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"CARLO SI PRESE UNA SBANDATA PER ISABELLA FERRARI, NE ERA INFATUATO" - ENRICO VANZINA RACCONTA DELLA COTTA DEL FRATELLO PER L'ATTRICE SUL SET DI "SAPORE DI MARE", USCITO 41 ANNI FA: "NON SO SE FU CORRISPOSTO..." - "ALLA PRIMA ROMANA AURELIO DE LAURENTIIS CI RAGGIUNSE: 'VOGLIO FARVI GIRARE UN FILM SULLA NEVE. ERA ''VACANZE DI NATALE''. IL CONTRATTO LO FIRMAMMO SU UN TOVAGLIOLO" - GLI SCHIAFFONI DI VIRNA LISI A JERRY CALÀ: "SI PRESE DELLE PIZZE IN FACCIA PAZZESCHE, LO GONFIÒ" - VIDEO 

 

Estratto dell’articolo di Giovanna Cavalli per il “Corriere della Sera”

 

sapore di mare 1

Perché ogni estate ha sempre un suo Sapore di mare, Enrico Vanzina se lo spiega così: «Non è un film sugli anni Sessanta ma senza tempo, un romanzo di formazione su come si diventa grandi».

 

E ora che, 41 anni dopo (uscì nel 1983), la pellicola, restaurata in 4K, torna nei cinema dal 29 agosto, sarà subito Celeste nostalgia : «Quel lampo negli occhi, ciao/ D’accordo fa male, ciao, ma tu/ Dentro di me non muori più». E vai con la scena finale stracult di Luca e Marina che si fissano in mezzo alla folla nel rimpianto di un amore.

 

«Che poi Riccardo Cocciante era un mio compagno di scuola allo Chateaubriand, stavamo insieme anche ai boyscout e lui, sotto la tenda, ci rompeva le palle suonando per ore un piccolo sassofono, mai avrei pensato che sarebbe diventato quel genio che è», racconta Enrico, che snocciola infiniti ricordi. [...]

marina suma jerry cala

 

L’idea di Sapore di mare era nata da una riflessione notturna, semplice e vera: «Che nella vita di ognuno di noi ci sono al massimo venti estati buone, tra i 17 e i 37 anni, in cui ti succedono tutte le cose più importanti, in amore, nel lavoro. Dopo si vive di rendita o si sopravvive».

 

Ambientato a Forte dei Marmi, ma girato perlopiù a Fregene «perché c’erano pochi soldi, con un generico che faceva il bagnino e parlava toscano con tremendo accento romano, infatti fu doppiato», incassò bei 10 miliardi di lire.

jerry cala

 

«Alla prima romana al cinema Empire, in mezzo agli spettatori, c’era Aurelio De Laurentiis. Finita la proiezione ci raggiunse entusiasta: “È un capolavoro, domani venite a pranzo con me che voglio farvi girare un film sulla neve. Era Vacanze di Natale , il contratto lo firmammo su un tovagliolo».

 

Capitò che per copione Virna Lisi dovesse schiaffeggiare Calà. «Si presentò da Carlo, dubbiosa. “Io gli schiaffi finti non li so dare”. E mio fratello, tranquillo: “E tu daglieli veri, non ti preoccupare”. E così andò. Il povero Jerry si prese delle pizze in faccia pazzesche, Virna lo gonfiò proprio».

 

sapore di mare

E che Isabella Ferrari-Selvaggia scalfisse la nota imperturbabilità del regista. «Pur avendo lavorato con le attrici più belle, sia io che Carlo, come nostro padre Steno, restavamo indifferenti, mantenendo il distacco più totale». Non quella volta. «Carlo aveva un debole evidente per Isabella, ne era infatuato, si prese una piccola sbandata, del resto lei allora era davvero straordinaria». Ma finì lì. «Non so se fu corrisposta, non accadde nulla. Però ora non partite con il gossip eh».

 

Vere erano invece le fitte di gelosia di Angelo Cannavacciuolo quando Jerry doveva baciare Marina Suma, che allora era la sua fidanzata: «Era tesissimo». E, appostato in zona ciak, controllava come un falco ogni mossa sospetta. [...]

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