domenico arcuri massimo dalema

"BAFFINO" AL VAPORE - L'ENTE CINESE CHE HA VENDUTO ALL'ITALIA I VENTILATORI FARLOCCHI, E' LEGATA A UN THINK TANK DI CUI E' PRESIDENTE MASSIMO D'ALEMA (PER UN PERIODO NE HA FATTO PARTE ANCHE FRANCESCO RUTELLI) - SAREBBE STATO D'ALEMA, STANDO ALLA COMUNICAZIONE INVIATA DAGLI IMPRENDITORI CINESI, A RASSICURARLI SULL'ACQUISTO DEL GOVERNO ITALIANO. A LEGGERE IN COPIA C'ERANO BORRELLI E ARCURI - GLI UOMINI DI "BAFFINO" NEGLI AFFARI CON LA CINA, DE SANCTIS E L'INCONTRO NELLA SEDE DELLA SOCIETA' DI CHICCO TESTA...

Fabio Amendolara per "la Verità"

 

domenico arcuri

Ha trovato il suo ponte sulla via della seta la fornitura conquistata dalla Silk Road Global Information limited, società cinese che ha venduto al governo italiano 140 ventilatori polmonari per terapia intensiva «non conformi ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente», nella cui trattativa, come ha scoperto ieri La Verità, è spuntato il nome dell' ex premier Massimo D' Alema, una figura che sembra essersi aggirata in più di un' occasione attorno agli affari pandemici gestiti dall' ex commissario straordinario Domenico Arcuri (la cui promozione, nel 2007, ai vertici di Invitalia avrebbe visto D'Alema nel ruolo di regista).

 

MASSIMO DALEMA SILK ROAD FORUM

La Silk Road Global Information limited, infatti, è legata alla Silk Road Cities Alliance, un think tank del governo di Pechino a sostegno della Via della Seta, progetto di infrastrutture di collegamento e logistica tra Cina ed Europa. Ai vertici di questo ente, insieme a D' Alema, che è presidente onorario («carica non remunerata e che non prevede rimborsi», precisa uno stretto collaboratore del leader Maximo), e ad alcuni ex funzionari del governo cinese, c' è Zhang Wenkang, ministro della Sanità rimosso dal regime nel 2003 con l' accusa di aver nascosto la prima pandemia Sars.

 

rutelli francesco intervistato foto di bacco (4)

Una comparsata nel think tank per la verità in passato l' ha fatta anche Francesco Rutelli, che nella sua biografia annota di essere stato co-presidente del progetto Silk Road Cities Alliance e che alla Verità ha spiegato di «aver ottenuto quel riconoscimento durante un incontro culturale e che il rapporto si è chiuso quello stesso giorno».

 

L'acquisto dei ventilatori, che ora si scopre non essere certificati, è stato firmato dall' allora capo della Protezione civile Angelo Borrelli il 13 marzo 2020 (due giorni dopo l' inizio del lockdown), quando la struttura del super commissario non era ancora stata creata ma c' era già un andirivieni di Arcuri tra Invitalia e il Dipartimento ministeriale che fa capo alla Presidenza del consiglio dei ministri (verrà formalmente nominato il 18 marzo). È nelle mail allegate al contratto che è saltato fuori Baffino.

MASSIMO DALEMA SILK ROAD FORUM

 

Sarebbe stato D' Alema, infatti, stando alla comunicazione inviata dagli imprenditori cinesi a rassicurarli sull' acquisto del governo italiano. A leggere in copia c' erano, oltre a Borrelli e Arcuri, un' altra dipendente di Invitalia, quella Silvia Fabrizi che pochi giorni dopo diventerà la prima referente di Mario Benotti e Andrea Tommasi per la famosa maxi fornitura da 801 milioni di mascherine cinesi costata 1,25 miliardi di euro.

