leslie kern

"LA GENTRIFICAZIONE ASSECONDA I PEGGIORI ISTINTI" - L'AUTRICE SINISTRATA CANADESE LESLIE KERN INVITA GLI ABITANTI ALLA MOBILITAZIONE CONTRO LA GENTRIFICAZIONE DEI QUARTIERI POPOLARI - "BARCELLONA COME VENEZIA, ORMAI SONO SOLO FILE DI APPARTAMENTI IN AFFITTO. AIRBNB È PARTITO DAL COUCHSURFING ED È DIVENTATO PURA SPECULAZIONE. SI TRATTA ANCHE DI NON FARCI SEDURRE DALL'IDEA CHE UN GENERALE AUMENTO DEL VALORE GIOVI A TUTTI. SE NON È NATURALE E GRADUALE SI TRADUCE IN COSTI INSOSTENIBILI..."

leslie kern

Giulia Zonca per “la Stampa”

 

Esiste una parola che non richiama nessuna particolare immagine eppure dà forma alla vita quotidiana: gentrificazione. Suona come uno sputo e si è scoperto che non ha suscita reazioni tanto diverse: offesa, fastidio, sorpresa solo che per anni è sembrato un processo inevitabile. Quando i quartieri svoltano e trovano una qualche capacità attrattiva si svuotano di comunità e si riempiono di locali di design.

 

I prezzi delle case schizzano, le persone si trasferiscono e strade perdono vita e accendono neon. Va avanti da un bel po', con il passo dell'ineluttabilità che ora Leslie Kern, già autrice di La città femminista, contrasta nel saggio: La gentrificazione è inevitabile e altre bugie, appena uscito per Treccani.

 

leslie kern

Non si era detto che quando un luogo smuove interessi intralciarli significa bloccarne lo sviluppo?

«Si sono dette tante stupidaggini e siamo rimasti a guardare. Un po' di responsabilità ce l'ha pure chi abita i luoghi in divenire. Ce l'abbiamo noi che pensiamo sempre a certe situazioni come imposte dai famosi poteri forti e finisce lì».

 

Scusi, banche che comprano palazzi, politiche che incentivano i traslochi. Non sono poteri forti?

«Non passano sopra le nostre teste. Organizzarsi in movimenti, difendere l'anima di un quartiere, mobilitarsi, protestare, occupare persino, pretendere dalle amministrazioni investimenti sul verde e spazi frequentabili, si può. In generale, ostacolare invece di assecondare scelte che costringono i residenti ad andarsene».

 

Incita alla rivoluzione?

leslie kern

«Sì. Oggi siamo più maturi, sappiamo che molti sponsor pronti a sostenere queste trasformazioni non vogliono affrontare boicottaggi e pessima pubblicità, che le banche mal sopportano di essere additate come cattive. Si tratta anche di non farci sedurre dall'idea iniziale che un generale aumento del valore giovi a tutti. Se non è naturale e graduale si traduce in costi insostenibili».

 

leslie kern

Ci siamo fatti fregare dai caffè alla moda e dalla pizzeria gourmet?

«Non sono contro i posti belli, però ci vuol poco a capire se un negozio, un bar o una palestra nascono legati alla comunità che abitano oppure contro».

 

Ha mai fatto considerazioni sulle città italiane?

«Dove c'è il turismo di massa le problematiche sono sempre le stesse. Barcellona come Venezia, ormai sono solo file di appartamenti in affitto».

 

La social economy alla Airbnb era un'illusione?

leslie kern

«Sono partiti dal couchsurfing elevato alla comodità e sono diventati pura speculazione. Prima c'erano i neo sposi che inserivano la rendita di una stanza rimessa a nuovo nel budget familiare, ora parliamo di palazzinari che comprano e restaurano grattacieli per consegnarli agli affitti brevi».

 

Lei scrive che questo processo non è solo classista, ma razzista e maschilista.

«Basta guardare come si compongono le zone ridefinite. Uomini d'affari, per lo più, quelli costretti a sloggiare sono i meno integrati o i meno considerati. La gentrificazione asseconda i peggiori istinti».

leslie kern

 

La città dinamica che ha fatto sognare dentro la cultura pop alla Sex and the City che fine ha fatto?

«Si è rivelata per quello che era in potenza già nella serie tv, il nostro peggiore incubo. Adatta solo a un'élite, per poche persone più che benestanti, per chi usa stanze come cabine armadio. Bisogna sempre stare attenti a ciò che si desidera».

leslie kern

 

Durante la pandemia in molti hanno espresso il desiderio di provincia o di campagna. Via dalla città?

 «Sono già tornati. Alla fine vuoi avere l'asilo davanti al lavoro e vuoi goderti le offerte e i servizi di una città. Molte le abbiamo abbandonate a restyling che già ora si scrostano. Iniziamo a vedere i danni della gentrificazione che non genera affatto un profitto costante. Tanto varrebbe investire meglio, a lungo termine, in vivibilità».

leslie kern leslie kern leslie kern

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)