quarantena coronavirus isolamento

"DOBBIAMO TOGLIERE QUARANTENE E TAMPONI PER CHI HA FATTO LA TERZA DOSE" - LE REGIONI VOGLIONO ADATTARE LE MISURE DI CONTENIMENTO ALLA ENORME DIFFUSIONE DI OMICRON: "CONTINUANDO DI QUESTO PASSO TRA POSITIVI IN QUARANTENA E GUARITI CHE NON RIESCONO A FARSI RIATTIVARE IL GREEN PASS PERCHÉ IL SISTEMA STA ANDANDO IN TILT A METÀ FEBBRAIO IL PAESE COLLASSA" - LE REGIONI CHIEDONO DI NON CONTEGGIARE PIÙ GLI ASINTOMATICI NEL BOLLETTINO SETTIMANALE E DI SCORPORARE DAL COMPUTO DEI POSTI LETTO OCCUPATI DA PAZIENTI COVID QUELLI DEI POSITIVI ASINTOMATICI…

Paolo Russo per "la Stampa"

 

alessio damato nicola zingaretti

La sintesi per le Regioni la fa l'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato: «Continuando di questo passo tra positivi in quarantena e guariti che non riescono a farsi riattivare il Green Pass perché il sistema sta andando in tilt a metà febbraio il Paese collassa. Dobbiamo semplificare, prima di tutto togliendo quarantene e tamponi per chi ha fatto la terza dose».

 

Per la lettera-documento da inviare a governo e Iss le regioni si sono prese ancora un po' di tempo ma il carnet di misure è stato ancora una volta condiviso ieri nell'incontro a livello di assessori alla sanità. Tanto per cominciare chi ha fatto il booster ed è positivo ma asintomatico non andrebbe più in isolamento. Chi sempre con la terza dose è sintomatico andrebbe sì in isolamento per sette giorni, alla fine dei quali sarebbe però libero di uscire senza doversi sottoporre al tampone.

tamponi

 

Le Regioni chiedono poi di non conteggiare più gli asintomatici nel bollettino settimanale e, soprattutto, di scorporare dal computo dei posti letto occupati da pazienti Covid quelli dei positivi asintomatici, che arrivano in ospedale per altre malattie e scoprono di essere positivi al tampone di ingresso. Una modifica tecnica, l'ha definita più di un governatore. Che spegnerebbe però definitivamente il semaforo delle restrizioni, perché tagliando quello che si stima essere un 30% di "Covid non Covid", nessuna regione passerebbe più in arancione.

 

TERZA DOSE DI VACCINO ANTI COVID

Anzi, molte tornerebbero in fascia bianca, nonostante in questo momento il 27,1% dei reparti di medicina sia occupato da pazienti Covid, che anche se asintomatici e ricoverati per altro, devono essere isolati dagli altri pazienti, mettendo comunque sotto stress gli ospedali. A completare la lista c'è la richiesta di non ridurre dall'80 al 50% la capienza di bus, metro nelle Regioni che dovessero andare comunque in arancione.

 

Un passaggio di colore che lunedì dovrebbe scattare solo per la piccola Valle d'Aosta, perché aumentando in un sol colpo di 970 letti la propria dotazione di posti nei reparti di medicina, il Piemonte ha abbassato al 28,4% il proprio tasso di occupazione, al di sotto di quel 30% che fa scattare il cambio di colore. Il "liberi tutti" delle Regioni non è comunque piaciuto a Speranza, che ieri mattina ha preso il telefono per esprimere il suo disappunto su proposte alla quali si opporrà.

 

tamponi 2

Anche se non è detto che nel governo questa volta prevalga le linea del rigore, visto che ieri i positivi in quarantena o ricoverati erano 2 milioni e 323mila, che arrivano a 4 se si aggiungono i contati stretti senza terza dose che cinque giorni di autoisolamento devono comunque farlo e i non pochi guariti che non riescono ad ottenere lo sblocco del loro green pass. Un'apertura però Speranza l'ha fatta, ed è sullo scorporo dei ricoveri asintomatici dal computo dei letti attribuiti ai pazienti Covid. Una proposta che trova sostenitori anche nel Cts, che oggi darà il via libera al protocollo sullo sport e affronterà la questione del bollettino, che più di un esperto del comitato non vuole più diffondere con cadenza quotidiana.

Quarantena Covid 2

 

Ma le Regioni chiedono di più e le motivazioni le ha spiegate il governatore veneto Zaia. «Per definire caso Covid, lo dice l'Ecdc, servono due criteri: una malattia con sintomi simil-influenzali e un tampone positivo. Questo significa che il paziente positivo senza sintomi non è un caso da trattare come paziente Covid», ha messo in chiaro. Non la pensano così gli esperti dell'Iss. Primo, dicono gli scienziati, vanno contati anche gli asintomatici. Il Covid «dà una sintomatologia variegata e in evoluzione anche per la comparsa di nuove varianti virali che interagiscono in modo spesso diverso con il nostro organismo».

 

stress quarantena famiglie 1

E questo, «rende molto difficile riconoscere clinicamente un'infezione sintomatica da SARS-CoV-2 in assenza di una conferma di laboratorio». Inoltre in molti casi, soprattutto tra i vaccinati, l'infezione «decorre in maniera asintomatica». Dunque, «non sorvegliare questi casi limiterebbe la capacità di identificare le variabili emergenti e non renderebbe possibile monitorare l'andamento della circolazione del virus». E non è vero che l'Ecdc ha cambiato la definizione di caso. «È la stessa del dicembre 2020». La battaglia tra rigoristi e liberisti è solo all'inizio. -

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?