 

domenico arcuri

Al momento della firma del «memorandum of understanding» sulla Nuova Via della Seta firmato a Roma a fine marzo l' ex premier Giuseppe Conte pontificò: «Saremo attenti che non vi siano iniziative predatorie». Nel caso dei ventilatori senza certificazione, in realtà, più che di una iniziativa predatoria sembra si tratti di un acquisto avventato. E anche per le mascherine comprate da Arcuri e distribuite in Friuli Venezia Giulia qualcosa è andato storto, stando al sequestro di oltre 60 milioni di Ffp2 disposto dai pm di Gorizia.

 

ANGELO BORRELLI CON LA MASCHERINA

Non erano conformi anche i dispositivi venduti alla Regione Lazio da un' altra cordata, guidata dall' uomo degli elenchi telefonici Vittorio Farina. Che dopo essere riuscita a piazzare 5 milioni di mascherine e 430.000 camici ha provato a infilarsi (senza riuscirci) nelle forniture per le scuole, sostenendo di avere la «promessa» di Arcuri.

 

Un mese fa, come svelato dalla Verità, si è scoperto che in Puglia, insieme a Farina, aveva partecipato a un pranzo speciale proprio Massimo D' Alema. Con i due c' era anche Roberto De Santis, imprenditore vicinissimo all' ex premier e co-armatore dell' Ikarus, la prima barca a vela di D' Alema. Gli indagati, emerge dai documenti dell' inchiesta, avevano cercato di portare i loro tentacoli sino a dentro il ministero della Salute.

DOMENICO ARCURI 1

Farina, per esempio, in un' intercettazione dice: «Io sto andando dal ministro adesso, c'ho, c'ho appuntamento alle 4 e mezzo col ministro, co Roberto [] ti porto qualche novità».

 

Ma ci sono anche telefonate in cui si fa riferimento al «responsabile del Gabinetto di Speranza». E quando l' interlocutore chiede, «ma il Max non interviene?», Farina precisa: «No per adesso, che intervenga adesso non serve [] eh, dovranno, io credo che entro oggi quelli si incontrino e poi Paolucci dovrebbe chiamarti». Secondo le Fiamme gialle Paolucci sarebbe «Massimo Paolucci, capo segreteria di Speranza».

 

MARIO BENOTTI

A novembre, poi, gli investigatori pedinano Farina a un appuntamento al civico 44 di piazza Farnese, a Roma. Gli investigatori sottolineano che «l' indirizzo corrisponde alla sede della Fondazione Italianieuropei presieduta da Massimo D' Alema e della quale fa parte anche il sottosegretario Maria Cecilia Guerra».

 

Lì Farina si trattiene per un' ora e 50 circa, senza che gli investigatori siano riusciti a ricostruire con chi si sia incontrato. Nelle carte, però, spuntano anche due presunti incontri di Farina con Arcuri, all' epoca ancora in carica. E i finanzieri ritengono che ci sia riuscito «per il tramite di Roberto De Santis».

 

chicco testa foto di bacco (1)

Prima del secondo incontro, però, c' è uno snodo che per gli investigatori deve essere risultato rilevante: sempre pedinato, Farina è stato visto entrare nella sede di una società, la Proger, una Spa amministrata da Chicco Testa (l' uomo che accusa il Pd di essere diventato il partito della spesa pubblica) e nel cui cda siede De Santis, in via Valadier 42 a Roma.

 

Anche l' utenza telefonica intercettata e in uso a De Santis è risultata intestata alla Proger. I finanzieri relazionano sul pedinamento, compreso un pranzo in un ristorante.

chicco testa

E due giorni dopo, durante l' ennesimo servizio di osservazione, annotano che Farina «e stato visto conversare con un soggetto nella fisionomia somigliante ad Arcuri». Le telefonate successive avrebbero dato conferma che con l' uomo degli elenchi telefonici ci fosse proprio il commissario per l' emergenza. E infatti Farina chiama il suo socio per rassicurarlo: «Domenico (Arcuri ndr) mi ha promesso che se gli arriva la lettera, autorizza quell' acquisto [...]». Anche in questo caso si parla di una lettera. L' unica col nome di D' Alema, però, è quella che ha viaggiato sulla via della seta.

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