antonella la bambina di 10 anni morta per una challenge su tiktok

"BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI VIETARE IL WEB AI BAMBINI" - DOPO IL CASO DELLA BIMBA DI 10 ANNI MORTA UNA SFIDA SU TIKTOK, LO PSICOTERAPEUTA ALBERTO PELLAI CHIEDE UNA STRETTA: “FAR USARE I SOCIAL AI BAMBINI E' COME DIRE A TUO FIGLIO DI DIECI ANNI: "ESCI DI CASA, PRENDI IL TRENO PER MILANO O ROMA, PASSA UNA BELLA GIORNATA E TORNA ALLA SERA". LE "CHALLENGE" VENGONO PROPOSTE A BAMBINI E RAGAZZINI CHE NON SONO IL GRADO DI GESTIRE IL SENSO DEL LIMITE, LA CONSAPEVOLEZZA DEL CONFINE. LA SOPRAVVIVENZA È UN CONCETTO CHE NON MANEGGIANO…”

Federico Taddia per “la Stampa”

 

ALBERTO PELLAI

«Dobbiamo avere il coraggio di dire che quello non è un posto per loro». Essere capaci di alzare barriere verso il virtuale e saper offrire alternative nel reale: è quello che chiede Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta dell' età evolutiva, ricercatore alla Statale di Milano, e autore di "Tutto troppo presto", un manuale sull' educazione sessuale dei figli nell' era di internet.

 

Pellai, perché si può morire a 10 anni per una sfida raccolta in rete?

ANTONELLA LA BAMBINA DI 10 ANNI MORTA PER UNA CHALLENGE SU TIKTOK

«Queste "Challenge" vengono proposte a bambini e ragazzini che non sono il grado di gestire il senso del limite, la consapevolezza del confine: sono piccoli, non hanno ancora interiorizzato nulla. La sopravvivenza è un concetto che non maneggiano, perché fino a quel momento è stata gestita dagli adulti. E' un campo in cui non hanno competenze: non conoscono il loro corpo, le conseguenze di certi gesti, non hanno percezione della linea del pericolo. La sfida richiesta è superiore alle capacità che il bambino può mettere in gioco».

 

Tutta colpa del web?

TIKTOK

«I questi mesi i nostri figli hanno subito un'accelerazione al digitale, dovuta all'iperconnessione. Spesso senza la possibilità di un sostegno, di un accompagnamento educativo. L'online è diventato il loro parco giochi, dove fare scuola, intrattenersi, passare il tempo. E tutto è amplificato da questo periodo di cui sono in totale passivizzazione e decorporeizzazione: sono senza corpo, senza relazioni, senza socializzazione. Fuori c'è il deserto e così trovano più risposte possibili nella virtualizzazione. Il corpo dei bambini però non è solo un contenitore, è anche un contenuto della loro crescita.

 

Hanno bisogno di esercitarlo, di movimentarlo, di renderlo protagonista, di sentirlo reagire, di capire le sensazioni che produce. Aspetti complicatissimi da tenere sotto controllo a 10 anni, un' età spaventosamente maldestra, in cui è iperattivata la ricerca di emozioni, eccitazioni, tentazioni, emulazioni degli adulti. Il cervello spesso va per conto suo, manca la capacità autoregolativa. Quella, infatti, è consegnata e delegata agli adulti. E' un loro compito».

 

TIKTOK

Gli adulti controllano troppo poco?

«Bisogna lavorare sulle competenze, dare strumenti ai bambini per comprendere. E definire che si sono limiti che non possono essere valicati. Quali siano queste regole i bambini hanno bisogno di sentirselo dire, raccontare. Così come hanno necessità di vedere che l' adulto sa supervisionare e presidiare quel confine. Perché se mamma o papà fanno da sentinella, i bambini stanno più tranquilli, perché sanno di poter osare la trasgressione proprio perché c' è qualcuno pronto ad intercettarli. Questo nella vita reale succede continuamente, quotidianamente. Nel web, nella vita virtuale, quasi mai.

 

I bambini vanno tenuti fuori dai social?

«Decisamente sì. E' come dire a tuo figlio di dieci anni: "Esci di casa, prendi il treno per Milano o Roma, passa una bella giornata e torna alla sera". I bambini non hanno abilità per fare questo, e se non le hanno non possono inventarsele. Devono essere allenati, preparati, istruiti. Le neuroscienze ce lo dimostrano in tutti i modi: quello dei social - ma la rete in generale - è un territorio iperstimolante, ipereccitante. Ed entrare in quei territori senza le difese specifiche è rischioso, perché ci si può fare davvero molto male».

TIKTOK

 

TikTok è frequentatissimo da bambini, anche con il consenso delle famiglie: non è un social per i più piccoli?

«TikTok è una fiera dell' esibizione, della sessualizzazione precoce, della seduzione, della competizione: per quale motivo devo far entrare mio figlio dentro a quella dimensione? Io non riesco a pensare che ci sia un TikTok a misura di decenne, così come non c' è un sito pornografico adatto a un dodicenne: però migliaia di decenni sono su "TikTok" e migliaia di dodicenni accedono alla pornografia.

 

La responsabilità è di un sistema che continua a pompare nei figli l' idea che là dentro trovano il paese dei balocchi, un luogo che contiene tutto ciò che non trovano fuori.

Certo, il fuori deve diventare più strutturato, accogliente e stimolante. Ma è arrivato il momento di gridare che il dentro non è l' alternativa. Non è un posto per loro».

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...