vattimo simone caminada

"HO VISSUTO ANNI DI INGIUSTIZIE. I SOLDI NON SONO IL PROBLEMA, LI AVREI DONATI ALL'UNIVERSITÀ COME VOLEVA GIANNI" - PARLA SIMONE CAMINADA, COMPAGNO DI GIANNI VATTIMO, DOPO CHE IL TRIBUNALE DI TORINO LO HA ESCLUSO DALL'EREDITÀ DEL FILOSOFO SCOMPARSO LO SCORSO SETTEMBRE A 87 ANNI, DOPO LA CONDANNA PER CIRCONVENZIONE D'INCAPACE: "MA LUI ERA LUCIDO E HA TENUTO LEZIONI FINO AL SUO ULTIMO ISTANTE DI VITA" - "ABBIAMO VISSUTO INSIEME PER 13 ANNI. MA HANNO PRESO I DENARI PERSONE CHE NON SI SONO MAI FATTE VIVE QUANDO LUI ERA IN VITA…"

Estratto dell'articolo di Elisa Sola per "la Stampa"

 

vattimo simone caminada

«I soldi vanno e vengono. Non sono il problema. E non sarebbero andati nemmeno a me, ma alla ricerca universitaria, come voleva Gianni. Il punto è l'amore. Gianni, io e mia madre eravamo una famiglia. Abbiamo vissuto insieme per tredici anni. Ma hanno preso i denari persone che non si sono mai fatti vive quando lui era in vita».

 

Dopo la decisione del tribunale civile che gli nega l'eredità del filosofo Gianni Vattimo, Simone Caminada, compagno del professore, si sfoga. Il provvedimento è l'atto finale di una lunga bufera giudiziaria. L'atto che segue la sua condanna definitiva a due anni per circonvenzione di incapace. Vattimo, che si è spento il 19 settembre 2023 a 87 anni, aveva indicato Caminada come suo erede. Non sarà così.

simone caminada 6

 

Simone Caminada, il tribunale ha deciso: non è lei l'erede di Vattimo, ma due sue cugine. Le dispiace?

«No. I soldi non contano. Non ho mai fatto battaglie per avere quelli di Gianni quando era vivo. E non le farò post mortem contro due cugine che, peraltro, ho sempre difeso. Certo che però, a livello di legame, c'è una bella differenza tra chi Gianni non lo vedeva mai e chi lo ha amato davvero».

gianni vattimo in ospedale con simone caminada

 

[…] Caminada, lei è stato condannato in via definitiva, perché torna di nuovo sul processo penale?

«Guardi che le persone che ci hanno conosciuto non hanno mai creduto a una parola degli inquirenti. Hanno fatto un processo contro le idee di Gianni. Hanno detto che non era capace di intendere e di volere, quando era lucido e ha tenuto lezioni fino al suo ultimo istante di vita. Io sono stato buono e calmo. E resto tale. Ora vogliono che io faccia polemica sui soldi, non lo farò. Tanto non li avrei intascati io».

GIANNI VATTIMO E SIMONE CAMINADA

 

Ma alla fine, di quanti soldi si trattava?

«Ma pochi. Circa 400mila euro. E non li avrei mica presi io. Era già tutto stato deciso da Gianni. Sarebbero andati alla fondazione per la ricerca universitaria».

 

Perdendo l'eredità di Vattimo, lei ha perso anche la casa del professore di via Po?

«Me ne sono già andato da tempo da lì. Proprio perché non volevo fare battaglie. Davanti al feretro di Gianni i parenti mi avevano garantito che avrebbero sempre rispettato la sua volontà. Così non è stato. Va bene. Non sono di certo uno che ammazza per quei soldi. Conta altro nella vita».

Gianni Vattimo e il compagno Simone Caminada

 

Cosa ?

«La lealtà, e molti non la hanno avuta. Volevano vendette e mi hanno fatto incriminare. Ho vissuto sei anni di gogna mediatica. Di ingiustizie. Conta la lealtà e conta l'amore. Io, Gianni, mia madre, l'uomo che lo assisteva, eravamo una famiglia. Quello conta». […]

 

 

 

 

 

Articoli correlati

VATTIMO FUGGENTE - L\'EREDITA DI GIANNI VATTIMO NON ANDRA\' A SIMONE CAMINADA, IL COMPAGNO...

simone caminada e gianni vattimo 2vattimo simone caminadasimone caminadasimone caminadasimone caminada gianni vattimo simone caminada e gianni vattimosimone caminada 5simone caminada e gianni vattimo 1gianni vattimo e simone caminada SIMONE CAMINADA

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...