molto bene, con il desiderio evangelico di crescere nell' intelligenza delle cose. Occorre proseguire sulla linea rinnovata dal doppio Sinodo sulla famiglia e poi dall' Esortazione post-sinodale di papa Francesco, senza abbandonare la strada della pazienza e della misura.

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