razzi lanciati da militanti palestinesi verso israele a gaza city

"ISRAELE PAGHERÀ CARO" – LA JIHAD PALESTINESE PROMETTE VENDETTA DOPO I BOMBARDAMENTI DELL’ESERCITO DI GERUSALEMME SULLA STRISCIA DI GAZA CHE HANNO CAUSATO 15 MORTI E 120 FERITI - CENTINAIA DI RAZZI LANCIATI VERSO ISRAELE – I PALESTINESI DENUNCIANO L'UCCISIONE DI UNA BIMBA DI 5 ANNI. PER GERUSALEMME PERÒ LA BAMBINA È STATA UCCISA DA... - E ORA SI TEME IL COINVOLGIMENTO DI HAMAS

Rossella Tercatin per www.repubblica.it

 

attacco missilistico israeliano a gaza 7

Uno scontro dalle dimensioni tutto sommato circoscritte o un conflitto su vasta scala capace di infiammare tanto Gaza quanto il territorio israeliano? A poco più di un giorno dall'inizio dell'operazione israeliana Breaking Dawn (Sorgere dell'Alba), nonostante un bilancio già ingente - dozzine di obiettivi colpiti dall'aviazione dell'Idf nella Striscia, con oltre 120 feriti e 15 morti, di cui alcuni civili, centinaia di razzi lanciati contro il territorio israeliano, inclusa Tel Aviv - è questo il grande interrogativo nella regione e nel resto del mondo.

 

bombardamenti striscia di gaza 1

Un quesito la cui risposta dipende in massima parte da quale sarà l'atteggiamento di Hamas, l'organizzazione che governa l'enclave costiera, considerata terroristica da Israele, Stati Uniti e Ue e che, come esplicitamente dichiarato da Gerusalemme, non rappresenta l'obiettivo dell'attuale azione militare.

 

bombardamenti gaza city

Israele ha lanciato l'operazione venerdì a fronte di quella che il Primo Ministro Yair Lapid e il Ministro della Difesa Benny Gantz hanno definito "una minaccia concreta contro la popolazione israeliana" da parte della Jihad Islamica Palestinese. Lunedì le forze israeliane avevano arrestato in Cisgiordania un leader dell'organizzazione (nella lista dei gruppi terroristici anche in Usa e Ue) e la Jihad aveva promesso che avrebbe reagito. Da allora i villaggi israeliani situati al confine con Gaza si sono trovati in una situazione di semi-lockdown.

bombardamenti striscia di gaza 3

 

Ucciso il comadante del sud 

Fino a che Israele non ha deciso di sferrare un attacco preventivo, colpendo numerosi obiettivi legati alla Jihad nella Striscia e mettendo a segno, già nelle prime ore dell'operazione, un colpo grosso: l'eliminazione di Tayseer Jabari, leader del gruppo nella zona nord di Gaza dal 2019, quando il suo predecessore Baha Abu al-Ata fu ucciso proprio dagli israeliani.

bombardamenti striscia di gaza 4

 

E proprio quel precedente può forse fare luce su uno dei possibili scenari per l'attuale nuovo capitolo del conflitto. In quel caso la Jihad islamica lanciò diverse centinaia di missili contro Israele, ma Hamas non scese in campo e le ostilità si esaurirono nel giro di due giorni. Ieri è stato ucciso anche un altro leader della Jihad, Khaled Mansour, l'equivalente di Jabari per il sud della Striscia. 

bombardamenti striscia di gaza 2

 

La rivalità tra le due fazioni

Pur essendo accomunate dall'obiettivo comune dell'eliminazione di Israele, le due organizzazioni rimangono distinte e per molti versi rivali: se Hamas si trova anche ad affrontare la sfida di governare Gaza, la Jihad non ha questo tipo di responsabilità ed è invece interamente sostenuta dagli iraniani. Non a caso, il leader della Jihad Ziad al-Nakhalah si trova in visita a Teheran, dove ha incassato il pieno sostegno del regime degli Ayatollah.

 

attacco missilistico israeliano a gaza 8

"Israele pagherà caro" ha tuonato durante l'incontro il capo delle Guardie Rivoluzionarie Salami. Un indebolimento della Jihad potrebbe persino fare gioco ad Hamas, notano gli analisti. Ma se la violenza dovesse allargarsi, anche il gruppo - che finora si è limitato a dichiarazioni bellicose ma ambigue - sarà probabilmente costretto a reagire.

 

Per scongiurare questo scenario sono al lavoro diversi mediatori, in primis l'Egitto, che sta cercando di convincere le parti a raggiungere un cessate il fuoco immediato. L'amministrazione americana ha espresso pieno sostegno a Israele e al suo diritto di autodifesa, ma ha anche ribadito di essere al lavoro con tutti i partner "per evitare un'escalation". Nelle prime 36 ore di conflitto, sono stati oltre 350 i razzi lanciati in territorio israeliano, la maggioranza dei quali è atterrata in spazi aperti o è stata intercettata dal sistema di difesa Iron Dome.

razzi lanciati da militanti palestinesi verso israele a gaza city 2

 

Gli attacchi su Israele 

Le sirene però hanno continuato a suonare incessanti in tutti i principali centri del sud, a partire dalle città di Ashkelon e Ashdod, mandando gli israeliani nei rifugi antiaerei anche a Tel Aviv. Un missile ha centrato una casa della cittadina di Sderot, senza fare vittime. In tutto i feriti sarebbero una ventina, tutti lievi. I raid israeliani nella Striscia - che hanno colpito depositi e fabbriche di armi, ma anche cellule terroriste pronte ad agire - hanno provocato almeno 24 morti, secondo fonti palestinesi, tra cui diversi civili, anche una bimba di 5 anni.

 

razzi lanciati da militanti palestinesi verso israele a gaza city 1

Secondo Israele però la bambina è stata uccisa dai razzi della Jihad. "I leader della Jihad islamica si godono la vita all'estero in ristoranti e hotel a Teheran, in Siria e in Libano. Sono disconnessi dal popolo palestinese e danneggiano gravemente la vita della popolazione di Gaza" ha sottolineato il ministro della Difesa Gantz. "Le nostre attività operative contro gli autori degli atti terroristi continueranno e si intensificheranno".

 

Oggi intanto il popolo ebraico commemora la distruzione del Tempio di Gerusalemme per mano prima dei babilonesi e poi dei romani, con la giornata di digiuno del 9 di Av, una ricorrenza che alcuni scelgono di celebrare visitando quello che secondo la tradizione ebraica è il Monte del Tempio e per l'Islam la Spianata delle Moschee. Un luogo al centro di forti tensioni: la tregua che in tanti auspicano potrebbe essere rimandata.

 

 

Ultimi Dagoreport

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…